Si fa sempre più precaria la posizione di Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati. A Montecitorio si prepara una raccolta firme per formalizzare la richiesta di dimissioni, proprio come accaduto pochi giorni fa al suo ex omologo a Palazzo Madama, Maurizio Gasparri, sostituito nel frattempo da Stefania Craxi.
Sarebbe il colpo decisivo per la leadership di Antonio Tajani, il segno inequivocabile che il rinnovamento auspicato da Marina Berlusconi non è un concetto aleatorio, ma una cesura concreta con gli attuali vertici e forse il preludio ad una seconda discesa in campo.
LA RACCOLTA FIRME ALLA CAMERA
Sebbene alla raccolta firme non abbiano aderito ancora la metà dei deputati, il destino di Barelli sembra segnato. Dopo l’affaire Gasparri, in pochi si immoleranno per salvarne il posto. Su 54 deputati, sono ben pochi infatti quelli disposti a salire sulle barricate. D’altronde è Marina Berlusconi a muovere il gioco, e infatti Tajani sabato ha fatto visita a Gianni Letta nel tentativo disperato di arrestare l’emorragia.
IL NODO DEI CONGRESSI
Nell’incontro è emerso il vero nodo su cui si gioca il futuro di Forza Italia. Più che la batosta del referendum, l’oggetto del contendere tra la segreteria e la famiglia Berlusconi è la fase congressuale annunciata da Tajani: un tentativo del segretario di blindarsi e mettere mano alle liste per le prossime elezioni politiche del 2027 (se la legislatura andasse avanti sino alla scadenza naturale), anestetizzando la spinta per il cambiamento.
Per questo Francesca Pascale, in teoria esterna al partito ma vicinissima a Marina Berlusconi e per questo molto ascoltata, attacca Tajani proprio su questo punto, insinuando il dubbio che il conto dei tesseramenti sia gonfiato per mantenere il controllo sugli apparati locali.
IL DOMINO DALLA CAMERA ALLA SEGRETERIA
La raccolta firme per le dimissioni di Barelli prepara il terreno per Deborah Bergamini come eventuale nuovo capogruppo alla Camera. Un colpo fatale per Antonio Tajani, che, totalmente sfiduciato e privo dei suoi due luogotenenti, sarebbe spinto alle dimissioni.
L’ipotesi più probabile a quel punto sarebbe di affidare la reggenza di Forza Italia a Giorgio Mulè in attesa della fase congressuale tanto auspicata da Tajani, che si tramuterebbe in un passaggio di consegne, con Marina Berlusconi acclamata nuovo capo del partito.


