Lovaglio rimane CEO di Montepaschi. Ecco com’è andata e tutti i nomi nel nuovo Cda
Secondo quanto riporta La Stampa, l’assemblea di Banca Monte dei Paschi di Siena ha sancito il ritorno di Luigi Lovaglio, amministratore delegato uscente e figura centrale della fase di rilancio dell’istituto.
Il passaggio decisivo è arrivato con il voto di Banco Bpm e con la scelta di Delfin, che insieme hanno spostato l’equilibrio in un’assemblea molto partecipata, fino a determinare il ribaltone sulla governance e la sconfitta della lista del Cda, che aveva indicato come amministratore delegato Fabrizio Palermo e come presidente Nicola Maione (che ha ritirato la sua candidatura e proposto che sia il CdA entrante a nominare il presidente).
IL VOTO CHE HA CAMBIATO GLI EQUILIBRI
L’assemblea, iniziata poco prima delle 10:30 e caratterizzata da una partecipazione del capitale superiore al 64%, ha prima approvato il bilancio e respinto due azioni di responsabilità, quindi ha affrontato il nodo del rinnovo del consiglio.
In sala erano rappresentate tre liste: due di maggioranza, presentate dal board uscente e da Plt Holding, e una di minoranza depositata da Assogestioni. Alla fine, ha prevalso la lista presentata dalla famiglia Tortora attraverso Plt: con otto voti contro i sette espressi dalle minoranze, Lovaglio si tiene la poltrona di amministratore delegato.
La lista che ricandidava l’ex ad di Mps, Luigi Lovaglio ha ottenuto il 49,95% dei voti espressi in assemblea, quella del Cda il 38,79% e quella di Assogestioni il 6,94%.
DECISIVI DELFIN E BANCO BPM
In apertura, il presidente Nicola Maione aveva ricordato le principali partecipazioni: Delfin al 17,53%, il Gruppo Caltagirone al 10,26%, BlackRock al 4,98%, il Tesoro al 4,86% e Banco Bpm al 3,74%. La combinazione tra Delfin e Banco Bpm, che insieme pesano per circa il 21,3% del capitale, ha orientato l’esito finale della votazione.
L’assemblea ha respinto a larghissima maggioranza la duplice azione promossa da Bluebell Partners contro Maione e Lovaglio, e ha approvato la proposta che fissa a 15 il numero dei componenti del nuovo consiglio, per un mandato triennale. La decisione è passata con il 98,25% dei voti, mentre la Fondazione Mps, che detiene lo 0,2%, ha scelto l’astensione sulla governance.
IL CONTESTO DEL RIBALTONE
La riunione si è svolta in un clima già segnato dalle indicazioni dei proxy advisor, che avevano spinto la maggioranza del mercato a convergere sulla lista del consiglio uscente. Ma il peso degli azionisti di riferimento ha cambiato la traiettoria del voto. Secondo le informazioni circolate durante la giornata, Delfin aveva già scelto di sostenere la lista rivale di Plt Holding.
TUTTI I NOMI NEL CDA
Ecco la composizione del nuovo Cda di Banca Mps.
Per la lista di Plt, entrano il candidato presidente Cesare Bisoni, l’ad uscente Luigi Lovaglio, Flavia Mazzarella, Livia Amidani Alberti, Massimo Di Carlo, Patrizia Albano, Carlo Corradini, Paola Leoni Borali.
Per la lista del Cda entrano Fabrizio Palermo, Nicola Maione, Corrado Passera, Carlo Vivaldi, Paolo Boccardelli e Antonella Centra, mentre la lista di Assogestioni porta n Consiglio Paola De Martini.


