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Santanchè

Meloni e Santanchè: ci eravamo tanto amate

Dal patto politico al gelo: la ministra Santanchè prova a resistere, ma la premier ha già scritto la parola fine

C’erano una volta le foto sorridenti, i brindisi di partito, le serate milanesi con vista sovranista sull’Europa. Daniela Santanchè e Giorgia Meloni non potrebbero essere più diverse sul piano personale, ma l’opportunità politica le ha unite per un lungo tratto. Un rapporto che forse non sarebbe decollato e probabilmente si sarebbe già interrotto da un pezzo, se non ci fosse stato a far da collante e in taluni casi da garante Ignazio La Russa.

Ma ora la parabola istituzionale della Ministra del Turismo Daniela Santanchè sembra davvero giunta al capolinea. Il cumulo di procedimenti giudiziari e la necessità di un rinnovamento politico dopo la disfatta del referendum hanno spinto Giorgia Meloni a chiedere esplicitamente alla ministra il passo indietro. La quale, fin qui, sembra determinata a resistere. Un breve recap del loro sodalizio

GLI ANNI DUEMILA E ALLEANZA NAZIONALE

Negli anni Duemila entrambe gravitano nell’universo di Alleanza Nazionale, guidata da Gianfranco Fini. Le loro strade però si dividono presto: quando AN confluisce nel Popolo della Libertà, Santanchè rompe e nel 2007 segue Francesco Storace fondando La Destra, scegliendo una linea più identitaria. Meloni, invece, resta momentaneamente nell’area che confluirà nel centrodestra di governo.

IL RITORNO NEL CENTRODESTRA E LA NASCITA DI FRATELLI D’ITALIA

Dopo l’esperienza minoritaria, Santanchè rientra nel centrodestra aderendo a Forza Italia. Negli stessi anni Meloni, uscita dal Popolo della Libertà, fonda nel 2012 Fratelli d’Italia, iniziando un percorso autonomo che porterà il partito a crescere costantemente nei consensi.

LA CONVERGENZA IDENTITARIA E SOVRANISTA

Il rapporto tra le due si consolida a metà degli anni 2010, quando l’asse identitario e sovranista diventa centrale nel dibattito politico. Con l’ascesa di Fratelli d’Italia nei sondaggi, Meloni diventa il baricentro della destra italiana, e Santanchè si colloca in quell’orbita, fino a entrarvi ufficialmente.

Santanchè rappresenta per Meloni la possibilità di allargarsi anche su Milano, di entrare nel tessuto imprenditoriale, culturale e mediatico del capoluogo meneghino. Nel 2016 è a casa sua che si tiene il pranzo tra Le Pen e i due astri nascenti della destra italiana, Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Nel 2018 il gruppo “Noi Repubblicani – Popolo Sovrano”, fondato nel frattempo da Santanchè, confluisce dentro la struttura di Fratelli d’Italia.

L’operazione va in porto. Alle politiche del 2022, Fratelli d’Italia raggiunge circa il 18–20 % nei collegi urbani di Milano, quasi raddoppiando il consenso in appena quattro anni.

LA NOMINA A MINISTRO

Così, dopo la vittoria elettorale, Meloni nomina Santanchè ministra del Turismo nel suo governo. È il punto più alto della loro collaborazione istituzionale.

TUTTI I PROCEDIMENTI GIUDIZIARI DI SANTANCHÈ

Ma subito emergono i primi problemi giudiziari e Santanchè finisce nella bufera mediatica e politica. Le opposizioni chiedono chiarimenti e dimissioni, il tema entra stabilmente nell’agenda parlamentare.

A settembre 2023 la Procura di Milano apre un’indagine su Visibilia Editore e società collegate per presunte irregolarità nella richiesta della cassa integrazione Covid, con l’ipotesi di truffa aggravata all’INPS. Si apre anche il filone legato alla presunta bancarotta di Ki Group e Bioera. A luglio 2024 arriva la richiesta di rinvio a giudizio per falso in bilancio per le vicende legate a Visibilia. Nello stesso periodo, le opposizioni presentano una mozione di sfiducia che però non passa. Il partito la scarica, ma Santanchè non si muove.

LA RICHIESTA DI UN PASSO INDIETRO

In tutte queste vicende, la presidente del Consiglio mantiene toni cauti, evitando prese di posizione pubbliche nette, pur covando una certa irritazione per i guai della ministra che imbarazzano il governo, cercando di spingerla alle dimissioni.

Santanchè

Il “no” al referendum innesca la pulizia delle mele marce: il focus è su via Arenula, ma il caso Santanchè è stato rimandato per troppo tempo. Così Meloni coglie la palla al balzo e dopo aver tentato invano di raggiungere la ministra per le vie private, coinvolgendo anche La Russa, scrive la lettera che avrebbe dovuto sancire la fine della sua partecipazione al governo, ma che fin qui decreta soltanto la fine di un sodalizio politico.

 

 

 

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