Il provvedimento sugli affidi introduce un sistema informativo nazionale e registri presso i tribunali per monitorare i collocamenti dei minori e le strutture d’accoglienza. Tutte le novità dopo l’ok Palazzo Madama e come hanno votato i partiti
Martedì Palazzo Madama ha approvato in via definitiva il disegno di legge n. 1694 relativo alla tutela dei minori in affidamento, un provvedimento che mira a colmare un vuoto informativo nel sistema di protezione dell’infanzia.
Il testo, già licenziato dalla Camera lo scorso ottobre e promosso dalla ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella insieme al ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha ricevuto il voto favorevole della maggioranza, mentre i gruppi di opposizione hanno optato per l’astensione. La nuova norma si pone l’obiettivo di centralizzare le informazioni sui minori fuori famiglia, garantendo un monitoraggio costante e uniforme su tutto il territorio nazionale.
NASCE IL SISTEMA INFORMATIVO E IL REGISTRO NAZIONALE SUGLI AFFIDI
Il fulcro della riforma è l’istituzione di un database unico gestito dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio, che conterrà l’elenco delle famiglie affidatarie, delle comunità e degli istituti di assistenza.
La senatrice della Lega e relatrice del provvedimento Erika Stefani ha spiegato in aula che questa mappatura consentirà una ricognizione puntuale delle strutture disponibili e del numero di minori accolti, prevenendo situazioni di collocamento improprio.
Parallelamente, ogni tribunale per i minorenni e ogni tribunale ordinario dovrà dotarsi di un registro specifico dove annotare i provvedimenti di affido, i casi di collocazione protetta, l’eventuale intervento della forza pubblica e le autorizzazioni agli incontri con i nuclei d’origine. A vigilare sull’intero sistema sarà l’Osservatorio nazionale sulla famiglia, che avrà il potere di segnalare anomalie e promuovere ispezioni, presentando annualmente una relazione alle Camere.
PROVVEDIMENTO LAMPO DOPO IL CASO DELLA FAMIGLIA NEL BOSCO
Sul dossier pesano alcuni casi di cronaca spesso sfociati nel dibattito politico nazionale, a cominciare dall’inchiesta Angeli e Demoni – malgrado la sentenza di primo grado abbia escluso l’esistenza a Bibbiano di un sistema organizzato per togliere bambini alle famiglie -, fino alla più recente vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, sulla quale i leader della maggioranza si sono espressi contro la decisione del tribunale minorile di allontanare i bambini dai genitori.
Così la maggioranza ha spinto per una discussione rapida in Parlamento, senza un lungo ciclo di audizioni o di confronto con esperti del settore.
COME HANNO VOTATO I PARTITI
In prima linea nel sostegno all’iniziativa i ministri Carlo Nordio ed Eugenia Roccella, con i gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia che hanno votato compatti a favore del provvedimento.
Al contrario, l’intero arco delle opposizioni ha scelto la linea della non partecipazione attiva al voto attraverso l’astensione, pur riconoscendo in taluni casi la validità dell’istituzione di un registro unico. Il problema sollevato dai senatori Scalfarotto (IV), Cucchi (AVS), Lopreiato (M5S) e Bazoli (PD) sarebbe l’assenza di interventi strutturali su servizi sociali, sostegno alle famiglie e disuguaglianze territoriali.
L’approvazione definitiva del provvedimento è avvenuta per alzata di mano.


