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De Laurentiis Manfredi

Perché Aurelio De Laurentiis attacca il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi

Nuova puntata del braccio di ferro tra Aurelio De Laurentiis e Gaetano Manfredi sullo stadio del Napoli. Il patron attacca l’amministrazione comunale sul restyiling del Maradona e si dice pronto alla costruzione di una nuova struttura in due anni. Ecco cos’ha detto e perché critica il sindaco

Doveva essere la conferenza stampa di addio ad Antonio Conte, ma la scena se l’è presa quasi tutta Aurelio De Laurentiis. Prima il botta e risposta con l’allenatore leccese, da cui emerge plasticamente la diversità di vedute tra i due sul bilancio sportivo della stagione.

Poi il settantasettenne patron del Napoli, fresco di compleanno, volta pagina e passa all’attacco sulla costruzione del nuovo stadio, non lesinando attacchi al sindaco Gaetano Manfredi, che spinge invece sul restyiling del Maradona.

CHE COSA HA DETTO AURELIO DE LAURENTIIS SU MANFREDI

Si parte con un messaggio in bottiglia agli aspiranti compratori del Napoli: “chi si fa avanti deve avere davvero a cuore quello che vorrebbe comprare”, chiarendo di aver già ricevuto offerte importanti in passato. Poi dritto all’attacco contro Gaetano Manfredi, riproponendo il vecchio adagio sulla sua juventinità: “Puoi non essere tifoso, ma una società di calcio è un’intrapresa dove per conciliare i fattori della ‘produzione’ ci sono tanti di quei fattori altalenanti e non prevedibili che lo devi fare con amore, altrimenti manderesti a quel paese allenatori, giornalisti, sindaci a cui non gliene frega nulla perché sono juventini”.

ADL VUOLE UNO STADIO TUTTO SUO “SUL TERRENO DELLA Q8”

Il punto vero è la costruzione del nuovo stadio: AdL batte i pugni per averne uno tutto suo e minaccia di tirarsi indietro dal Napoli qualora la Regione finanzi i progetti del Comune sulla ristrutturazione del Maradona: “Immagina soltanto dover combattere con i sindaci di questa città ed hai un sindaco anche juventino. Dopo due scudetti non continua a darmi lo stadio in prossimità della partita, è ridicolo! Soltanto uno che ha attributi di ferro come me ha supportato e sopportato con fede il Calcio Napoli. Poi è arrivato il Masaniello (De Magistriis, ndr) ed è stato carino di non farmi fare uno stadio da un’altra parte, come voleva qualcuno. (…) Ho fatto tanti progetti per il Maradona e ho rilevato un’inadeguatezza per la ricostruzione. Ho detto a Fico che se si permette di dare soldi per il Maradona non investirò più per il Napoli”.

Così, se il sindaco punta a rifare il Maradona, AdL non ne vuole più sapere e rilancia sulla necessità di una struttura completamente nuova e privata: “Investire sul Maradona non si può: è inadeguato”, ribadisce. E lancia un progetto inedito: “Ho trovato un terreno di 38 ettari dove c’è la Q8 che sta bonificando, tra due anni (…) posso essere in grado aver costruito uno stadio da 70 mila posti da me finanziato totalmente (…) Spero che il sindaco non si metta di traverso: è anche juventino e non gliene frega niente”.

IL PROGETTO DI COMUNE E REGIONE CHE NON PIACE A DE LAURENTIIS

Visioni diametralmente opposte. Il Comune e la Regione perseguono infatti la strada della ristrutturazione completa dell’ex San Paolo, con l’obiettivo di rendere la struttura conforme ai rigidi parametri UEFA in vista della candidatura dell’Italia per Euro 2032. Un percorso che vedrebbe il Napoli giocare al Maradona per almeno altri quattro anni, con un investimento complessivo stimato tra i 150 e i 200 milioni di euro e un primo stanziamento già previsto di 4 milioni per l’avvio della fase progettuale. Le scadenze imposte dalla FIGC sono stringenti: il progetto definitivo dovrà essere depositato entro il 30 giugno, seguito da quello esecutivo entro il 30 ottobre.

I PRECEDENTI

Le tensioni tra il Napoli e le istituzioni locali sullo stadio risalgono però a ben prima. Come ricostruisce Fanpage, si tratta infatti di una lunga storia, risalente a ben prima dell’era Manfredi: “In quasi vent’anni De Laurentiis ha minacciato di trasferire il Napoli a Caserta (almeno due volte), a Melito, nei pressi della Reggia, a Pompei, ad Afragola. Ha rilanciato tre volte su Bagnoli. Ha fissato ultimatum, ha definito il San Paolo “un cesso” e poi lo ha difeso in nome di Maradona. Ha detto no a Scampia, no a Ponticelli, no a un nuovo stadio in generale, salvo poi volerlo costruire lui stesso. Il Napoli gioca ancora a Fuorigrotta”.

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