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Fabrizio Palermo

Perché Fabrizio Palermo si dimette dal cda di Monte dei Paschi

Fabrizio Palermo, ex candidato alla guida dell’istituto senese, lascia i propri incarichi con effetto immediato, in dissenso verso le recenti scelte sulla governance

Nuovo scossone a Rocca Salimbeni: Fabrizio Palermo, il candidato uscito sconfitto dal confronto con Luigi Lovaglio, poi inserito nel comitato per le Operazioni con le Parti Correlate, ha rassegnato le proprie dimissioni dal consiglio della banca senese.

La decisione, comunicata ufficialmente attraverso una nota dell’istituto, sancisce una rottura profonda all’interno del board, motivata esplicitamente dal fatto che Fabrizio Palermo non condivide le recenti determinazioni assunte dalla banca “in materia di governance”.

PERCHÉ FABRIZIO PALERMO SI DIMETTE

Il pensiero corre immediatamente alla riunione di lunedì scorso, quando il consiglio di amministrazione s’è riunito per definire la composizione dei comitati endoconsiliari. Il confronto sarebbe stato caratterizzato da divergenze sulla distribuzione degli incarichi alle minoranze: su cinque comitati disponibili, l’unica presidenza che non fosse espressione diretta della catena di comando è quella assegnata a Paolo Boccardelli nel Comitato IT e Digitalizzazione. A Palermo era toccato invece un posto nel Comitato per le Operazioni con le Parti Correlate, lo stesso da lui presieduto in Generali. Il momento di massima frizione interna s’era registrato poi sull’esclusione di Carlo Vivaldi, dichiarato decaduto a maggioranza .

PALERMO SCONFITTO NELLA SFIDA CON LOVAGLIO

La fuoriuscita di Fabrizio Palermo rappresenta l’ultimo atto di un braccio di ferro iniziato ben prima della riunione di lunedì. La guida di Acea, già indicato dal consiglio uscente come candidato ideale per ricoprire il ruolo di amministratore delegato di Montepaschi  in una lista che inizialmente comprendeva anche Corrado Passera e Carlo Vivaldi, era stato infine proposto come unico sfidante per il vertice operativo della banca. Ma l’assemblea dei soci aveva poi premiato la lista presentata dall’imprenditore Pierluigi Tortora, portando alla conferma di Luigi Lovaglio.

I due posti rimasti vacanti spetterebbero adesso a Gianluca Brancadoro, già vicepresidente dell’istituto senese e Alessandro Caltagirone, figlio dell’imprenditore romano.

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