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accise benzina

Perché il governo taglia le accise sul diesel ma non sulla benzina

Il mini decreto approvato dal Consiglio dei ministri riduce di 17 centesimi il prezzo del gasolio fino al 6 agosto, ma lascia fuori la verde. Il governo concentra le risorse sull’autotrasporto e sulle imprese, mentre sul tavolo restano anche le misure per l’ex Ilva.

Niente sconto sulla benzina. Il governo ha scelto di concentrare tutte le risorse disponibili sul gasolio, approvando un mini decreto che riduce di 17 centesimi al litro il prezzo del diesel fino al 6 agosto. Per finanziare l’intervento, l’esecutivo aveva inizialmente valutato anche un aumento delle accise sulle sigarette, ipotesi poi accantonata dopo le forti resistenze emerse all’interno della maggioranza, con Lega e Forza Italia contrarie a introdurre una nuova tassa per coprire il taglio sui carburanti.

La decisione segna un cambio di strategia rispetto ai precedenti interventi sulle accise: non un taglio generalizzato, ma una misura mirata per sostenere il settore dell’autotrasporto e limitare gli effetti del caro energia sulle imprese. La mossa dell’esecutivo, però, non include lo sconto anche alla benzina e non risolve il problema, rimandandolo solo di qualche settimana.

PERCHÉ IL GOVERNO HA ABBASSATO SOLO IL DIESEL

La scelta nasce da una questione di risorse, ma anche di priorità economiche. L’impennata del prezzo del petrolio, alimentata dalle tensioni geopolitiche, ha spinto l’esecutivo a intervenire rapidamente senza però avere margini sufficienti per finanziare uno sconto su tutti i carburanti.

Per questo il governo ha deciso di destinare l’intero stanziamento al gasolio, il carburante utilizzato dalla quasi totalità dei mezzi pesanti, dei veicoli commerciali e di una parte rilevante del comparto produttivo. L’obiettivo è contenere l’aumento dei costi della logistica ed evitare che il rincaro del diesel si traduca in nuovi aumenti dei prezzi per imprese e consumatori.

La benzina, invece, resta esclusa dal provvedimento. Estendere il taglio anche alla verde avrebbe richiesto risorse aggiuntive che il governo, allo stato attuale, non ritiene disponibili.

COSA PREVEDE IL MINI DECRETO SULLE ACCISE

Il decreto introduce uno sconto complessivo di 17 centesimi al litro sul gasolio, risultato della riduzione delle accise e del conseguente effetto sull’Iva. La misura resterà in vigore fino al 6 agosto, con la possibilità di una proroga se le tensioni sui mercati energetici dovessero continuare.

Il provvedimento comprende inoltre un pacchetto di aiuti per l’autotrasporto, con il rifinanziamento del credito d’imposta destinato alle imprese che hanno sostenuto maggiori costi per il carburante. Previsti interventi anche per il comparto agricolo, anch’esso particolarmente esposto all’aumento dei prezzi dell’energia.

PERCHÉ LA BENZINA È RIMASTA FUORI

È questo il punto più discusso del decreto. Negli ultimi giorni era circolata l’ipotesi di un intervento su entrambi i carburanti, ma il Consiglio dei ministri ha optato per una misura più limitata.

La scelta riflette la volontà di concentrare gli aiuti dove il governo ritiene possano avere un impatto economico maggiore. Ridurre il prezzo del diesel significa intervenire direttamente sui costi del trasporto merci, con l’obiettivo di attenuare gli effetti dell’aumento del greggio lungo tutta la filiera produttiva.

ACCISE E ILVA AL CENTRO DEL CDM, LA LEGGE ELETTORALE PERÒ  RESTA IN STALLO

Oltre al decreto sui carburanti, il Consiglio dei ministri ha affrontato anche il dossier dell’ex Ilva, approvando nuove misure per garantire la continuità produttiva degli stabilimenti e sostenere il percorso dell’amministrazione straordinaria. È rimasta invece fuori dall’ordine del giorno la riforma della legge elettorale, uno dei dossier politicamente più delicati per la maggioranza. Le diverse posizioni tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia continuano a rallentare il confronto, rinviando ancora una volta un’intesa sul futuro sistema di voto.

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