Dall’Olimpico deserto alle piazze di protesta: il malumore dei tifosi biancocelesti potrebbe tracimare e investire i palazzi della politica. Con i bilanci in rosso e un mercato basato sulle plusvalenze, la gestione Lotito finisce nel mirino: il rischio è che ci finisca di mezzo anche Forza Italia, di cui il senatore è esponente di spicco.
L’immagine è di quelle che restano impresse: uno Stadio Olimpico spettrale, con poco più di 5.000 spettatori per Lazio-Genoa, poi vinta dai biancocelesti per 3-2. Un vuoto che non è certo disinteresse, ma una protesta di massa che si è estesa a tutti i settori.
Dopo anni di contestazione perenne, il malumore della tifoseria contro la presidenza di Claudio Lotito sembra giunta al punto di non ritorno. Il tifo organizzato sta serrando i ranghi e la protesta promette di estendersi ben oltre gli spalti, trasformandosi in un caso politico che minaccia la base elettorale di Forza Italia.
IL MERCATO DELLE PLUSVALENZE E IL CASO ROMAGNOLI
Dopo un’estate segnata dal blocco del mercato, la sessione di gennaio si è chiusa con un paradosso: un attivo di oltre 60 milioni di euro. Le cessioni pesanti di Castellanos e Guendouzi, unite all’addio di Vecino, hanno alimentato un tesoretto che non è stato reinvestito per rinforzare la rosa, ma per puntellare conti traballanti.
A rendere l’aria ancora più pesante è il caso Alessio Romagnoli. Secondo quanto confermato dall’agente Enzo Raiola, per sbloccare una possibile cessione (poi sfumata per tempi tecnici) al giocatore sarebbe stato chiesto di rinunciare a tre mensilità di stipendi arretrati. Un dettaglio che contrasta le rassicurazioni di Lotito – “Nessuno scontro, c’è un confronto, che è diverso. Trattenere Romagnoli è un segnale chiaro di attenzione al progetto tecnico, non il contrario” – e che getta un’ombra sulla gestione dei rapporti interni a Formello, con il tecnico Sarri che pare all’oscuro delle scelte societarie. Del resto è stato proprio il presidente a chiarirlo: “A casa mia comando io”.
LA LAZIO È SOSTENIBILE?
Nonostante l’ingente flusso di denaro derivante dalle cessioni, la situazione finanziaria resta critica. Secondo alcune analisi finanziarie, emerge come alla società servano circa 50 milioni di euro di plusvalenze annue solo per raggiungere il pareggio di bilancio nel caso di esclusione dalle coppe europee. Il dato nasce da un post dettagliato dell’utente @LeastSquares71 su X, profilo noto per l’analisi dei bilanci calcistici attraverso modelli matematici. Il post, datato 21 gennaio, spiegava che:
Senza competizioni europee e con l’attuale struttura di ricavi, alla Lazio servono circa 50 mln € di plusvalenze annue per chiudere il bilancio in pareggio. L’alternativa è ridimensionare ancora il costo rosa (proxy della qualità della rosa), alimentando il circolo vizioso. ⬇️ https://t.co/yNKI0KZ2Te
— LeastSquares (@LeastSquares71) January 21, 2026
Tesi supportata indirettamente anche dalle inchieste de Il Fatto Quotidiano sui rapporti tra le aziende personali di Claudio Lotito e il bilancio della Lazio: se i dati ufficiali parlano di un giro di affari della Lazio tra i 140 e i 145 milioni di euro, ed è vero che il totale costi operativi ammonta a circa 180-190 milioni di euro, la soglia dei 50 milioni di plusvalenze necessari per non chiudere il bilancio in perdita (quando non qualificati per la Champions o l’Europa League) appare del tutto verosimile.
Quello della società biancoceleste, dunque, non sarebbe player trading strategico, ma una necessità di sopravvivenza. Senza ricavi strutturali (stadio, merchandising, sponsorizzazioni internazionali), il club è costretto a vendere i pezzi pregiati per coprire i costi correnti. Una spirale che, nel lungo periodo, rischia di ridimensionare drasticamente le ambizioni sportive del club, trasformandolo in una compagine di medio-bassa classifica dedita solo alla valorizzazione e rivendita di giovani scommesse: una fotografia che una tifoseria prestigiosa come quella biancoceleste non può certo gradire.
LA PETIZIONE E IL GRIDO “LIBERA LA LAZIO”
Negli ultimi giorni, il malcontento ha trovato una sponda mediatica e civile nell’iniziativa dei giornalisti laziali Alberto Ciapparoni e Federico Marconi, una petizione su change.org per chiedere una svolta societaria, che oggi ha superato quota 35.000 firme.
E già nei mesi scorsi, il movimento “Libera La Lazio” aveva portato la protesta sotto la sede romana di Forza Italia, costringendo alcuni maggiorenti del partito – segnatamente Roberto Occhiuto e Giorgio Mulè – a prendere le difese di Lotito. La minaccia della tifoseria, neanche troppo velata, è quella di un contraccolpo elettorale.
GRANE ELETTORALI IN VISTA PER FORZA ITALIA?
La Lazio vanta una base di tifosi stimata intorno ai 700.000 in tutta Italia, con uno zoccolo duro di ultrà che contano diverse migliaia di aderenti. E storicamente, la tifoseria laziale è orientata verso posizioni di destra e centrodestra.
Il rischio per Forza Italia è che l’impopolarità di Lotito come presidente della Lazio si traduca in una perdita di consensi per il partito. Il “voto di protesta” dei laziali potrebbe far mancare migliaia di preferenze in collegi chiave, specialmente a Roma e nel Lazio. Per il partito guidato da Tajani, difendere a oltranza la gestione Lotito potrebbe rivelarsi un autogol politico di proporzioni imprevedibili, proprio mentre la piazza chiede a gran voce discontinuità e rispetto per la storia ultracentenaria del club.

