Al via il summit Nato ad Ankara, nel cuore della Turchia di Erdogan, ormai protagonista assoluta della politica internazionale. Ecco il programma e di cosa si parlerà
Si apre oggi ad Ankara, presso il Complesso Presidenziale Bestepe, il vertice della Nato che riunirà i capi di Stato e di governo dei 32 Paesi membri, con l’aggiunta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, i rappresentanti del blocco AP4 (Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud) i vertici delle istituzioni europee.
Un summit cruciale per la ridefinizione del contributo europeo alle spese militari dell’Alleanza Atlantica e per rinnovare il supporto economico e militare a Kiev, che sancirà definitivamente il peso della Turchia sul piano diplomatico, militare e industriale.
IL CALENDARIO DEI LAVORI
La giornata di martedì 7 luglio si aprirà con il Forum dell’industria della Difesa della Nato, in programma tra le ore 10:00 e le 12:30 locali, durante il quale si attendono annunci di alto livello da parte dei Paesi alleati e delle aziende del settore.
Alle 12:45 il segretario generale Mark Rutte terrà il discorso programmatico del Forum insieme al vicepresidente turco e al ministro della Difesa di Ankara, Yasar Guler.
Il programma proseguirà alle 14:00 con un intervento congiunto dello stesso Rutte e del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nel tardo pomeriggio i ministri degli Esteri della Nato incontreranno i partner dell’Iniziativa di Cooperazione di Istanbul, che include Bahrein, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, mentre i ministri della Difesa prenderanno parte a un ricevimento ufficiale.
La serata si concluderà con la cena di gala offerta dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan nel complesso di Bestepe, alla quale parteciperanno i capi di Stato e di governo con i consorti, insieme a Zelensky, al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Parallelamente si svolgeranno, a porte chiuse, le cene di lavoro del Consiglio Nato-Ucraina e del Consiglio Nord Atlantico.
La giornata di mercoledì 8 luglio sarà invece interamente focalizzata sull’attività dei leader politici. Dopo la dichiarazione alla stampa del segretario generale alle ore 8:00 e i successivi arrivi dei capi di Stato tra le 8:15 e le 9:45, si terranno la cerimonia ufficiale di benvenuto e la foto di famiglia alle 10:45. Il cuore politico del vertice scatta dalle 11:15 alle 14:00 con la riunione del Consiglio Nord Atlantico a livello di capi di Stato e di governo. I lavori si chiuderanno ufficialmente alle 15:00 con la conferenza stampa finale di Mark Rutte, seguita dalle conferenze stampa nazionali dei singoli leader.
L’AGENDA DEL SUMMIT AD ANKARA: ECCO I TEMI AL CENTRO DEL TAVOLO
Il vertice rappresenta una chiara consacrazione del peso diplomatico, militare e industriale della Turchia nello scacchiere internazionale.
Chez Erdogan, si discuteranno le strategie per raggiungere l’obiettivo del 5% del Pil entro il 2035 richiesto a ciascuno dei 32 Paesi membri. Il nodo centrale è il cosiddetto burden shifting, ovvero il progressivo trasferimento di maggiori responsabilità della difesa ai partner europei, tema sollevato con forza da Donald Trump, che continua a giudicare sproporzionato il contributo economico degli Stati Uniti.
Per quanto riguarda il sostegno all’Ucraina, secondo le indiscrezioni trapelate fin qui, la dichiarazione finale dovrebbe contenere un accordo da 70 miliardi di dollari complessivi per il 2026 e il 2027, cifra che include un prestito dell’Unione Europea da 30 miliardi. I restanti 40 miliardi annui saranno coperti da aiuti bilaterali forniti tramite un meccanismo volontario declinabile in varie forme
Nell’agenda strategica della Nato rientrano inoltre l’accelerazione della produzione industriale di armamenti, il rafforzamento delle catene di approvvigionamento, la resilienza delle infrastrutture critiche e gli investimenti nelle nuove tecnologie. Concetti come cybersicurezza, transizione energetica, mobilità militare e protezione delle reti strategiche entreranno in modo stabile nella definizione allargata di sicurezza euro-atlantica.
COME ARRIVA L’ITALIA AL SUMMIT DI ANKARA
Particolarmente delicata la situazione dell’Italia, dopo l’ennesimo attacco di Donald Trump alla premier Giorgia Meloni e il meme pubblicato dal tycoon su Truth che ironizzava sulla necessità di un ordine restrittivo per la presidente del Consiglio. I due leader si ritroveranno dopo l’ultimo drammatico incontro a Evian e i tentativi vani di ricucire i rapporti tra Roma e Washington, ma per il momento non è previsto alcun faccia a faccia.
Quanto agli aspetti tecnici, l’Italia si presenta al tavolo negoziale di Ankara registrando una spesa militare pari al 2,8% del Pil, di cui lo 0,71% (circa 15 miliardi di euro) è legato a voci per la sicurezza interna. Roma conferma comunque l’impegno a proseguire la traiettoria di crescita verso i parametri fissati per il 2035, pur mantenendo una posizione cauta sul fronte del contributo specifico alla quota dei 70 miliardi per l’Ucraina. Attualmente non sono previsti nuovi pacchetti di aiuti militari per Kiev, poiché l’azione italiana si sta concentrando sull’assistenza in ambito energetico. Restano inoltre sospese le valutazioni sul meccanismo di acquisto di armi statunitensi Purl, mentre è escluso per l’anno in corso il ricorso al Safe.
Tra le priorità del nostro Paese, c’è il rafforzamento del Fianco Sud e la richiesta ai partner di una maggiore sensibilità verso la gestione delle crisi in Nord Africa e nel Sahel, che s’intreccia con i dossier interni relativi alla sicurezza energetica, al contrasto al terrorismo e al controllo dei flussi migratori.

