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La riforma incompiuta delle province: cosa c’è nell’appello di Mattarella

Le Province soffrono di una “riforma incompiuta” (la cosiddetta Legge Delrio). Il richiamo di Mattarella: le Province, “pietre angolari della Repubblica”, chiedono ruolo, funzioni e rappresentanza per garantire servizi e diritti ai cittadini in modo uniforme su tutto il territorio nazionale

Le Province devono uscire da un “eterno limbo” perché “sono parte della vita democratica della Repubblica”. Parole chiare per gli enti territoriale spesso considerati “Cenerentole” poiché vivono una transizione non del tutto compiuta derivante dalla legge 7 aprile 2014, n. 56. La cosiddetta ‘legge Delrio’ ha dettato un’ampia riforma in materia di enti locali e prevedendo l’istituzione e la disciplina delle città metropolitane e la ridefinizione del sistema delle province.

IL PUNTO DI MATTARELLA SULLE PROVINCE: UNA RIFORMA INCOMPIUTA

La norma, inoltre, ha riconosciuto, quali organi provinciali, il presidente della provincia (organo elettivo di secondo grado), il consiglio provinciale e l’assemblea dei sindaci.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo all’assemblea nazionale dell’Upi a Lecce ha fatto riferimento proprio all’incompiutezza del dettato normativo della riforma degli enti locali del 2014. “La legge del 2014 è intervenuta su funzioni, ambiti di intervento e procedure in previsione di un riassetto costituzionale che non si è realizzato, in un processo che si è interrotto e non è stato ripreso né compiuto. Sono rimaste le incertezze sul ruolo delle Province – ha spiegato il presidente Mattarella –. Sull’esercizio dei compiti. Sugli indirizzi da assumere. E questo incide sull’intero complesso delle autonomie. Con problemi evidenti di coordinamento e di efficacia”.

LA LEGGE DELRIO

La Legge Delrio ha previsto che le città metropolitane sostituissero le province in dieci aree urbane: Roma Capitale, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. “La legge definisce altresì le funzioni fondamentali – si legge nel dossier Città metropolitane e province della Camera dei deputati -, rispettivamente, di città metropolitane e province, riconoscendo un contenuto più ampio alle prime, e delinea, con riferimento alle sole province, la procedura per il trasferimento delle funzioni non fondamentali ai comuni o alle regioni”.

MATTARELLA: “I DIRITTI VANNO GARANTITI SECONDO UNA MISURA DI UGUAGLIANZA”

Una delle questioni che preoccupa il presidente della Repubblica ha a che fare con l’incertezza delle “relazioni fra gli enti territoriali, ma anche e soprattutto per la qualità dei servizi resi ai cittadini. Per le opportunità che devono essere promosse e non misconosciute”. Su tutto il territorio nazionale “i diritti che vanno garantiti nel nostro paese secondo una misura di uguaglianza. Tutto questo pone interrogativi che è necessario superare con organici interventi legislativi”, aggiunge il capo dello Stato, sottolineando che “il più elementare degli interrogativi è se la dimensione territoriale e provinciale sia superata come sembrava sottintendere la legge del 2014. La riflessione sui temi coinvolti da questo interrogativo è di alto rilievo, giacché richiama principi di fondo di organizzazione della nostra comunità nazionale, a partire dall’applicazione del principio di sussidiarietà verticale e dalla questione della identità”.

UN SISTEMA ELETTORALE PIENAMENTE RAPPRESENTATIVO

Musica per le orecchie del presidente dell’Upi Pasquale Gandolfi, che da tempo chiede un irrobustimento istituzionale degli enti provinciali. “Serve un sistema elettorale pienamente rappresentativo di una istituzione costitutiva della Repubblica”. Il presidente prova a scadenzare anche i tempi entro i quali procedere con la riforma perché “la legislatura non è ancora finita” dunque il tempo c’è “per risolvere almeno alcune delle questioni più urgenti”.

L’APPELLO DI GANDOLFI (PRES. UPI): RIVEDERE LE NORME DEL TUEL

Il Presidente Gandolfi al Governo chiede una revisione profonda delle norme del Tuel, il Testo unico degli enti locali che raccoglie i provvedimenti sul funzionamento degli enti locali. “Il sottosegretario Wanda Ferro, intervenuta in rappresentanza del ministro dell’Interno, ha ricordato il lavoro fin qui svolto, pienamente concertato con gli Enti locali, per rivedere le norme del Tuel ed ha evidenziato che restituire agli enti intermedi stabilità e autonomia significa – ha riferito il presidente dell’Upi all’Ansa – rafforzarne la capacità di rispondere alle esigenze dei territori”.

Quest’ultima questione è stata “evidenziata anche dal vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto, che ha ricordato l’importanza del ruolo delle Province nell’attuazione del Pnrr e delle politiche europee”.

SCUOLA E INFRASTRUTTURE: LE PRIORITÀ PER GANDOLFI

Ma quali sono le priorità per il presidente dell’Upi? Prima di tutto scuola e infrastrutture. Il presidente ha richiesto l’apertura di “fondi pluriennali per gli investimenti sia per la modernizzazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici che per la realizzazione di un monitoraggio del rischio delle gallerie e dei ponti insistenti sulla rete viaria provinciale e per i conseguenti interventi di messa in sicurezza”, ha concluso Gandolfi. Un atto di coraggio “per ridurre lo squilibrio tra fabbisogni e risorse correnti che il parlamento sarà chiamato a compiere entro la fine della legislatura”.

PROVINCE: LA SOLUZIONE DELL’UPI

In attesa del completamento della riforma l’Upi ha avviato un confronto con le regioni per riordinare le disposizioni regionali che attualmente regolano le funzioni delle Province. “Abbiamo aperto un confronto costruttivo con la Conferenza delle regioni – ha detto il presidente dell’UPI -, per arrivare insieme a costruire una riforma complessi va delle autonomie locali che sia coerente, moderna e finalmente stabile, pur nella diversità dei contesti territoriali”. Su questa proposta l’Upi può contare sulla firma del Capo dello Stato.
“Mi auguro che la vostra proposta abbia esito positivo – ha auspicato il Presidente Sergio Mattarella -. Le Province sono l’ente di connessione tra città e territori lontani dalle maggiori vie di comunicazione, tra vita urbana e vita nelle aree interne e montane”

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