Le nomine da definire tra rimpasto e partecipate: tutte le mosse su Consob, sottosegretari e le ultme sul caso Giuseppina Di Foggia da Terna a Eni
Si avvicina la soluzione del puzzle sulle caselle da riempire nelle grandi partecipate di Stato e nei sottosegretariati rimasti sguarniti dopo il repulisti postreferendum.
Secondo quanto riporta l’Ansa, si sarebbe sbloccata la partita relativa al passaggio di Giuseppina Di Foggia da Terna a Eni: l’ad, in predicato di diventare presidente del cane a sei zampe, avrebbe comunicato l’intenzione di rinunciare alla buonuscita. Anche il quadro del sottogoverno va delineandosi, ancora in stallo invece la nomina della prossima guida Consob.
IL NODO TERNA E IL PASSAGGIO IN ENI
Si è risolto il caso riguardante l’amministratrice delegata uscente di Terna. Dopo un esplicito avvertimento della premier Giorgia Meloni, che aveva posto l’alternativa tra l’indennità di fine rapporto e la nuova nomina, Giuseppina Di Foggia si è resa disponibile a rinunciare alla cosiddetta severance, stimata in circa 7 milioni di euro. Una rinuncia necessaria per consentire alla manager di assumere la presidenza di Eni, dove succederà a Giuseppe Zafarana.
LO STALLO SULLA SUCCESSIONE CONSOB
Resta invece ancora aperta e tesa la discussione sulla successione di Paolo Savona alla presidenza della Consob. Le posizioni rimangono distanti: Salvini insiste su Federico Freni, ma Tajani non vuole togliere il veto, e anche Palazzo Chigi si starebbe interrogando sull’opportunità di dirottare l’attuale sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze verso l’Authority, dal momento che Freni è estensore della riforma del Testo unico della Finanza, tanto da chiedere un parere all’Avvocatura dello Stato. Perplessità condivise anche dal sindacato dei lavoratori dell’authority Sibic-Fisav, che invoca una rigorosa applicazione delle leggi Frattini e Severino e delle normative europee per garantire l’indipendenza del futuro presidente.
TUTTI I NOMI PER I SOTTOSEGRETARIATI DA ASSEGNARE
Sarebbe inoltre in via di risoluzione la partita del sottogoverno per occupare i cinque posti rimasti scoperti a seguito dei recenti rimpasti interni a Fratelli d’Italia e Forza Italia. Tra le promozioni di rilievo figura quella di Paolo Barelli il quale lasciata la guida degli azzurri alla Camera, dovrebbe raggiungere la compagna di partito Matilde Siracusano e assumere il ruolo di sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento. Malgrado la maretta interna, per Forza Italia, di fatto, si tratta di guadagnare una casella in più nello scacchiere di governo.
Per la Lega, Mara Bizzotto è destinata a sostituire il collega di partito Massimo Bitonci al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Anche la componente di Noi Moderati trova spazio nella nuova geografia governativa con Massimo Dell’Utri, avvocato e coordinatore del partito in Sicilia, che si appresta a entrare alla Farnesina al posto di Giorgio Silli, nominato segretario dell’Organizzazione italo-latino americana.
Per quanto riguarda Fratelli d’Italia, secondo Il Sole 24 Ore, la premier sarebbe in procinto d nominare Alberto Balboni, attuale presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, sottosegretario alla Giustizia in sostituzione di Andrea Delmastro, e Giampiero Cannella, vicesindaco di Palermo, indicato come sottosegretario alla Cultura al posto di Gianmarco Mazziper garantire un maggiore riequilibrio geografico nella rappresentanza dell’esecutivo.


