Skip to content

Luigi Bisignani

Chi è Luigi Bisignani che chiede a Lotito di vendere la Lazio

La lettera rivolta al patron biancoceleste Claudio Lotito apparsa pochi giorni fa su Il Tempo è firmata Luigi Bisignani, giornalista e uomo di relazioni da decenni al centro delle cronache sul potere italiano. Ecco il suo profilo

Nel lessico della politica italiana, Luigi Bisignani è uno di quei nomi che tornano ogni volta che si tratta, più o meno a sproposito, di relazioni riservate e poteri occulti.

In questi giorni se ne sta parlando parecchio in relazione alla sua fede biancoceleste e alla lettera dirompente attraverso cui, da editorialista del Tempo, ha chiesto un passo indietro al patron della Lazio (e senatore di Forza Italia) Claudio Lotito.

Ma per capire il peso specifico di ciò che dice e scrive Bisignani, bisogna tener presente il suo passato. Una storia che affonda le radici in ben altre stagioni della Repubblica e si lega a un certo modo d’intendere il giornalismo, agli uffici stampa di mezza Italia e ai grandi gruppi industriali che hanno scandito l’evoluzione recente del nostro Paese.

CHI È LUIGI BISIGNANI, “L’UOMO CHE SUSSURRA AI POTENTI”

Classe 1953, milanese laureato in economia, figlio di un dirigente della Pirelli, fratello del futuro ad di IATA, Alitalia e Tirrenia, Bisignani è un personaggio dalle mille vite. Nel 2013, un libro scritto a quattro mani con Paolo Madron per Chiarelettere ne suggerì una definizione esaustiva: “L’uomo che sussurra ai potenti”. Un manovratore di certo, una vita al crocevia tra decisione pubblica e interessi privati.

“Ha sempre negato l’appartenenza alla P2, quella classica, eppure le carte e la tradizione orale gli attribuiscono la tessera 1689 e la qualifica di reclutatore”, scriveva Gianni Barbacetto in uno dei tanti ritratti di Bisignani disponibili online, intitolato L’uomo che collega. “Nel 1981, quando Giuliano Turone e Gherardo Colombo scoprirono a Castiglion Fibocchi gli elenchi della loggia segreta di Licio Gelli, il ragazzo aveva solo 28 anni. Brillante giornalista dell’Ansa” fu “precoce capoufficio stampa del ministro del Tesoro Gaetano Stammati (piduista) nei governi Andreotti degli anni Settanta”.

In quel periodo, ricostruiva Bruno Manfellotto sull’Espresso, Bisignani andava a trovare ogni mattina “prima Giulio Andreotti nello studio di piazza in Lucina” – uno dei pochi a non dover bussare, pare – “e poi uno dei capi della massoneria, Licio Gelli, nel suo appartamento all’Excelsior: dava informazioni, ne riceveva in cambio, a sua volta le distribuiva altrove. È sempre stato questo il suo mestiere, il suo potere. Un tesoro gestito con accortezza, furbizia e buona memoria”

LA TANGENTE ENIMONT

Già nelle grazie di Raul Gardini, all’inizio degli anni Novanta lascia l’Ansa per occuparsi delle relazioni del Gruppo Ferruzzi – Montedison. Ruolo in cui si farà latore della tangente Enimont, certificato da una condanna a due anni e otto mesi in Cassazione, che gli valse anche la radiazione dell’ordine dei giornalisti nel 2002.

UOMO CHIAVE DI BERLUSCONI

Dopo la stagione Ferruzzi e le vicende giudiziarie di Tangentopoli, Bisignani riemerge nei vertici del gruppo tipografico ILTE-Pagine Gialle, di cui negli anni Duemila risulta vicepresidente esecutivo per le attività internazionali. E all’alba del nuovo millennio si trova nell’orbita giusta, cioè quella di Berlusconi, dove trova la sua consacrazione definitiva come uomo potente, avvolto quasi da un alone leggendario.

Stimato (e quindi raro) interlocutore di Gianni Letta – c’è chi insinua persino che fosse più importante di lui o addirittura del Cavaliere – diventa consulente ombra di Palazzo Chigi, grazie a uno sterminato network di relazioni, che tocca tutti i gangli del Paese, dai vertici delle partecipate agli uomini di partito, dai generali ai ministri e ai finanzieri. Esagerazioni o no, il suo nome ritorna anche nella vicenda giudiziaria legata alla cosiddetta P4, con una nuova condanna, resa definitiva dalla Cassazione nel 2012, dopo il patteggiamento.

BISIGNANI OGGI

Giallista per passione, fondatore e già presidente della Four Consulting, oggi è editorialista del Tempo di Daniele Capezzone e di NicolaPorro.it. Continua a partecipare a conferenze e dibattiti pubblici – da ultimo il Festival dell’Economia di Trento di poche settimane fa, dove è stato presentato come “scrittore ed editorialista”.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Torna su