Via libera dalla Commissione Finanze della Camera alla proposta di nomina di Guido Stazi alla presidenza della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa. L’ex segretario generale dell’Antitrust e della Consob ha illustrato di fronte ai parlamentari la propria visione strategica, affrontando i nodi del consolidamento bancario, della fuga delle imprese da Piazza Affari e delle nuove insidie digitali per i risparmiatori. Ecco i temi toccati nella sua relazione
Le Commissioni Finanze di Camera e Senato della Repubblica hanno svolto oggi l’audizione informale di Guido Stazi, candidato designato dal Governo per assumere la presidenza della Consob. Un passaggio fondamentale dell’iter di nomina, volto a valutare le linee di indirizzo strategico e l’idoneità del profilo individuato per la guida dell’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari.
Al termine del confronto, la Commissione Finanze della Camera ha espresso parere favorevole sulla proposta di candidatura con 17 voti a favore, nessun contrario e 5 astenuti tra le fila dell’opposizione. Il dibattito ha toccato i temi centrali della tutela del risparmio, della competitività del listino azionario italiano e del ruolo dell’Autorità di fronte ai recenti assetti proprietari nel settore creditizio.
LA VISIONE DI STAZI: UNA CONSOB MODERNA E ORIENTATA AL RISCHIO
Aprendo il suo intervento, Stazi ha ringraziato per la fiducia accordata e delineato le priorità del possibile mandato, all’insegna della continuità con il quadro regolatorio e costituzionale.
“Intendo assumere questo incarico con la volontà di imprimere un ulteriore impulso all’azione della Consob, valorizzando insieme ai colleghi della Commissione e a tutto il personale dell’Istituto il patrimonio di competenze, esperienza e innovazione costruito negli anni”, ha dichiarato.
La mission del suo mandato sarà “rafforzare la capacità dell’Autorità di interpretare e governare la trasformazione dei mercati, promuovendo una vigilanza moderna, efficace ed orientata al rischio, in grado di sostenere la tutela del risparmio, lo sviluppo del mercato dei capitali e la competitività del sistema economico”.
Poi il richiamo agli articoli 47, 41 e 97 della Costituzione, sottolineando il legame tra tutela del risparmio, libertà d’impresa e responsabilità dell’amministrazione pubblica. Un riferimento che ha collegato anche al messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella inviato al presidente uscente Paolo Savona in occasione del cinquantenario della Consob.
TECNOLOGIA, DATI E NUOVE FORME DI VIGILANZA
Tra le priorità indicate dal candidato c’è la necessità di aggiornare gli strumenti di controllo dell’Autorità alla luce dell’evoluzione tecnologica. Secondo Stazi, il principio del buon andamento della pubblica amministrazione non deve essere interpretato solo come una regola organizzativa, ma come una responsabilità concreta verso cittadini, risparmiatori e imprese.
Per contrastare abusivismo finanziario e nuove forme di rischio, la Consob dovrà affiancare agli strumenti tradizionali soluzioni basate sull’analisi dei dati e sulle nuove tecnologie.
RISIKO BANCARIO: “CONSOB E ANTITRUST HANNO RUOLI DIVERSI”
Interpellato sui recenti movimenti nel settore creditizio e sulle operazioni di consolidamento bancario, Stazi ha ribadito la distinzione tra le competenze delle diverse Autorità indipendenti.
Il candidato ha precisato di non amare la definizione di “risiko bancario”, perché “non sono un amante dei giochi da tavolo”, ma ha riconosciuto la rilevanza delle operazioni in corso.
Sul possibile conflitto di interessi ha spiegato di aver già delegato le proprie funzioni in Antitrust al vicesegretario generale e di non avere accesso ai documenti riservati della Consob, ai quali potrà accedere solo in caso di completamento della nomina con la firma del Presidente della Repubblica.
“La distinzione è chiara: l’Antitrust interviene sul merito delle operazioni, la Consob non interviene sul merito ma deve assicurare che l’informazione sia corretta, trasparente e immediata verso il mercato”, ha spiegato.
PIAZZA AFFARI E LA SFIDA DELLE QUOTAZIONI
Nel commentare le dinamiche di mercato e la tendenza delle imprese italiane a ritirarsi dal listino o a cercare quotazioni estere, Stazi ha presentato un quadro fatto di “luci ed ombre”. Da un lato, ha ricordato quanto evidenziato il 13 luglio scorso dal Presidente Vicario della Consob Chiara Mosca, ossia che la capitalizzazione complessiva di Borsa Italiana ha raggiunto a giugno 2026 i 1.209 miliardi di euro (pari al 51% del PIL); dall’altro, ha sottolineato come la crescita dei prezzi sia concentrata nei comparti bancario ed energetico, mercati nei quali lo Stato conserva una presenza rilevante. “Non accenna a rallentare l’esodo delle imprese italiane dalla Borsa Italiana, ma è cresciuta la capitalizzazione di mercato”, ha spiegato l’audito.
Rispondendo alle preoccupazioni sulla competitività del sistema italiano, Stazi ha citato il caso Bending Spoons: “Abbiamo visto ragazzi italiani che si sono quotati a New York. Quando c’è un’idea grandiosa cerchi tanti soldi e vai dove ci sono i soldi”.
La sfida, ha aggiunto, è rafforzare il mercato finanziario italiano in collegamento con quelli europei, in linea con la visione dell’Unione dei Capitali richiamata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
CRIPTO-ATTIVITÀ, FININFLUENCER E RISCHIO “GAMBLIFICATION”
Ampio spazio è stato dedicato alla tutela dei piccoli risparmiatori e ai nuovi strumenti digitali di investimento.
Stazi ha valorizzato il lavoro svolto dal presidente uscente Paolo Savona sui rischi legati alle cripto-attività, sottolineando il ruolo del regolamento europeo MiCAR e la necessità di vigilare sui cosiddetti “fininfluencer” che promuovono investimenti sui social senza autorizzazione.
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra giovani e piattaforme di trading online. Secondo Stazi, il confine tra gioco e investimento può diventare problematico: “Si passa dalla gamification alla gamblification, cioè alle scommesse d’azzardo”.
Per questo, la strategia indicata punta a combinare contrasto agli abusivismi ed educazione finanziaria, considerata uno strumento essenziale per evitare che i canali digitali diventino luoghi privi di tutela.
LE CRITICHE DELLA LEGA E LA RISPOSTA SULL’EFFICIENZA DELLA CONSOB
Nel corso dell’audizione la Lega ha sollevato il tema dei costi della vigilanza, giudicati tra i più elevati d’Europa, e della struttura interna dell’Autorità. Stazi ha risposto richiamando i criteri di efficacia, efficienza, economicità e responsabilità previsti dall’articolo 97 della Costituzione, sottolineando la natura collegiale della Consob e la necessità di una vigilanza sempre più “risk-based” e “data-driven”.
Sulle critiche relative agli adempimenti che possono frenare le quotazioni, il candidato ha riconosciuto il problema della fuga delle imprese dal listino e indicato alcune possibili soluzioni, tra cui il voto multiplo e maggiori semplificazioni per favorire le Ipo. Infine, sul rapporto tra Unione dei Mercati dei Capitali e ruolo delle Autorità nazionali, Stazi ha ribadito la necessità di una Consob autonoma e capace di contribuire alla competitività del sistema economico italiano.

