Scaduti al Senato i termini per il deposito delle proposte di modifica allo Stabilicum. La maggioranza ritrova l’intesa sul ritorno al voto espresso per i candidati, mentre sul doppio turno resta l’iniziativa singola dell’ex presidente di Palazzo Madama Marcello Pera
Nella mattinata di ieri si è concluso al Senato il termine per la presentazione degli emendamenti alla riforma della legge elettorale, il cosiddetto “Stabilicum”. Dopo il primo via libera della Camera, il testo approda così alla seconda lettura parlamentare con alcune modifiche già definite e un nodo politico ancora irrisolto: quello del ballottaggio.
Sul ritorno delle preferenze il centrodestra ha infatti trovato una sintesi, depositando una proposta condivisa, mentre sul doppio turno l’intesa non è arrivata. Alla fine Forza Italia ha rinunciato a presentare un proprio emendamento e in commissione Affari costituzionali è rimasta la proposta presentata a titolo personale dal parlamentare di FdI ed ex presidente del Senato Marcello Pera.
L’EMENDAMENTO UNITARIO SULLE PREFERENZE
Dopo la bocciatura subita nei mesi scorsi alla Camera a causa dei voti segreti dei franchi tiratori, il centrodestra si ripresenta unito al Senato. La possibilità di evitare un secondo incidente – grazie alle procedure del Senato che limitano il voto segreto – ha facilitato la presentazione di una proposta firmata dai capigruppo di tutti i partiti della coalizione di maggioranza.
Secondo quanto riporta l’Adnkronos, il testo dell’emendamento disciplina la possibilità per gli elettori di esprimere fino a tre preferenze per i candidati nei collegi plurinominali della medesima lista. Resta escluso dal meccanismo delle preferenze il capolista, il quale mantiene una posizione bloccata e prioritaria per l’assegnazione dei seggi. Ciascuna lista sarà composta da sette candidati disposti secondo un ordine alternato di genere a partire dal capolista, elemento che differisce dalla proposta precedentemente esaminata alla Camera dove l’alternanza scattava solo dalla seconda posizione. Sebbene, come nota Pagella Politica, il nuovo emendamento non vieti “che tutti i candidati capilista possano essere uomini: la decisione su questo viene lasciata ai singoli partiti”.
Qualora l’elettore decida di indicare più di una preferenza, le opzioni dovranno necessariamente riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento delle preferenze successive alla prima. L’emendamento conferma il divieto del voto disgiunto: un’eventuale preferenza data a un candidato di una lista diversa da quella votata risulterà nulla, mentre il voto di preferenza tracciato in favore di un candidato non capolista senza altro segno si estenderà automaticamente alla relativa lista. Nessun candidato potrà inoltre essere inserito in liste con il medesimo contrassegno in più di cinque collegi plurinominali.
L’EMENDAMENTO PERA SUL BALLOTTAGGIO
È sul secondo turno che il centrodestra non è riuscito a trovare una posizione comune. L’unica ipotesi sul tavolo è l’emendamento depositato a titolo personale dal senatore di FdI Marcello Pera, a cui ha contribuito però un nutrito gruppo di esperti bipartisan. Il testo prevede un ballottaggio tra le due coalizioni più votate nel caso in cui entrambe abbiano superato il 38% al primo turno, ma nessuna abbia raggiunto il 48%, soglia individuata da Pera per ottenere direttamente il premio di maggioranza (diversamente da quella prevista dallo Stabilicum nella forma attuale, che la fissa al 42%). Il secondo turno servirebbe quindi a stabilire quale delle due coalizioni debba ottenere il premio di governabilità. Al ballottaggio non sarebbero inoltre consentiti nuovi apparentamenti rispetto a quelli del primo turno.
L’ipotesi Pera rappresenta quindi una modifica significativa all’impianto approvato a Montecitorio. Ma, soprattutto, certifica che sul tema non esiste ancora una posizione condivisa all’interno della maggioranza.
LA SCELTA DI FORZA ITALIA
Contrariamente a quanto ipotizzato nei giorni precedenti, Forza Italia non ha presentato emendamenti autonomi né formalizzato proposte riguardanti il ballottaggio. La linea è stata affidata a Stefania Craxi, capogruppo degli azzurri a Palazzo Madama, che ha parlato di una scelta orientata a “dialogo, coesione della coalizione e ricerca di soluzioni condivise”. Segnali di attesa, dunque, da parte dei forzisti, mentre persiste il veto della Lega ad accettare la proposta sul ballottaggio.

