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Calabresi Baruffi

Milano, chi è Maurizio Baruffi e perché Calabresi punta sull’ex capo staff di Pisapia

Calabresi guarda a Maurizio Baruffi come guida del proprio staff: mossa tattica per titillare l’ala arancione e frenare Majorino?

Secondo Il Foglio, l’ex direttore dei quotidiani La Repubblica e La Stampa Mario Calabresi, libero dai suoi impegni con Chora e appena disceso in campo nella corsa per le amministrative milanesi, affiderà la direzione del proprio staff a Maurizio Baruffi, vecchia conoscenza della politica meneghina. Una scelta capace di incidere sui rapporti di forza interni alla coalizione di centrosinistra e sul percorso verso la selezione del futuro candidato sindaco. Ecco perché

CHI È MAURIZIO BARUFFI

Milanese classe ’67, Maurizio Baruffi è dal 2016 responsabile delle Relazioni Istituzionali di Sea, il gruppo che gestisce gli scali aeroportuali di Milano Linate e Malpensa. Tra fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta segue, come corrispondente per il Nord di Radio Radicale, diverse iniziative dei Verdi milanesi sulle tematiche ambientaliste e antiproibizioniste. Quindi si lega al deputato dei Verdi Franco Corleone, assistendolo alla Camera dei Deputati e diventandone capo segreteria, dopo la sua nomina come sottosegretario al Ministero della Giustizia nel Prodi I.

Nel 2001 si candida in prima persona come consigliere comunale a Milano: rieletto nel 2006, guiderà il gruppo dei Verdi in Consiglio, prima di confluire, 3 anni più tardi, nel Pd, che lo candida alle elezioni regionali. Ma il passaggio decisivo arriva nel 2011, quando il futuro sindaco Giuliano Pisapia lo sceglie come portavoce durante la campagna elettorale per le comunali e successivamente come suo capo di Gabinetto a Palazzo Marino, incarico che mantiene fino alla conclusione del mandato nel 2016, e dopo il quale approderà a Sea.

PERCHÉ CALABRESI HA SCELTO BARUFFI

Dopo 10 anni nel privato, Baruffi potrebbe dunque riprendere quel filo interrotto con Palazzo Marino. E secondo Il Foglio dietro il suo nome ci sarebbe un preciso calcolo politico. Infatti, oltre a Calabresi, l’altro ipotetico peso massimo delle primarie del centrosinistra è Pierfrancesco Majorino, anche lui legato a doppio filo alla stagione di Pisapia – ne fu assessore – e della sinistra arancione.

La sua scelta sarebbe dunque un messaggio in bottiglia per forzare un passo indietro del dirigente dem, che, forte di un radicamento politico in città, vuole misurarsi alle primarie. E d’altronde l’ex direttore di Repubblica e Stampa ancora non ha chiarito esattamente per cosa si candidi, precisando peraltro che non arriveranno annunci ufficiali dalla Festa dell’Unità.

Aggiunge il quotidiano diretto da Claudio Cerasa “Anticipare e lasciare un filo di ambiguità, spiega chi lo conosce, è una strategia: offrirsi al campo largo come candidato, dando a Schlein e agli altri leader l’occasione di rinunciare alle primarie o, se proprio le vorranno, avendo l’opportunità di dettare le proprie condizioni”. In questo caso a fare da ventriloqui ci hanno pensato Carlo Calenda e Pina Picierno, che alla notizia della sua candidatura di Calabresi hanno chiesto apertamente di svincolarla dalle primarie.

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