Cateno De Luca lancia la sfida nazionale insieme a Sindaci d’Italia: tutti gli ospiti e i retroscena della convention romana, in programma da oggi fino al 29 ottobre
Si apre oggi a Roma l’assemblea nazionale congiunta indetta da Cateno De Luca e Sindaci d’Italia, battezzata L’Italia dei territori. Una tre giorni all’Hotel Massimo D’Azeglio, in via Cavour 18, per misurare il peso politico dei territori e blindare l’asse con Palazzo Chigi, che ha affidato alle due forze politiche il compito di fornire una gamba civica alla coalizione di centrodestra, almeno per quanto riguarderà la partita nazionale. Ecco chi ci sarà, a cosa punta De Luca e cosa c’è dietro alcuni degli inviti
TUTTI GLI OSPITI E IL PROGRAMMA
La prima giornata si apre con gli interventi di Ernesto Magorno — presidente di Sindaci d’Italia ed ex parlamentare — e del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervistato dal giornalista Luca Moriconi. Nel corso del pomeriggio del primo giorno sono previsti gli interventi del presidente del Senato Ignazio La Russa, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, e panel tematici che vedono la presenza del deputato Francesco Gallo, del segretario del Partito Liberaldemocratico Luigi Marattin, del vicesegretario di Azione Ettore Rosato — già deputato e sottosegretario —, del coordinatore nazionale Anci Giovani Domenico Carbone, del responsabile enti locali di Noi Moderati Marco Di Stefano, del sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone e del sindaco di Messina Federico Basile, con la moderazione del direttore del Secolo d’Italia Antonio Rapisarda.
La giornata di mercoledì si apre con la relazione di Carmela Satta — presidente di Fenapi Group — e prosegue con fitti panel dedicati al lavoro e alla rappresentanza economica e sociale, ai quali partecipano la vice ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, oltre a sindacalisti ed esperti come Raffaele Bonanni — già segretario generale della Cisl —, Mauro Nori, Giuseppe Sabella, Agostino Di Maiuolo e Stefano Caldoro — consigliere del presidente del Consiglio ed ex governatore della Campania —, moderati dal giornalista Claudio Brachino.
Nel pomeriggio, prendono la parola la presidente di Sud chiama Nord Laura Castelli — ex viceministro dell’Economia —, la senatrice di Noi Moderati Mariastella Gelmini — ex ministro —, il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, le deputate Deborah Bergamini, Elena Bonetti e Ylenja Lucaselli, seguite da un confronto giovanile con Nicola D’Ambrosio, Matteo Hallissey, Simone Leoni, Albert Finocchiaro e Marco Zannino, e da un approfondimento giudiziario che vede protagonista Cateno De Luca insieme all’avvocato penalista Carlo Taormina, moderato dal giornalista Giovanni Maria Jacobazzi.
La terza e ultima giornata, giovedì 29 ottobre, registra l’atteso intervento del ministro della Difesa Guido Crosetto — intervistato dal direttore di AdnKronos Davide Desario — e del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno.
CHI BUSSA ALLA PORTA DI DE LUCA
Leggendo in controluce la lista d’inviti, al di là dei nomi di richiamo e delle inevitabili presenze istituzionali, si contano almeno due inviti che potrebbero tramutarsi presto in adesioni piene. Uno è Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, deputato ed ex esponente di Italia Viva, il quale, rivostruiva sabato scorso Dagospia, avrebbe incontrato Cateno De Luca in un ristorante di Roma Nord. L’obiettivo? Un nuovo accordo per evitare la complessa raccolta delle seimila firme a collegio previste per la presentazione delle liste alle prossime elezioni politiche, con protagonisti stavolta Sud chiama Nord e il Pld. L’altro nome caldo è quello di Carlo Bottani, il sindaco di Curtatone, presidente della Provincia di Mantova ed ex esponente dell’Udc, aderirà infatti al progetto, “portando in dote 30 amministratori del Nord” , continua Carlo Tarallo nel suo articolo.
A COSA PUNTA SCATENO
Operazioni che servono a rafforzare la dimensione nazionale di ScN. Insieme a Sindaci d’Italia De Luca è già riuscito a cooptare diversi amministratori settentrionali, stringendo legami con esponenti di Patto per il Nord e allargando il proprio raggio d’azione. Oppurtunità che potrebbe farsi ancora più ghiotta qualora la Lega dovesse perdere ulteriori pezzi dopo il travagliato congresso. E che corrisponde anche a un precisa richiesta della premier: rafforzare l’identità civica del movimento, tant’è che, sempre secondo Dago, il simbolo ufficiale dell’operazione nazionale sarà quello di Sindaci d’Italia.
In cambio, Cateno avrebbe chiesto libertà di movimento nella partita siciliana. Non è un mistero infatti che il sindaco di Taormina aspiri a Palazzo d’Orléans. Ma a livello regionale ScN è all’opposizione del governo di centrodestra, mentre a Taormina Fratelli d’Italia siede tra i banchi dell’opposizione.
Molto dipenderà dalla data del voto: se, come sostiene il presidente della Regione, la legislatura andrà a naturale scadenza (novembre 2027), De Luca potrebbe avere il tempo di misurare la propria forza a livello nazionale, aiutare Meloni a raggiungere l’agognato 42% e magari presentarsi come successore di Schifani con i voti dalla sua parte.
Ma non è da trascurare anche l’ipotesi di un voto in contemporanea, per il Parlamento nazionale come per quello siciliano. Del resto lo stesso De Luca lo vaticina, e forse lo auspica, da mesi, scommettendo probabilmente su un centrodestra locale litigioso e diviso sulla ricandidatura di Schifani.

