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Altieri Anac

Nuccio Altieri per il post-Busia all’Anac: ecco chi sarà il prossimo presidente

Il Consiglio dei ministri ha indicato Trifone Altieri come prossimo presidente dell’Anac alla scadenza del mandato di Giuseppe Busia. Il profilo

Sarà Trifone Altieri (detto Nuccio) il nuovo presidente dell‘Autorità Nazionale Anticorruzione. Il Consiglio dei ministri di ieri, su proposta del ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo e di concerto con i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, ha infatti avviato l’iter di nomina per la successione di Giuseppe Busia – in carica dal 2020 e prorogato a settembre.

Come sottolinea Repubblica, sarà la prima volta per un ex parlamentare al vertice dell’authority che vigila sulla prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione, sulla trasparenza amministrativa e sulla vigilanza sui contratti pubblici. Negli ultimi anni, l’Anac ha sollevato diversi rilievi sulle iniziative del Governo Meloni, dal decreto per il Ponte sullo Stretto alle modifiche normative che hanno portato all’abolizione del reato di abuso d’ufficio.

Un bis di nomine per la Lega, dunque, che giunge in contemporanea con quella di Giulio Centemero, prossimo a lasciare Montecitorio per insediarsi come nuovo commissario della Consob al posto di Carlo Comporti.

CHI È TRIFONE NUCCIO ALTIERI

Pugliese di Conversano, classe 1975, Trifone Altieri ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Politiche con indirizzo Internazionale e Diplomatico presso la Luiss Guido Carli di Roma nel 1999. Ex ufficiale di complemento dell’Aeronautica Militare con il grado di tenente, ha intrapreso una carriera professionale e istituzionale che lo ha portato nel Gabinetto del Ministro della Difesa come addetto stampa  dal 2001 al 2006.

Socio dell’azienda agricola Fungo Puglia, dal 2006 al 2014 ha lavorato in Selex Communications e Selex ES, occupandosi di business development e relazioni istituzionali. Giornalista pubblicista iscritto all’Ordine della Puglia dal 2006, ha alle spalle anche un percorso politico e amministrativo locale: consigliere provinciale a Bari, dal 2009 al 2014 è stato il numero due della giunta guidata da Francesco Schittulli, sostenuta dal centrodestra, nonché assessore alla cultura e turismo. Tra il 2011 e il 2012 è stato anche vicepresidente della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, impegnata allora nel rilancio del Teatro Petruzzelli.

Candidato alle politiche del 2013 nelle liste del Popolo delle Libertà, nel 2014 approda alla Camera in sostituzione di Antonio Leone, eletto al Csm. Rimane in Parlamento fino al 2018, militando nel corso della sua carriera in diverse forze politiche, da Forza Italia alla componente Conservatori e Riformisti, poi in Direzione Italia di Raffaele Fitto, fino alla Lega, sedendo nelle Commissioni Parlamentari Esteri, Difesa e Cultura e Pubblica Istruzione e diventando responsabile del dipartimento Difesa del partito di Matteo Salvini.

Manca la rielezione nel 2018 e nel 2020 viene proposto come candidato della Lega alle regionali pugliesi, ma la coalizione di centrodestra convergerà sul nome di Fitto, poi battuto dal presidente uscente Michele Emiliano. 

Nel corso della sua carriera manageriale è stato presidente del consiglio di amministrazione di Invimit Sgr dal 2018 al 2024. Nel 2023 è nominato consigliere d’amministrazione di Leonardo. Confermato anche per il triennio 2026-2028, nel luglio 2025 è stato nominato presidente del Cda di Fincantieri Infrastructure: incarichi, questi, che ora dovrà lasciare. 

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