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Quando riaprono Camera e Senato e tutti i temi in agenda: il cronoprogramma

Dopo la pausa estiva, le Camere riprendono l’attività legislativa il 9 settembre. Sul tavolo la riforma della legge elettorale, le scadenze dei decreti-legge, il nodo Rai e l’imminente sessione di bilancio: ecco quali saranno i temi in cima all’agenda dei partiti alla ripresa dei lavori in Parlamento

Con la riapertura dei battenti a Palazzo Madama e a Montecitorio prevista per la seconda settimana di settembre, le forze di maggioranza e opposizione si troveranno di fronte al primo banco di prova della stagione: l’esame e la votazione della riforma della legge elettorale, un passaggio decisivo prima delle scadenze economiche e ordinamentali dell’anno, ma anche per l’organizzazione concreta degli schieramenti in vista degli appuntamenti elettorali del 2027.

QUANDO RIPRENDONO I LAVORI PARLAMENTARI

Camera e Senato riapriranno i battenti mercoledì 9 settembre. Ma a Palazzo Madama già nei primi giorni del mese si discuterà di legge elettorale: i termini per la presentazione degli emendamenti in commissione scadono infatti alle ore 12 del 1° del mese, poi prenderà il via l’esame del disegno di legge elettorale, in aula dal 9 settembre e successivamente nelle sedute dell’11 e del 14 settembre, per poi giungere alle dichiarazioni di voto e alla votazione finale fissata per la mattina di martedì 15 settembre.

Meno centrale, almeno nell’immediato, il calendario di Montecitorio, dove la programmazione dei lavori fino al mese di novembre verrà fissata alla ripresa dei lavori del 9 settembre, durante la Conferenza dei capigruppo convocata per le 14. Nelle prime sedute l’Aula affronterà l’esame del decreto-legge sulle misure urgenti per lo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell’immobile degli uffici giudiziari di Bolzano, in scadenza il 21 settembre. In calendario figura inoltre il seguito dell’esame della proposta di legge in materia di cinema e le relazioni della Giunta per le autorizzazioni relative a Vittorio Sgarbi, nell’ambito dei procedimenti per i quali la Camera è chiamata a pronunciarsi sull’applicabilità dell’articolo 68 della Costituzione.

I DOSSIER PRINCIPALI

Come detto, il dossier politicamente più rilevante della ripartenza è senza dubbio il disegno di legge di riforma della legge elettorale. La maggioranza spera di concludere il passaggio al Senato entro metà settembre per trasmettere il provvedimento alla Camera e ottenere l’approvazione definitiva in terza lettura entro la fine dello stesso mese.

Il principale nodo da sciogliere resta quello delle preferenze, che ha già messo a dura prova la tenuta della maggioranza. Il passaggio a Montecitorio si preannuncia nuovamente insidioso, soprattutto per il ritorno dello scrutinio segreto e per il rischio di un nuovo incidente come quello di luglio, quando la maggioranza fu battuta per un solo voto proprio sull’emendamento sulle preferenze.

Risolta la questione delle regole del voto, l’autunno sarà dominato dalla preparazione della manovra per il 2027, con i documenti di finanza pubblica e i provvedimenti collegati a fare da apripista alla sessione di bilancio.

Tra i dossier destinati a tornare al centro del confronto politico c’è poi la riforma della governance Rai, il cui iter al Senato è ancora in corso. Il tema è strettamente intrecciato con l’attuazione dello European Media Freedom Act e con lo stallo della Commissione di Vigilanza Rai. Sullo sfondo resta anche la partita per la presidenza di viale Mazzini, con la candidatura di Simona Agnes sostenuta da Forza Italia ma ancora priva di un accordo politico.

GLI ALTRI TEMI IN AGENDA

Accanto ai dossier di riforma, il Parlamento sarà chiamato a gestire le numerose scadenze dei decreti-legge. Alla Camera, dopo il provvedimento sugli uffici giudiziari di Bolzano, il calendario della ripresa dovrà essere completato dalla Conferenza dei capigruppo con gli altri provvedimenti da convertire e con i testi destinati all’esame dell’Aula.

Al Senato proseguirà inoltre l’esame di diversi dossier già avviati prima della pausa estiva, tra cui la delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile, attualmente all’esame della commissione competente.

Tra gli altri dossier destinati a tornare sul tavolo parlamentare figurano infine la sicurezza, la prevenzione e il contrasto ai delitti informatici, il settore cinematografico e il ddl Caccia, oltre ai provvedimenti legati alle scadenze dei decreti-legge.

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