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Biden sfiderà Erdogan riconoscendo (davvero) il genocidio armeno?

Biden Genocidio Armeno

Domani è il Giorno della Memoria del genocidio armeno e Biden potrebbe essere il primo presidente degli Stati Uniti a riconoscerlo. La Turchia ha avvertito: “danneggerebbe le nostre relazioni”

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha deciso di riconoscere come genocidio l’uccisione di 1,5 milioni di armeni durante il periodo della Prima guerra mondiale da parte dell’impero ottomano. L’annuncio è atteso per domani, nel corso del 106esimo anniversario dell’eccidio di massa.

Sarà il primo Presidente americano a farlo, allungando la lista di circa 30 Paesi che nel mondo hanno riconosciuto il genocidio – tra cui l’Italia nel 2019. Più di 100 legislatori statunitensi hanno spinto Biden per questa mossa di public diplomacy.

LE RELAZIONI USA-TURCHIA E LA NATO

Il riconoscimento, promesso da Biden durante la campagna presidenziale per le elezioni di novembre, sarebbe in gran parte simbolico – scrive Reuters – ma è probabile che faccia arrabbiare la Turchia e aumentare le tensioni già alte tra i due alleati della Nato.

Ci si aspetta che Biden usi la parola “genocidio” durante un discorso per le commemorazioni annuali nel Giorno della Memoria del genocidio armeno che si terranno in tutto il mondo domani, sabato 24 aprile. Anche se non è escluso che ci rinunci all’ultimo minuto dato che il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha avvertito la Casa Bianca che il riconoscimento “danneggerebbe” i legami tra Stati Uniti e Turchia.

“Il vergognoso silenzio del governo degli Stati Uniti sul fatto storico del genocidio armeno è durato troppo a lungo e deve finire”, hanno scritto i legislatori per convincere Biden. “La esortiamo a rispettare i suoi impegni e a dire la verità”.

Biden come candidato ha promesso nell’aprile dello scorso anno che, se eletto, avrebbe riconosciuto il genocidio armeno, dicendo che “il silenzio è complicità”, ma non ha dato una scadenza per mantenere la promessa.

IL GENOCIDIO

Durante e subito dopo la Prima guerra mondiale, i turchi ottomani hanno ucciso o deportato ben 1,5 milioni di armeni, una minoranza cristiana nell’impero prevalentemente musulmano. Molti storici e alcuni altri Paesi considerano quelle uccisioni un genocidio.

La Turchia, invece, si oppone all’uso della parola “genocidio”. Ankara sostiene che le morti furono il risultato di un conflitto civile piuttosto che uno sforzo pianificato dal governo ottomano per annientare gli armeni. La Turchia sostiene anche che morirono meno armeni di quanto sia stato riportato.

I tentativi di riconoscere il genocidio armeno si sono arenati nel Congresso degli Stati Uniti per decenni e i Presidenti americani si sono astenuti dall’utilizzare formalmente il termine tra le preoccupazioni per le relazioni con la Turchia e le intense pressioni di Ankara.

Dopo aver chiamato Putin “killer” e dopo aver sentito Draghi chiamare Erdogan “dittatore”, Biden potrebbe proseguire nella sua azione di rispolverare la questione dei diritti umani per compattare il fronte delle democrazie liberali.

Leggi anche: “Killer e dittatori”. L’asse Biden-Draghi contro il torpore democratico

genocidio armeno
Memoriale del genocidio armeno a Yerevan

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