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Caos vaccini, dopo inciampo J&J l’Ue sceglie quelli mRna?

Vaccini Mrna

La falsa partenza del preparato di Johnson & Johnson potrebbe avere spinto l’Unione europea a preferire i vaccini a mRna così da evitare nuove interruzioni dei piani vaccinali

L’orientamento dell’Europa a seguito dell’inciampo del prodotto Johnson & Johnson, che rischia di aprire una odissea non dissimile a quella di AstraZeneca, è fare sempre più ricorso ai vaccini a mRna. Tali prodotti verranno pertanto preferiti a quelli a vettore virale. Lo si apprende da fonti qualificate in Italia. Sempre più studiosi stanno infatti iniziando a ipotizzare che il rischio trombosi sia proprio collegato al vittore virale. Attualmente i vaccini che usano l’mRna (Rna messaggero) sono Pfizer e Moderna. In arrivo nelle prossime settimane altri due vaccini: Novavax e Curevax, quest’ultimo utilizza anch’esso la modalità mRna.

Leggi anche: Cosa sappiamo sullo stop USA a Johnson & Johnson

 

VACCINI A MRNA, NUOVO ACCORDO CON PFIZER

Rientra in tale tattica l’intesa siglata dalla Commissione con Pfizer per accelerare l’approvvigionamento di vaccini, con 50 milioni di dosi aggiuntive consegnate nel secondo trimestre, a partire da aprile. Saranno distribuite ai 27 Paesi membri sulla base della popolazione. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

 

J&J, EMA DECIDE PROSSIMA SETTIMANA

«L’Ema sta accelerando la valutazione sul vaccino Johnson & Johnson e attualmente prevede di emettere una raccomandazione la prossima settimana». Lo afferma in una nota l’Agenza europea del farmaco sottolineando che «i benefici del vaccino nella prevenzione del Covid-19 superano i rischi degli effetti collaterali». «Come annunciato la scorsa settimana – sottolinea Ema – il Comitato per la sicurezza (Prac) dell’Ema sta esaminando casi molto rari di insoliti coaguli di sangue che si sono verificati negli Stati Uniti a seguito dell’uso del vaccino Covid-19 di Janssen. Il tipo di coagulo di sangue riportato, la trombosi del seno venoso cerebrale (Cvst), si è verificato nella maggior parte dei casi in combinazione con bassi livelli di piastrine (trombocitopenia)». «L’Ema sta indagando su tutti i casi segnalati – conclude la nota e deciderà se è necessaria un’azione normativa. L’Agenzia sta lavorando a stretto contatto con la Fda statunitense e altri enti regolatori internazionali». Il vaccino è stato autorizzato nell’Ue l’11 marzo 2021 ma le somministrazioni non sono ancora iniziate.

 

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