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Come funzionano i lockdown di Germania e Francia per fermare il Covid-19

lockdown Germania Francia

Il ritorno del lockdown in Germania e Francia. Merkel opta per un lockdown light dal 2 novembre e Macron chiude almeno fino al 1°dicembre

La seconda ondata di Covid-19 fa richiudere i Paesi europei. La Germania corre ai ripari per cercare di frenare la pandemia limitando i contatti su tutto il territorio della Repubblica federale a partire dal 2 novembre e la Francia si prepara al lockdown già da venerdì. La cancelliera tedesca Angela Merkel e i Land tedeschi hanno annunciato un nuovo blocco parziale che inizierà lunedì 2 novembre. Il cosiddetto “lockdown leggero” a livello nazionale è una versione meno intensa delle misure che in primavera hanno bloccato la società e l’attività economica tedesca.

LE NUOVE RESTRIZIONI PER IL PROSSIMO MESE

Ristoranti e bar chiuderanno, ad eccezione del cibo da asporto. I grandi eventi verranno nuovamente cancellati. I viaggi non necessari sono fortemente scoraggiati ed è vietato il pernottamento in hotel a fini turistici. Tutti coloro che possono lavorare da casa dovrebbero farlo e i datori di lavoro dovrebbero facilitare la modalità di lavoro da casa. Le riunioni in pubblico saranno limitate a due sole famiglie fino a un massimo di 10 persone in totale. Le strutture di intrattenimento come teatri e cinema saranno chiuse, così come i centri ricreativi pubblici quali piscine, palestre e saune. Non sarà permessa alcuna folla agli eventi sportivi.

COSA SI POTRÀ FARE

Le scuole e gli asili rimarranno aperti. Anche i negozi potranno rimanere aperti, con un cliente consentito ogni 10 metri quadrati. I residenti delle case di cura potranno ricevere visitatori, funzioni religiose e manifestazioni potranno continuare (questo perché ci sono preoccupazioni di carattere costituzionale). Infine i confini rimangono aperti.

LE PREOCCUPAZIONI DELLA MERKEL

Angela Merkel ha detto in una conferenza stampa: “Siamo in una situazione molto grave” e ha aggiunto: “Dobbiamo agire, e ora, per evitare una grave emergenza sanitaria nazionale”. Ha inoltre precisato che il numero di persone nelle unità di terapia intensiva è raddoppiato negli ultimi 10 giorni e che in molte aree non è stato più possibile tracciare e rintracciare le catene di infezioni. Nel 75% dei casi la fonte dell’infezione è sconosciuta. Mercoledì si è registrato il più alto tasso di nuove infezioni giornaliere della Germania – oltre 14.000 – e gli ultimi dati mostrano che solo il 25% circa dei letti di terapia intensiva in Germania è ancora disponibile.

CIRCOLA IL MALCONTENTO

Fino ad ora, il governo della Merkel ha goduto di alti livelli di sostegno per le misure messe in atto per affrontare la pandemia e la Germania è andata relativamente bene rispetto a molti dei suoi vicini europei. Ma l’umore dell’opinione pubblica è cambiato e le critiche tra la popolazione per le misure ordinate dal governo sono in aumento.

COSA PENSANO I TEDESCHI

I sondaggi mostrano che c’è un numero crescente di persone critiche nei confronti delle restrizioni, che credono che la lotta al virus dovrebbe essere una questione di responsabilità personale. L’indagine più recente mostra che la maggioranza dei tedeschi concorda con questa opinione: il 54% rispetto al 43% che afferma che le autorità dovrebbero mettere in atto delle restrizioni.

Alcuni di coloro che si oppongono con veemenza a ulteriori restrizioni temono l’impatto economico. Molti proprietari di ristoranti berlinesi, ad esempio, hanno affermato che probabilmente dovranno chiudere la propria attività in caso di un secondo blocco. Hanno già subito perdite dopo la chiusura in primavera, seguite da regole che li hanno costretti ad aderire a regolamenti di allontanamento sociale e poi al coprifuoco imposto il mese scorso.

IL LOCKDOWN IN FRANCIA

“Lockdown da venerdì in Francia fino al primo dicembre” per arginare la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron, che in un discorso alla nazione ha illustrato i provvedimenti per contrastare la pandemia.

COSA RIMANE APERTO

Il Presidente ha chiarito che “le scuole resteranno aperte, il lavoro potrà continuare. Le case di riposo e gli ospizi potranno essere visitati”. Si potrà “uscire per andare al lavoro”, ma tutte le imprese dovranno varare norme di telelavoro: non sarà più una raccomandazione, come prima, ora una quota di lavoro a distanza sarà una regola imposta. “Le fabbriche, le aziende agricole, le istituzioni e gli uffici pubblici continueranno a funzionare”. I francesi potranno inoltre uscire per andare ad appuntamenti medici, dare assistenza, fare la spesa o prendere aria.

CHI DOVRÀ CHIUDERE

Le università, a differenza delle scuole, invece chiuderanno, dal momento che proprio negli atenei si è appurata una circolazione del virus particolarmente intensa. Per i locali però non è prevista la chiusura anticipata alle 18 come in Italia: bar e ristoranti rimarranno chiusi almeno per un mese. Idem per i negozi. Le riunioni private al di fuori dello stretto nucleo familiare saranno escluse e raduni pubblici vietati. Non ci si potrà spostare da una regione all’altra ad eccezione di chi rientra dalle vacanze di Ognissanti.

L’APPELLO DI MACRON AI FRANCESI

“Le misure prese non bastano più. Noi siamo sommersi dall’accelerazione improvvisa dell’epidemia, da un virus che sembra guadagnare forza mentre calano le temperature. Siamo tutti sorpresi in Europa dall’evoluzione di questo virus: alcuni Paesi hanno preso misure più dure, ma noi siamo tutti allo stesso punto. La seconda ondata della pandemia è più dura e mortale della prima, serve un colpo di freno brutale”, ha detto. “Restate il più possibile a casa, rispettate le regole. Abbiamo bisogno del senso di responsabilità di tutti, il successo” della lotta al coronavirus “dipende dal senso civico di tutti, ogni ora conta”.

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