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Cosa cambia con Carlo III re d’Inghilterra. Parla la prof. Colombino

Re Carlo Colombino

Come sarà il regno di Re Carlo III dopo i funerali della Regina Elisabetta II? Lo abbiamo chiesto alla prof.ssa dell’UniGe Laura Colombino, esperta in cultura inglese 

Londra si è fermata per i solenni funerali di Stato della Regina Elisabetta II. I sudditi hanno reso omaggio ai 70 anni di regno della Regina, nessun sovrano è stato longevo come lei nella storia del Regno Unito. Il regno di Re Carlo III è già iniziato, non tra qualche polemica sulla capacità di gestire lo stress da parte del nuovo sovrano.

Ma cosa cambierà con il passaggio dello scettro nelle mani di Re Carlo III e qual è il lascito della Regina Elisabetta II? L’abbiamo chiesto alla prof.ssa Laura Colombino, docente in Letteratura e Cultura inglese presso l’Università di Genova.

 La morte della regina chiude un secolo. Qual è stato il suo lascito nella cultura inglese?

La Regina Elisabetta è sempre stata associata all’importanza che la società e la cultura inglese attribuiscono alle tradizioni (basti guardare in queste ore il lungo e complesso rituale dei suoi funerali, studiato nei minimi dettagli dalla Regina stessa e risultato di decenni di preparazione). Una nazione è una comunità reale ma anche una ‘comunità immaginata’, ovvero fondata su simboli, rituali, storie attraverso le quali una nazione racconta sé stessa: la BBC, il Big Ben, il Carnevale caraibico di Notting Hill, il bombardamento e la resistenza di Londra durante la Seconda Guerra mondiale ma anche e soprattutto la Regina sono simboli che plasmano il senso di appartenenza alla nazione, l’immagine che il popolo britannico ha di sé e che vuole trasmettere al mondo. La Regina Elisabetta II rappresenta dunque la tradizione ma, è importante sottolinearlo, ha anche calato questa tradizione nella modernità. Basti pensare alla sua incoronazione il 2 giugno del 1953: fu la prima nella storia a essere ripresa dalla televisione e assunse le caratteristiche di un evento mediatico addirittura globale, trasmesso in mondovisione. Fu un simbolo unificante di estrema efficacia e un rilancio di una nazione indebolita dalla guerra e dall’inizio della decolonizzazione. Oggi la parabola si chiude con un evento di pari significato, che colpisce anche all’estero come una celebrazione di continuità e di solidità dell’istituzione monarchica, che, tuttavia, contrasta con le spinte disgregatrici e l’instabilità del Paese in questo momento….

Cosa cambia ora? Cambia qualcosa con il Regno di Re Carlo III?

Non azzardo pronostici. Possiamo però constatare una differenza sostanziale fra le due figure. Elisabetta diventò regina all’età di venticinque anni, alla morte del padre, nel 1952, e non aveva un pregresso. Carlo ha 73 anni e ha passato la vita a fare lobby per le cause in cui credeva: la più importante è l’ambientalismo ma anche una maggiore attenzione nei confronti dell’immigrazione soprattutto dei richiedenti asilo, che sono stati fortemente penalizzati dal governo Johnson. In qualche modo dovrà rimanere fedele a queste cause che il governo attuale non condivide. Mentre Elisabetta è sempre restata super partes.

Re Carlo III, come ha ricordato lei, è stato un pioniere dei temi ambientalisti, secondo lei in che modo proverà a influire?

La sua consapevolezza ecologica nasce da una profonda inquietudine personale che ha provato fin da giovane, fra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, rispetto a questioni quali l’inquinamento, l’estinzione di specie animali, l’esaurimento delle risorse naturali, il futuro dell’alimentazione e, col passare del tempo, il cambiamento climatico. All’epoca la preoccupazione per l’ambiente era considerata marginale e Carlo fu anche attaccato e ridicolizzato; ad esempio quando, nel 1984, venne dipinto come un nostalgico e un tradizionalista per la sua difesa dell’identità di Londra — delle chiese, dei parchi, delle piazze — e di un’architettura più umana, minacciata da architetti e immobiliaristi. Nonostante le critiche, tuttavia, perseverò e le sue convinzioni continuarono a rafforzarsi. Oggi il suo ambientalismo, che promuove attraverso i suoi enti di beneficenza e sostenendone altri, come il Wildlife Trusts e il WWF, è al passo con i tempi e si può prevedere che, come Sovrano, avrà modo di incidere ulteriormente.

 Che rapporti avrà, secondo lei, il nuovo sovrano con l’Europa?

Il rapporto di Carlo con l’Europa passerà di certo per i fronti interni che si sono aperti con la Brexit. Il referendum ha riacceso le aspirazioni indipendentiste in Irlanda del Nord e Scozia. Le recenti dichiarazioni di Nicola Sturgeon riaprono la questione, che pure pareva chiusa almeno per una generazione con il referendum concesso da Cameron nel 2014. Con la Regina Elisabetta II, la famiglia reale ha proposto una narrazione pubblica di inclusione di tutte le nazioni che compongono il Regno Unito. Questa immagine di una famiglia reale per tutti i britannici ha subito un duro colpo con la dipartita della Monarca. Carlo deve ora affrontare il difficile compito di presentarsi come un monarca per tutti i britannici. Il fatto che si sia già recato in tutti gli angoli del Regno Unito sembra indicare la sua consapevolezza che deve svolgere questo ruolo. Possiamo aggiungere che il sovrano è anche capo di stato dei Paesi del Commonwealth: Giamaica, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Canada, Australia e oltre una mezza dozzina di altri Paesi. Insieme, in queste nazioni, vivono più persone che nel Regno Unito. Tutti sono ora sudditi del nuovo re. Elisabetta è riuscita a mantenere questa posizione per l’affetto che sapeva generare, ma con Carlo questo ruolo, che appare ormai obsoleto, potrebbe essere messo in discussione.

Secondo lei è possibile che il regno di Re Carlo III sia di breve durata in favore di Williams?

Qualcuno avrebbe voluto un salto generazionale. Il nipote è amatissimo, la moglie altrettanto. Ma Carlo ha atteso a lungo e non sembra intenzionato ad abdicare. Certo, questo significa che, se sarà longevo quanto la madre, anche William salirà al trono ormai anziano, a differenza di quanto è accaduto a Elisabetta.

Dalla sua esperienza, la Regina consorte Camilla Shand che ruolo potrà avere e riuscirà a entrare nelle simpatie dei propri sudditi?

Camilla ha saputo pazientare e nel tempo si è guadagnata il rispetto degli inglesi. In questi giorni, nel piccolo incidente di Carlo con le penne (soprannominato simpaticamente come il pengate), in cui il sovrano ha reagito con stizza, Camilla ha mostrato maggiore autocontrollo, andandogli in soccorso. È una donna che sembra sapere mantenere il sangue freddo e forse sarà di aiuto al marito quando dovrà regnare.

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