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Esrb: si rischia ondata di fallimenti, governi sostengano imprese

Esrb terziario

«La rapida e decisa risposta dei policy maker ha impedito fino a oggi un’ondata di fallimenti, ma più a lungo le imprese dovranno dipendere da misure di sostegno alla liquidità come le moratorie sui debiti e i prestiti garantiti, maggiori problemi di solvibilità potrebbero avere a causa dell’accumulo dei debiti», dice l’Esrb

Sulla falsariga di quanto già dichiarato in più occasioni da Bankitalia, anche il Comitato europeo per il rischio sistemico (Esrb) teme che il venir meno dei sostegni economici statali alle imprese, che sarebbe motivato dalla necessità di non sforare troppo col deficit e non appesantire più del dovuto il debito pubblico, possa causare una vera e propria «ondata di fallimenti».

Le imprese, sottolineano gli esperti nell’ultimo report, soffrono un’enorme pressione finanziaria dovuta alla crisi Covid. «La rapida e decisa risposta dei policy maker ha impedito fino a oggi un’ondata di fallimenti, ma più a lungo le imprese dovranno dipendere da misure di sostegno alla liquidità come le moratorie sui debiti e i prestiti garantiti, maggiori problemi di solvibilità potrebbero avere a causa dell’accumulo dei debiti». Per questo, consiglia l’Esrb, prima di chiudere i rubinetti degli aiuti occorre accertarsi che l’economia sia realmente in ripresa.

IL REPORT DI ESRB

«Finora  – si legge – più di un anno di restrizioni all’attività economica non hanno provocato instabilità finanziaria. Tuttavia, la minaccia di un’ondata di insolvenze incombe su vasta scala, a meno che gli Stati membri non gestiscano una transizione graduale dal sostegno alla liquidità verso un sostegno alla solvibilità più mirato e una ristrutturazione del debito aziendale efficace per le imprese redditizie». Questo è il messaggio chiave della relazione odierna dell’Esrb, che esamina i rischi per la stabilità economica e finanziaria di una potenziale grande ondata di insolvenze .

«Le società non finanziarie», viene sottolineato, «sono sotto enorme pressione finanziaria a causa della crisi del coronavirus. Finora una risposta rapida e decisa da parte dei responsabili politici ha impedito una grande ondata di insolvenze societarie. Tuttavia, quanto più a lungo le società non finanziarie dovranno fare affidamento su misure di sostegno alla liquidità come moratorie sul debito, garanzie sui prestiti e prestiti pubblici, tanto maggiori potrebbero diventare i loro problemi di solvibilità man mano che il loro debito si accumula». Quindi si fa pressione dall’Esrb sui  governi affinché rafforzino le loro linee di difesa aggiuntive contro l’impatto destabilizzante delle insolvenze.

«La prima priorità per gli Stati membri deve essere quella di creare le giuste condizioni per una ristrutturazione del debito efficace. Attraverso prestiti pubblici e sistemi di garanzia sui prestiti, il settore pubblico ha acquisito una partecipazione significativamente maggiore nel settore delle società non finanziarie rispetto a prima della pandemia. È probabile che il successo della ristrutturazione del debito per il gran numero di imprese che hanno beneficiato di tali regimi – si legge – sia fondamentale per la solidità delle finanze pubbliche a medio termine. Le recenti modifiche al quadro temporaneo per gli aiuti di Stato della Commissione europea consentono ai governi di convertire i prestiti e le garanzie pubbliche in sovvenzioni (fino a un certo limite) per aiutare le aziende a superare la crisi COVID-19. Alcuni Paesi europei – continua la disamina – stanno ora valutando attivamente la possibilità di trarre vantaggio da questa nuova possibilità. I governi possono utilizzare tali misure per contribuire alla ristrutturazione del debito fornendo allo stesso tempo incentivi alla ristrutturazione ai creditori privati, e alle banche in particolare, per mettere le imprese redditizie su una solida base finanziaria per la fase di ripresa sfruttando le competenze del settore finanziario nella valutazione redditività aziendale».

«Per evitare l’azzardo morale», scrivono ancora dall’Esrb, «è importante garantire che gli interessi delle autorità pubbliche e delle banche siano allineati quando il debito viene ristrutturato per mettere le aziende su una solida base finanziaria per la ripresa dopo il COVID-19. Ciò richiederà alle banche di sostenere alcuni dei costi di ristrutturazione e dei rischi al ribasso».

«Dovrebbero – è l’auspicio – essere utilizzate procedure di insolvenza efficienti o, se non disponibili, sviluppate per le società che si sono rivelate non redditizie nell’economia post-COVID. Eliminando le strozzature giudiziarie, le attività delle imprese che devono essere liquidate possono essere riassegnate rapidamente a usi più produttivi, contribuendo in tal modo alla ripresa economica e mitigando l’impatto dei rapporti di prestito in sofferenza sulla capacità di prestito delle banche».

Infine, comunicano gli esperti del Comitato europeo per il rischio sistemico, le politiche devono essere orientate alla ricostruzione dell’economia e alla promozione dell’adattamento al cambiamento strutturale, piuttosto che al tentativo di preservare o tornare all’economia pre-pandemica. Sarà importante garantire che il capitale e il lavoro siano assegnati a usi più innovativi e sostenibili.

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