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Francia, perché Sarkozy è stato condannato a 3 anni

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“Non riconosco alcuna di queste infamie per le quali sono stato perseguitato da sei anni” aveva detto l’ex presidente della Repubblica alla stampa. Ma oggi Sarkozy è stato condannato

L’ex presidente della repubblica francese, Nicolas Sarkozy, è stato riconosciuto colpevole di corruzione e traffico di influenze, per questo è stato condannato a tre anni di carcere (due con la condizionale).

Leggi anche: Politica estera. Gli appuntamenti di questa settimana (23-29 novembre). Inizia oggi a Parigi il processo dell’ex presidente francese Nicolas Sarkozy con l’accusa di corruzione

La pronuncia del giudice ha accolto quasi integralmente le richieste dei pubblici ministeri che avevano avanzato la proposta di una condanna a quattro anni di reclusione, di cui due con la condizionale. Un epilogo scontato, dato che per tutto il processo l’ex inquilino dell’Eliseo aveva basato la sua difesa sull’accusa di parzialità ai giudici requirenti e giudicanti.

SARKOZY CONDANNATO A TRE ANNI

I fatti risalgono al 2014: Sarkozy avrebbe ottenuto alcune informazioni su un altro processo che lo vedeva coinvolto tramite il suo storico legale, Thierry Herzog, promettendo in cambio al magistrato Gilbert Azibert un posto di rilievo alla Corte di revisione giudiziaria a Monaco. Per Herzog, che avrebbe fatto da tramite, l’accusa ha chiesto che la pena venga combinata con cinque anni di interdizione dalla professione.

Prova regina del procedimento giudiziario le intercettazioni telefoniche tra i due. Per l’avvocato di Herzog la Procura finanziaria nazionale (Pnf) non avrebbe però raccolto correttamente le prove: delle 3.500 conversazioni captate sulle tre linee di Sarkozy, “solo 19 sono state registrate, pari allo 0,54% e di queste solo il 43,2% è stato trascritto, a volte male”.

Si tratta dell’epilogo di un processo particolarmente travagliato: nel maggio 2016 la corte di appello di Parigi aveva infatti cancellato alcuni atti dell’inchiesta, mettendo a rischio l’esecuzione del procedimento giudiziario. Nel frattempo Sarkozy, Herzog e Alibert avevano presentato molteplici ricorsi alla Cassazione, sempre a scopo dilatorio. Infine, quando lo scorso 23 novembre il processo era stato formalmente aperto, era stato subito sospeso a causa della richiesta di rinvio per motivi di salute presentata in udienza da uno dei co-imputati, il giudice Azibert. Richiesta però respinta dal tribunale di Parigi sulla base di una perizia medica chiesta dai magistrati che aveva stabilito che il 73enne fosse in grado di comparire di persona. Quindi il giudizio era ripreso il 30 novembre.

“Non riconosco alcuna di queste infamie per le quali sono stato perseguitato da sei anni” aveva esclamato Sarkozy dopo il riepilogo delle accuse, secondo la stampa francese. Mentre nell’udienza del 7 dicembre l’ex inquilino dell’Eliseo aveva assicurato di “non aver mai commesso alcun atto di corruzione”. Interrogato dai magistrati, Sarkozy aveva manifestato tutta la sua “rabbia” e il suo “sdegno” per il procedimento, dicendo di “avere avuto l’impressione, per la prima volta, di trovarsi di fronte a una giustizia parziale”, ma comunque confidando nei giudici che aveva davanti nella speranza di vedersi “ripulito da questa infamie”.

TUTTI I GUAI GIUDIZIARI DI SARKOZY

Ma i guai giudiziari per Sarkozy non finiscono qui: sulla sua testa pende infatti ancora l’accusa di finanziamenti illeciti che il regime libico di Muammar Gheddafi avrebbe versato nelle casse del suo partito nel 2007. Accusa per la quale esattamente un anno fa, il 21 marzo 2019, l’ex presidente è già stato incriminato per corruzione passiva, finanziamento illegale di campagna elettorale e occultamento di appropriazione indebita di fondi pubblici libici.

Poi il caso Bygmalion sul finanziamento illegale della campagna elettorale del 2012, quando Sarkozy ha sforato il tetto delle spese consentito di 22,5 milioni di euro, spendendone altri 20,5. La comunicazione Bygmalion avrebbe emesso fatture false a carico del partito di Sarkozy, l’Ump (Unione per un movimento popolare). I magistrati inquirenti stanno poi vagliando la posizione di Sarkozy in un possibile caso di corruzione nell’ambito di un contratto internazionale di 2 miliardi di euro siglato tra il Kazakistan e l’azienda francese Eurocopter in merito all’ordine di 45 elicotteri, oggetto di una presunta fattura gonfiata per dare una commissione più importante all’intermediario della vendita. All’epoca Sarkozy aveva preso parte alla negoziazione in qualità di capo dello Stato. Infine, l’affaire Karachi, per chiarire fatti che risalgono persino al 1995, quando Sarkozy era ministro del Bilancio e portavoce di Balladur alla campagna per le presidenziali del 1995. In questa vicenda potrebbe essere sentito in qualità di testimone.

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