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Grandi pulizie web di primavera. Così la Cyberspace Administration of China aumenta la censura

Cyberspace Administration Of China

Il Partito Comunista Cinese teme che altri VIP approfittino del clamore mediatico per denunciare abusi, come fatto dalla tennista Peng Shuai, per questo la Cyberspace Administration of China setaccerà forum e social

Sono due gli appuntamenti caldi per il governo cinese: il primo è il Capodanno, martedì infatti la Cina entrerà nell’anno della tigre; il secondo è, se possibile, più importante e sono le Olimpiadi Invernali. Avranno inizio il 4 febbraio e Pechino le ha fortemente volute per rilanciare la propria immagine. Dovranno essere ciò che avrebbero dovuto essere i Giochi Olimpici 2020 per il Giappone, che voleva far dimenticare al mondo le immagini dell’incidente nucleare di Fukushima: il Partito comunista cinese mira a mettere in atto uno spettacolo grandioso per far dimenticare il wet market di Wuhan, epicentro del Covid. E non solo, perché ha avuto una eco che nemmeno Pechino si aspettava la vicenda della tennista Peng Shuai, sparita nel nulla dopo aver accusato d molestie sessuali un alto dirigente del partito, salvo poi ricomparire per ritrattare: il presidente del Comitato Olimpico incontrerà la sportiva cinese. Sono insomma tante le cose che la Cina vorrebbe mettere sotto il tappeto, per questo sta irrobustendo le maglie della censura. Nei prossimi giorni, la Cyberspace Administration of China setaccerà capillarmente la rete per rimuovere tutti i contenuti che potrebbero macchiare l’immagine che la superpotenza sta confezionando per il resto del mondo.

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Secondo la Cnn, la Cyberspace Administration of China ha fatto assunzioni nell’ultimo periodo e monitorerà il web da un lato servendosi di algoritmi sempre più sofisticati, in grado di visionare video e di ascoltare podcast, ma dall’altro non rinuncia al vecchio sistema, più tradizionale ma pure più utile, sguinzagliando controllori che dovranno girare per social e forum alla ricerca di messaggi che possano danneggiare l’immagine del Paese.

La paura inconfessabile del Partito comunista è che la vicenda della tennista Peng Shuai possa aprire una breccia nella muraglia cinese che di fatto racchiude il Paese in una bolla in cui le informazioni, nonostante Internet, vengono continuamente filtrate. La tre volte campionessa olimpica era scomparsa dopo aver denunciato di aver subito violenze sessuali da uno dei più importanti politici cinesi, l’ex vicepremier Zhang Gaoli, nonché un alto funzionario del Partito Comunista ora in pensione, sparendo da eventi pubblici per quasi tre settimane e facendo temere sulla sua sorte a livello internazionale. Il mondo si è interessato della vicenda e ora che invierà i suoi giornalisti sul territorio cinese, altri Vip che non sono troppo allineati col regime potrebbero approfittare di quelle telecamere per denunciare ciò che non va. Per questo, scrivono sempre  media statunitensi, la Cyberspace Administration of China setaccerà soprattutto i profili di sportivi, attori e musicisti.

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