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Hera al via. La nuova autorità europea avrà un budget di 6 miliardi

Hera

Come una specie di protezione civile comunitaria, assicurerà lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di medicinali, vaccini e altri dispositivi medici. Dopo la delusione per Ema, l’Italia scalpita per ospitare gli uffici di Hera

Come anticipato da Policy Maker nei giorni scorsi, va definendosi l’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (Hera), il cui scopo, come lascia intuire il nome, sarà quello di prevenire, rilevare e rispondere rapidamente alle emergenze sanitarie. Hera dovrà insomma garantire un intervento tempestivo e soprattutto coordinato tra tutti i 27 Paesi membri dell’Unione, evitando che si ripeta quanto visto nella primavera 2020, quando l’Italia fu lasciata sola ad affrontare il Covid-19, senza mascherine, camici e respiratori.

 

Hera, come spiegato nella nota della Commissione, lavorerà attraverso l’analisi di macrodati, ovvero la raccolta di informazioni e la costruzione delle necessarie capacità di risposta. Come una sorta di protezione civile comunitaria, assicurerà lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di medicinali, vaccini e altri dispositivi medici. Hera si coordinerà con l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che ha pochissimi poteri e poco personale ed Ema, l’Agenzia europea del farmaco. E visto che Milano ha recentemente perso la sede dell’Ema, ma è situata nella Regione che più di ogni altra ha fatto i conti con il Covid, potrebbe ora chiedere di essere scelta per gli uffici di Hera.

Prima di una eventuale crisi sanitaria, nella “fase di preparazione”, Hera lavorerà a stretto contatto con altre agenzie sanitarie nazionali e dell’Ue, l’industria e i partner internazionali per migliorare la preparazione dell’Ue alle emergenze sanitarie. Hera effettuerà valutazioni delle minacce e raccolta di informazioni, svilupperà modelli per prevedere un focolaio e, entro l’inizio del 2022, identificherà e agirà su almeno tre minacce ad alto impatto e affronterà eventuali lacune nelle contromisure mediche.

 

“Non abbiamo tempo da perdere. La portata delle potenziali minacce” sanitarie “che affrontiamo è tale che la nostra risposta deve essere ambiziosa. Per dirlo chiaramente, avevamo bisogno di Hera ieri. Ecco perché la nostra nuova autorità inizierà i suoi lavori da oggi. Investire in salute è un investimento nel nostro futuro”, ha commentato la commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, presentando Hera. “Faremo in modo che Hera disponga della necessaria potenza finanziaria: sei miliardi di euro nei prossimi sei anni” dal bilancio Ue, ha sottolineato. “Questo aumenta a quasi 30 miliardi di euro se si tiene conto degli investimenti in sicurezza sanitaria, preparazione e risposta attraverso altri programmi dell’Ue. E sarà incrementata ancora di più se consideriamo gli investimenti fatti a livello nazionale e se facciamo leva sul coinvolgimento del settore privato”, ha spiegato la commissaria. “Dopo quasi due anni caratterizzati da una pandemia devastante, Hera è un simbolo del cambiamento di mentalità in materia di politica sanitaria a cui tutti dobbiamo aderire, poiché agendo insieme siamo più forti e capaci di fare davvero la differenza per la sicurezza sanitaria dei nostri cittadini”.

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