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La vita di Navalny è appesa a un filo?

Navalny

Se Navalny muore “ci saranno conseguenze” per la Russia, promettono gli Usa di Biden. Anche l’Ue si schiera dalla parte del nemico numero uno di Putin che secondo i medici potrebbe morire da un momento all’altro

Il dissidente russo, Alexei Navalny, nemico numero uno del presidente Vladimir Putin, dopo essere sopravvissuto all’avvelenamento da Novichok lo scorso agosto, fino a poche ore fa si trovava in pessime condizioni di salute nella colonia penale di Pokrov, a circa 100 km da Mosca.

Adesso il servizio stampa del Servizio Penitenziario Federale russo (FSIN) ha fatto sapere che l’oppositore è stato trasferito nel reparto ospedaliero della colonia penale IK-3 specializzato nell’osservazione medica dei detenuti.

IL TRASFERIMENTO NELLA COLONIA IK-3

“Il trasferimento alla colonia penale IK-3 è un trasferimento alla stessa colonia di tortura, solo con un grande ospedale, dove vengono trasferiti i malati gravi. E questo va inteso come il fatto che le condizioni di Navalny sono peggiorate così tanto che persino la colonia della tortura lo ammette”.

Lo ha scritto su Twitter Ivan Zhdanov, direttore del Fondo Anticorruzione. “È abbastanza chiaro che ora ci viene data una sorta di ‘buona notizia’ sulle condizioni di Alexey prima della protesta. Non fatevi ingannare: possiamo ottenere le vere informazioni solo dagli avvocati”, ha aggiunto.

Zhdanov fa riferimento ai sostenitori di Navalny che hanno proclamato grandi manifestazioni in varie città per mercoledì prossimo, giorno in cui Putin terrà l’abituale discorso alla nazione.

LE CONDIZIONI DI SALUTE DI NAVALNY

Navalny, che da giorni ha iniziato uno sciopero della fame per ottenere cure mediche adeguate, secondo i familiari ha perso 15 chili. Un’equipe di medici, che citano un documento clinico, sostengono che “potrebbe morire da un momento all’altro” a causa di una insufficienza renale che potrebbe causare un arresto cardiaco.

Già gli avvocati dell’oppositore avevano parlato nei giorni scorsi di un aggravarsi del suo stato di salute. Navalny lamentava, infatti, un forte dolore alla schiena e una perdita della sensibilità a mani e gambe causata da di due ernie spinali aggravate da problemi respiratori e dallo sciopero della fame.

LA VERSIONE DI MOSCA

Mosca però nega e afferma, anzi, “che non è in pericolo”. E non mancano le iniziative per rassicurare Stati Uniti ed Europa – ma anche per screditare Navalny. L’ambasciatore russo in Gran Bretagna, Andrej Kelin, in un’intervista alla Bbc ha dichiarato che il dissidente “si comporta come un hooligan; oggi gli fa male una gamba, domani un braccio. Tenta di violare tutte le regole per farsi pubblicità”. Ha anche aggiunto che il detenuto è stato visitato in ospedale e che “non morirà in prigione”.

Sono poi stati diffusi anche due video che mostrano in uno un detenuto che dorme tranquillamente e nell’altro un uomo che esegue senza problemi delle flessioni a terra. I media russi fanno sapere che si tratta di Navalny, anche se in realtà non lo si vede mai in faccia.

LE CONSEGUENZE PER LA RUSSIA

Sia gli Stati Uniti che l’Europa oltre ad aver espresso preoccupazione hanno chiarito al Cremlino che quello che accadrà a Navalny è una loro responsabilità. Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, ha detto che “ci saranno conseguenze” per la Russia se l’oppositore dovesse morire in prigione. Se la situazione dovesse precipitare, ci si aspetta quindi che dopo aver dato del “killer” a Putin, ora Biden passi all’azione.

Leggi anche: Chi è Alexei Navalny, la mente della rivoluzione russa contro Putin

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