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Musk, Zuckerberg, Bezos e non solo: i 12 super-ricchi che valgono metà del mondo. Il report Oxfam

Sono le 12 persone più facoltose al mondo: insieme controllano patrimoni per oltre oltre 2.600 miliardi di dollari. Nell’elenco figurano naturalmente tutti i big delle aziende tech statunitensi, ma anche un miliardario francese. Tutti i nomi e i rischi della sperequazione secondo Oxfam

Tempi magri per chi spera che il mondo riesca una volta per tutte a redistribuire la sua immensa ricchezza, tendendo una mano ai più poveri. Mentre i patrimoni dei super-ricchi aumentano a un ritmo 3 volte superiore alla media degli ultimi 5 anni, la metà fragile della popolazione mondiale fatica ad accumulare risparmi, al punto che una dozzina di uomini, i più facoltosi sul pianeta, controlla risorse superiori a quelle in mano a oltre 4 miliardi di persone.

Lo denuncia Oxfam al World Economic Forum a Davos: i rischi, quando oltre 3.000 miliardari controllano 18,3 trilioni di dollari, sono ripercussioni non solo sull’economia ma anche sul funzionamento della politica.

LA FORBICE SEMPRE PIÙ AMPIA

I miliardari sono sempre più ricchi. Lo dice il nuovo rapporto di Oxfam, intitolato “Nel baratro della disuguaglianza. Come uscirne e prendersi cura della democrazia”, presentato all’apertura del World Economic Forum a Davos. Non solo. Le fortune dei miliardari sono cresciute a un ritmo tre volte più veloce rispetto ai cinque anni precedenti, dall’elezione di Donald Trump nel novembre 2024.

I miliardari statunitensi sono quelli che hanno registrato la crescita più rapida dei patrimoni. Sempre secondo il rapporto il numero di miliardari ha superato per la prima volta quota 3.000 e il loro livello di ricchezza è ad oggi più alto che in qualsiasi altro momento storico. Nel frattempo, una persona su quattro nel mondo soffre la fame. Questi 3.000 miliardari detengono 18.300 miliardi di dollari di ricchezza netta complessiva dopo un incremento di 2.500 miliardi in un solo anno. I 12 individui più facoltosi al mondo controllano patrimoni che superano 2.600 miliardi di dollari combinati, più di quanto posseduto dalla metà più fragile della popolazione mondiale, circa 4,1 miliardi di persone.

CHI SONO I PAPERONI

I primi 12 uomini più ricchi nel pianeta appartengono quasi tutti al settore tecnologico Usa. A dominare la classifica di Bloomberg sono infatti le Big Tech americane. Primo in classifica Elon Musk, poi Larry Page, segue Sergey Brin, Jeff Bezos, Larry Ellison, Mark Zuckerberg, Steve Ballmer, Jensen Huang, Warren Buffett, Jim Walton e Rob Walton. L’unico europeo in cima (al nono posto) è Bernard Arnault, magnate francese del lusso al vertice di LVMH. I primi sette della classifica provengono da imprese tecnologiche o collegate a Internet e software. Grazie anche al boom dell’Intelligenza Artificiale che nel 2025 ha trainato la crescita facendo arricchire le Big Tech che hanno aumentato la loro ricchezza complessiva di oltre 550 miliardi di dollari grazie agli investimenti nel settore. Musk è in testa con più di 62 miliardi di dollari da inizio anno a oggi, poi i fondatori di Google, Amazon, Oracle e il numero uno di Meta al sesto posto.

UN PROBLEMA POLITICO

Come scrive il rapporto, a rischio sono gli stessi meccanismi democratici. C’è un legame diretto tra concentrazione di ricchezza estrema ed erosione della democrazia. Quando un miliardario usa la propria ricchezza per comprare un politico, influenzare un governo, possedere un giornale o una piattaforma di social media, o per mettere al bando qualsiasi opposizione  queste azioni compromettono il progresso e l’equità a discapito delle maggioranze. E’ un potere che conferisce ai miliardari il controllo sul nostro futuro, “minando la libertà politica e i diritti di tutti”. Nel rapporto si afferma che miliardari hanno probabilità “enormemente superiori rispetto ai cittadini comuni di occupare ruoli decisionali”, e che “proprietari di grandi gruppi mediatici con forti interessi economici amplificano narrative favorevoli agli interessi delle élite”.

2025: L’ANNO DELLE ÉLITE

Nel dossier il 2025 è presentato come l’anno in cui l’aumento della ricchezza dei miliardari ha coinciso con l’attuazione di politiche favorevoli alle stesse élite. Si tratta di una tendenza globale in atto sia in Usa che in Europa. La riduzione della pressione fiscale sugli ultra-ricchi e l’indebolimento degli sforzi internazionali per una tassazione minima delle grandi multinazionali hanno fatto il resto. Senza interventi mirati, avverte l’Oxfam, le disuguaglianze aumenteranno e metteranno a rischio la stabilità sociale e l’integrità delle istituzioni democratiche.

LE POLICY CONTRO LE DISUGUAGLIANZE

Per invertire questa tendenza, Oxfam propone una serie di interventi di policy. Tra questi: una tassazione più progressiva dei super-ricchi, incluso l’inasprimento di imposte sulla ricchezza e sulle grandi eredità; l’abolizione dei paradisi fiscali e l’attuazione di accordi multilaterali per evitare l’elusione e il rafforzamento di servizi pubblici essenziali come istruzione, sanità e protezione sociale nei paesi più fragili.

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