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Nuovo Fronte Popolare: cos’è e come vuole fermare il Rassemblement National

Melenchon Nuovo Fronte Popolare

Il Nuovo Fronte Popolare è la seconda forza politica in Francia dietro il Rassemblement National. Insieme a Ensemble, la formazione macroniana, ha attuato una rete di desistente per frenare il partito di Le Pen e Bardella.

In origine fu Leon Blum che, con il Fronte Popolare di comunisti, socialisti e radicali, al grido di “pane, pace, libertà”, mise al riparo la Francia dai venti del nazionalismo che soffiavano in Europa negli anni ’30.

Oggi a provarci è il Nuovo Fronte Popolare, l’alleanza progressista che va da La France Insoumise agli Ecologisti passando per Verdi e Comunisti, e che richiama proprio l’esperimento del 1936 e che durò per un paio di anni.

IL GIOCO DELLE DESISTENZE: NON CORRISPONDE A UN’ALLEANZA

Nel 2024 l’obiettivo è frenare l’avanzata del Rassemblement National, il partito di Marine Le Pen e Jordan Bardella che al primo turno delle elezioni legislative è riuscito a raccogliere il 33,1% dei consensi. Subito dietro si è piazzato il Nuovo Fronte Popolare con il 28,6% e poi Ensemble al 20,9%. Questi ultimi due hanno messo in atto un piano di reciproche desistenze per sfavorire il Rassemblement National. Questi patti, che, come ha spiegato il Presidente Macron, non equivalgono a un’intesa politica, hanno fatto crollare il numero di “triangolari”, cioè di sfide a tre tra RN, NFP ed Ensemble, da 306 a 95, con il ritiro di 127 del Nuovo Fronte Popolare e 81 candidati di Ensemble.

CHI FA PARTE DEL NUOVO FRONTE POPOLARE

Attore centrale di questa rete è, dunque, il Nuovo Fronte Popolare. La coalizione nasce dalle ceneri della Nouvelle Union Populaire écologique et Sociale, la forza che aveva sostenuto la candidatura di Jean-Luc Mélenchon, leader di La France Insoumise, nella campagna presidenziale del 2022. La decisione del presidente Macron di indire le elezioni legislative all’indomani del voto delle europee ha preso alla sprovvista anche il fronte progressista che ha fatto ricorso all’esperienza del 2022 per farsi argine rispetto al partito di Le Pen e Bardella. Del Nuovo Fronte Popolare fanno parte il Partito socialista, gli Ecologisti, il Partito comunista, La France Insoumise di Mélenchon, Place Publique e altre piccole formazioni politiche della galassia progressista francese. Il partito di Mélenchon ha proposto tra i suoi candidati diversi esponenti della società civile, dei sindacati e delle ong.

LE PROPOSTE POLITICHE DEL NUOVO FRONTE POPOLARE

Il programma elettorale del Nuovo Fronte Popolare prevede un piano d’azione che vuole contrastare l’impoverimento delle classi più svantaggiate. In una prima fase, emergenziale, Il NFP avanza proposte radicali contro l’esclusione sociale e la povertà. Quindi, prima di tutto, congelamento dei prezzi dell’energia (con il blocco dell’aumento del prezzo del gas a partire dal 1 luglio), dei beni di prima necessità, innalzamento del salario minimo e dell’assegno di disoccupazione a 1600 euro al mese. In una seconda fase arriverebbero le politiche redistributive, l’aumento della progressività delle tasse in base al reddito, l’indicizzazione dei salari all’inflazione e la riforma della patrimoniale sull’eredità. Tutte proposte che spaventano l’elettorato macroniano e che danno un’idea di quanto sarà complesso il quadro delle alleanze a partire dall’8 luglio.

LE DIATRIBE ALL’INTERNO DEL NUOVO FRONTE POPOLARE

Ma la situazione è tesa anche all’interno del Nuovo Fronte Popolare. I leader dei due maggiori partiti della coalizione, Mélenchon e il socialista Raphaël Glucksmann, non si amano mentre il segretario del Partito Comunista Fabien Roussel è stato battuto al primo turno da un candidato del Rassemblement National. Al momento è la leader degli ecologisti francesi, Marine Tondelier, a tenere le redini dell’alleanza.  

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