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Politica estera. Tutti gli appuntamenti di questa settimana (14-20 dicembre)

Politica Estera

Covid-19, Onu, Ufo, Fed, WTO, incontro a Vienna sull’Iran e conferenza stampa di fine anno di Putin. Delicati i dossier su Brasile, Nagorno-Karabakh, Etiopia, Iran e Stati Uniti. Tutti gli appuntamenti di politica estera della settimana secondo Foreign Policy

Tutti gli appuntamenti di politica estera della settimana dal 14 al 20 dicembre secondo Foreign Policy.

Lunedì 14 dicembre

STATI UNITI – Il Centro di Studi Strategici e Internazionali (CSIS) ospita una discussione virtuale con Anthony Fauci, direttore dell’Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive (NIAID).

ONUKelly Craft, ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, si rivolge alla Heritage Foundation.

STATI UNITI – La Unidentified Aerial Phenomenon Task Force presso l’Office of Naval Intelligence (Ufficio dell’Intelligence Navale) presenta le sue scoperte su fenomeni aerei non identificati e minacce per l’esercito statunitense.

Martedì 15 dicembre

FRANCIA – Inizio allentamento delle misure restrittive previste dal secondo lockdown in Francia.

Mercoledì 16 dicembre

STATI UNITI – La Federal Reserve degli Stati Uniti prende la sua decisione sull’aumento, l’abbassamento o il mantenimento dei tassi d’interesse statunitensi. Segue una conferenza stampa guidata dal presidente della Fed Jerome Powell.

WTO – Inizia la riunione di due giorni del Consiglio Generale del WTO, l’organo decisionale di più alto livello dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Prevista la discussione sulla proposta di rinunciare ai diritti di proprietà intellettuale per i vaccini e le terapie COVID-19.

IRAN – I firmatari dell’accordo nucleare con l’Iran si riuniscono a Vienna.

Giovedì 17 dicembre

RUSSIA – Il presidente russo Vladimir Putin tiene la conferenza stampa annuale di fine anno.

Venerdì 18 dicembre

STATI UNITI – Il Senato degli Stati Uniti si aggiorna (anche se è possibile una proroga).

DOSSIER STATI UNITI

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha di nuovo avvertito che avrebbe posto il veto al disegno di legge che autorizza il bilancio della difesa degli Stati Uniti, questa volta perché è troppo morbido sulla Cina. “IL PIÙ GRANDE VINCITORE DEL NOSTRO NUOVO DISEGNO DI LEGGE SULLA DIFESA È LA CINA! METTERÒ IL MIO VETO!”, ha twittato Trump domenica. Il budget proposto di 740,5 miliardi di dollari, che è stato approvato sia dai Democratici che dai Repubblicani alla Camera e al Senato, è circa tre volte più grande di quello della Cina. La Casa Bianca ha rifiutato di approfondire il motivo per cui Trump ha fatto riferimento alla Cina nel tweet.

DOSSIER ETIOPIA

Il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha respinto l’offerta del primo ministro sudanese Abdalla Hamdok di mediare tra il governo etiope e il Tigray People’s Liberation Front (TPLF). La Reuters riferisce che Abiy ha rifiutato l’offerta perché il suo governo sostiene che tutti i combattimenti sono cessati una volta che le forze governative hanno preso la capitale del Tigray Makallé, anche se il TPLF sostiene che gli scontri stanno continuando sulle montagne che circondano la città. Abiy aveva descritto la visita di Hamdok come un viaggio di due giorni, ma Hamdok ha lasciato l’Etiopia nel giro di poche ore. Le Nazioni Unite stimano che quasi 50.000 etiopi siano fuggiti in Sudan dall’inizio della campagna di Abiy contro la TPLF.

DOSSIER IRAN

Le nazioni europee si sono ritirate da un forum economico Europa-Iran per protestare contro l’esecuzione del giornalista dissidente Rouhollah Zam durante il fine settimana. Zam era stato rapito in Iraq e portato in Iran per affrontare l’accusa di fomentare il dissenso durante le manifestazioni antigovernative del 2017. Anche il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif avrebbe dovuto partecipare al forum, che ora è stato cancellato. L’Iran ha convocato l’ambasciatore tedesco a Teheran per discutere le azioni europee.

DOSSIER NAGORNO-KARABAKH

L’Armenia e l’Azerbaigian si accusano a vicenda di aver infranto il cessate il fuoco, stabilito il mese scorso da entrambe le parti nel Nagorno-Karabakh. Il ministero della difesa dell’Azerbaigian ha riferito che quattro soldati azeri sono stati uccisi nelle ultime settimane, mentre l’Armenia ha detto che sei delle loro unità sono state ferite mentre difendevano quella che è considerata una porzione di terra armena, secondo i termini dell’ultimo cessate il fuoco.

DOSSIER BRASILE

Anche se un giornale locale accusa la sua “negligenza omicida” di fronte alla pandemia del coronavirus, il presidente brasiliano Jair Bolsonaro sta registrando indici di gradimento record. Un recente sondaggio dell’istituto brasiliano Datafolha ha rilevato che il 37% dei brasiliani vede il suo governo come “grande o buono”, mentre il numero che lo vede come “cattivo o terribile” raggiunge al massimo il 32%. Il solido consenso di Bolsonaro è probabilmente dovuto al sostegno in denaro offerto ai residenti a basso reddito colpiti dalla pandemia, che Bolsonaro ha recentemente esteso fino alla fine dell’anno.

Cosa è successo la scorsa settimana in politica estera

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