Fact Checking

Le reali condizioni di lavoro dei giornalisti italiani? L’Agcom apre una consultazione pubblica

giornalisti agcom

Reddito, tutele, competenze digitali, fact-checking, fake news e intimidazioni. L’Agcom vuole sapere le reali condizioni di lavoro dei giornalisti italiani, per poi sottoporle al Governo e al Parlamento. Ecco i dati raccolti dall’ultima indagine dell’Osservatorio sul Giornalismo e i quesiti aperti a tutti i giornalisti (e come fare per partecipare)

A partire dai risultati della terza edizione dell’Osservatorio sul Giornalismo, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni intende acquisire, aprendo una consultazione pubblica di 60 giorni, commenti, osservazioni, elementi di informazione e documentazione concernenti le reali condizioni in cui quotidianamente i principali attori del mondo dell’informazione lavorano al fine di avviare insieme un tavolo di confronto le cui conclusioni saranno sottoposte all’attenzione del Governo e del Parlamento.

LE CONDIZIONI DI LAVORO DEI GIORNALISTI

L’Autorità, pertanto, invita le parti interessate a far pervenire le proprie memorie in merito alle principali tematiche inerenti la condizione attuale dei giornalisti e delle testate giornalistiche, la formazione di professionisti e freelance, il futuro della professione, al fine di delineare una strategia di tutela e sostegno della filiera dell’informazione attraverso l’individuazione di appropriate forme di intervento regolamentare e/o proposte di politica di settore.

IL PROBLEMA DEL REDDITO

I dati della terza edizione dell’Osservatorio sul Giornalismo confermano le profonde e strutturali differenze in termini di reddito tra giornalisti freelance e dipendenti, e quindi una condizione del mercato del lavoro “insider–outsider”. Inoltre, da un lato tali differenze strutturali si ripropongono anche nell’analisi della distribuzione dei giornalisti attivi nelle fasce reddituali a seconda dell’età, dall’altro lato la precarietà della condizione lavorativa è evidente soprattutto nelle nuove testate (in particolare quelle esclusivamente digitali), che raccolgono la gran parte dei giovani professionisti, e che sono caratterizzate da un modello organizzativo fondato su redazioni cd. flessibili. QUESITO: Si invitano, pertanto, i partecipanti alla consultazione pubblica a far pervenire commenti, osservazioni, elementi di informazione e documentazione riguardanti l’accesso alla professione, la remunerazione dell’attività e i rapporti contrattuali, delineando possibili soluzioni in via regolamentare e di politica di settore.

LO SVUOTAMENTO DELLE REDAZIONI

Il progressivo “svuotamento” delle redazioni, aggravatosi nel periodo del lockdown, rischia ormai di diventare strutturale con la conseguente perdita di professionalità che si riflette inevitabilmente sulla produzione dei contenuti. Nel contempo la formazione delle nuove leve giornalistiche all’interno delle redazioni e dei 2 freelance, a cui ci si affida con sempre maggiore frequenza, non sembra essere molte volte adeguata e necessita di un supplemento di formazione che l’accesso alla professione non sempre garantisce. QUESITO: Si invitano, pertanto, i partecipanti alla consultazione pubblica a far pervenire commenti, osservazioni, elementi di informazione e documentazione riguardanti le condizioni reali di vita nelle redazioni e proposte su come il “vecchio praticantato” possa essere superato con una formazione più idonea, delineando possibili soluzioni in via regolamentare e di politica di settore.

LA MANCANZA DI COMPETENZE DIGITALI

I dati della terza edizione dell’Osservatorio sul Giornalismo hanno evidenziato una bassa propensione dei giornalisti allo svolgimento di attività innovative di web journalism e un livello medio di competenza digitale non particolarmente elevato, soprattutto con riferimento alla qualità di uso degli strumenti digitali. Inoltre, ai professionisti dell’informazione manca un livello di conoscenza specialistica (inteso in particolare in termini di formazione accademica) adeguato alla copertura di fatti ed eventi economici, finanziari, scientifici e tecnologici, che infatti ricevono una copertura minore in termini di produzione di contenuti informativi. QUESITO: Si invitano, pertanto, i partecipanti alla consultazione pubblica a far pervenire commenti, osservazioni, elementi di informazione e documentazione riguardanti gli aspetti relativi alla formazione (continua) dei giornalisti, delineando possibili soluzioni in via regolamentare e di politica di settore.

TEMPI E MODI DI DARE NOTIZIE

Tempi e modi di produzione delle notizie sono cambiati radicalmente nel giro di pochi anni così come i canali di diffusione delle notizie si sono moltiplicati indebolendo la capacità di verifica di fonti che non siano istituzionali. In tal senso, risultano evidenti i rischi sulla tenuta di alcune testate, che potrebbero comprimere il pluralismo dell’informazione, proprio mentre si moltiplicano le testate digitali di cui è difficile conoscere la condizione lavorativa. QUESITO: Si invitano, pertanto, i partecipanti alla consultazione pubblica a far pervenire commenti, osservazioni, elementi di informazione e documentazione riguardanti gli aspetti relativi ad una maggiore tutela del pluralismo dell’informazione, delineando possibili soluzioni in via regolamentare e di politica di settore.

FACT-CHECKING E FAKE NEWS

L’indagine sulla professione giornalistica durante l’emergenza COVID-19 ha evidenziato come i giornalisti non siano pienamente pronti ad assumere un ruolo di certificatori delle notizie di qualità, visto che attività di debunking e analisi scientifica delle fake news sono state effettuate in maniera meno consistente rispetto alla sola verifica dei contenuti falsi. D’altronde, siti di fact-checking e fonti open e scientifiche non sono risultate tra le fonti più utilizzate nello 3 svolgimento dell’attività giornalistica, anche durante l’emergenza COVID-19. QUESITO: Si invitano, pertanto, i partecipanti alla consultazione pubblica a far pervenire commenti, osservazioni, elementi di informazione e documentazione riguardanti gli aspetti relativi al contrasto del fenomeno della disinformazione e alla promozione di contenuti di qualità (attraverso ad esempio il ricorso al fact-checking), delineando possibili soluzioni in via regolamentare e di politica di settore.

LA GEOGRAFIA DEI GIORNALISTI

La distribuzione geografica dei giornalisti, anche quando rapportata al numero di giornalisti per testata in ogni Regione, testimonia una forte carenza di professionisti in alcune testate a carattere locale, che può comportare effetti negativi su qualità e pluralismo dell’informazione a livello regionale e provinciale. Inoltre, l’ampio ricorso alle fonti istituzionali, e, nel caso dell’emergenza COVID-19, a singole personalità del mondo scientifico, testimoniano una scarsa rappresentazione di numerosi attori e soggetti emergenti della società (pluralismo sociale). QUESITO: Si invitano, pertanto, i partecipanti alla consultazione pubblica a far pervenire commenti, osservazioni, elementi di informazione e documentazione riguardanti gli aspetti relativi alle carenze formative e produttive soprattutto nelle testate a carattere locale, delineando possibili soluzioni in via regolamentare e di politica di settore.

DIRITTO D’AUTORE

Non da oggi la tutela del diritto d’autore e della riproduzione riservata degli articoli al fine di salvaguardare il pluralismo dell’informazione e garantire un riconoscimento a chi investe e produce sui contenuti sono al centro di un braccio di ferro tra editori e “rassegnisti”, che ha avuto risvolti anche sul fronte giudiziario. QUESITO: Si invitano, pertanto, i partecipanti alla consultazione pubblica a far pervenire commenti, osservazioni, elementi di informazione e documentazione in materia di diritto d’autore delineando possibili soluzioni in via regolamentare e di politica di settore.

MINACCE E INTIMIDAZIONI

Ulteriori aspetti di criticità che verranno analizzati dall’Autorità in successivi e specifici approfondimenti riguardano le minacce ai professionisti dell’informazione (attraverso, ad esempio, intimidazioni, avvertimenti anche via web, querele pretestuose), nonché le tematiche di genere legate alla professione e alla produzione informativa. QUESITO: Si invitano, pertanto, i partecipanti alla consultazione pubblica a far pervenire commenti, osservazioni, elementi di informazione e documentazione riguardanti gli aspetti relativi alle minacce alla professione nonché alle questioni relative alla 4 rappresentatività di genere nel mondo dell’informazione, delineando possibili soluzioni in via regolamentare e di politica di settore.

COME RISPONDERE ALLA CONSULTAZIONE

I soggetti interessati potranno far pervenire le loro osservazioni e ogni altra documentazione in forma scritta via mail, scrivendo all’indirizzo osservatoriogiornalismo@agcom.it, entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del presente documento. Sarà inoltre possibile richiedere, a valle dell’invio di documentazione in forma scritta, di svolgere un’audizione (in modalità virtuale) con gli Uffici competenti dell’Autorità. L’Autorità avvierà quindi incontri con gli stakeholder per raccogliere proposte e intraprendere un confronto sulle principali problematiche del settore, anche al fine di sviluppare indicazioni utili al potere legislativo e avanzare proposte al Governo con l’obiettivo di tutelare e rinnovare la professione giornalistica in Italia.

Per qualsiasi richiesta di informazioni o delucidazioni in merito alla procedura e ai contenuti della consultazione pubblica, curata dal Servizio Economico-Statistico, è possibile rivolgersi a segreteria.ses@agcom.it.

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