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Caro bollette, cosa fanno i Paesi europei per combattere l’aumento dei prezzi di luce e gas

Caro Bollette

Tutte le nazioni europee si muovono per mitigare gli effetti del caro bollette. Ecco cosa fanno Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna

A seguito dell’ultimo intervento del governo, la somma messa sul piatto dall’esecutivo italiano nel tentativo di attutire gli effetti del caro bollette ha raggiunto il ragguardevole plafond di 5,8 miliardi, più della metà dei quali destinati all’azzeramento degli oneri di sistema per il secondo trimestre dell’anno in corso. Cosa succederà dopo è impossibile saperlo, ma visto che nel mentre la Russia ha invaso l’Ucraina, è facile immaginare che il costo dell’energia continuerà a salire, dunque il governo dovrà nuovamente intervenire. Per le famiglie che hanno diritto ad accedere al bonus sociale luce e gas si punta all’azzeramento dell’aumento dell’energia, con uno stanziamento da 500 milioni di euro. Altra mossa attesa è la riduzione al 5% l’Iva sul gas (590 milioni), cui si accompagna, lato imprese, la previsione di 1,2 miliardi di crediti di imposta e semplificazioni e stanziamenti per l’accelerazione sulle rinnovabili e per l’aumento della produzione e lo stoccaggio del gas naturale. Ma come si stanno muovendo gli altri Paesi europei nel tentativo di disinnescare il caro bollette?

CARO BOLLETTE, LA FRANCIA IMPONE PREZZI CALMIERATI

In Francia, l’intervento più forte si è concretizzato nella richiesta rivolta al maggiore produttore e fornitore di energia elettrica, EDF, di vendere più elettricità ai concorrenti a un prezzo calmierato. La tariffa regolata del gas è stata bloccata a ottobre 2021 e sarà sbloccata solo a giugno 2022. Sul fronte della bolletta della luce, invece, il governo ha ridotto le tasse. Parallelamente, il governo francese prevede di vagliare entro il 2023 i progetti di nuove centrali nucleari con l’obiettivo di farle entrare in funzione ben prima del 2040.

LA SPAGNA AZZERA LA TASSA SULL’ELETTRICITA’

In Spagna, il governo ha praticamente azzerato la “tassa speciale sull’elettricità” sul costo della bolletta, crollata dal 5,1% allo 0,5%, mentre l’equivalente della nostra IVA è stata ridotta dal 21% al 10% per i clienti con contatori della luce di potenza inferiore a 10 kW a condizione che il prezzo medio mensile di mercato sia superiore a 45 euro/MWh. Inoltre il bonus sociale per le famiglie a basso reddito è stato più che raddoppiato, passando dal 25% al 60% per i consumatori vulnerabili e dal 40% al 70% per altre categorie tutelate.

LA GERMANIA PENSA A PENSIONARE LA TASSA PRO RINNOVABILI

In Germania, il nuovo governo ha dimezzato la tassa “EEG-Umlage” che serve a finanziare lo sviluppo di fonti rinnovabili, scesa da 6,5 a 3,72 centesimi/kWh e il dibattito politico verte perfino sulla sua eliminazione già nel mese di luglio, vale a dire un anno e mezzo prima di quanto inizialmente previsto per favorire la transizione energetica ed ecologica. Ciò comporterebbe, nel 2022, un risparmio di circa 89 euro per famiglia.

IN GRAN BRETAGNA FONDO DA 500 MILIONI DI STERLINE

Al di là della Manica, in Gran Bretagna, il governo Tory di Boris Johnson ha istituito un fondo da 500 milioni di sterline come bonus sociale che prevede anche una riduzione di 200 sterline che dovrà essere ripagato a rate a partire da aprile 2023.

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