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Come stanno i partiti politici? Girotondo di sondaggi e commenti

Euromedia Research Sondaggi

Secondo Euromedia Research di Alessandra Ghisleri per La Stampa, “la luna di miele con il presidente del Consiglio e il suo governo non è finita” ma l’indice di fiducia sull’esecutivo scende sotto al 40%. Anche tra le opposizioni, però, continua il calo delle percentuali di consenso

A due settimane dal nuovo anno, conclusa la definizione della prima Manovra e archiviate le relative polemiche, i nuovi dati sullo stato di salute del Governo Meloni e dei partiti di opposizione lascia spazio a letture diverse. Alcune che mettono in risalto il calo dei consensi in favore dell’esecutivo per via dei ripensamenti sul caro carburanti. Altre, invece, sottolineano la resistente popolarità della coalizione uscita vittoriosa dal voto dello scorso 25 settembre, spostando le critiche sul fronte delle opposizioni.

IL SONDAGGIO EUROMEDIA RESEARCH: LA SFIDA PER IL GOVERNO

Una buona ed equilibrata sintesi delle due polarizzazioni, nonché base originale delle stesse, è il sondaggio Euromedia Research condotto da Alessandra Ghisleri per La Stampa ieri. Il quotidiano diretto da Massimo Giannini ha titolato sull’effetto del caro benzina nell’opinione degli italiani, evidenziando la bocciatura al decreto da parte di metà dei sondati.

“La luna di miele con il presidente del Consiglio e il suo governo non è finita. Tuttavia, per la seconda rilevazione nelle prime settimane dell’anno l’indice di fiducia della premier e del suo governo calano attestandosi ad un livello inferiore al 40%”, specifica Alessandra Ghisleri. “Giorgia Meloni registra un 38,5% (-1,4% in 20 giorni) e il suo esecutivo il 36,7% (-2,5%). Ancora il suo risultato come leader di partito è il più alto nel confronto con i suoi competitor”.

Certo, ci sono già ostacoli per la maggioranza di destra: “l’inflazione, il carovita, il potere d’acquisto, stanno mordendo il portafoglio degli italiani e il ritorno delle accise sui carburanti” sono gli elementi che compongono le preoccupazioni della popolazione. “Il dato che colpisce è che tra coloro che bocciano l’Esecutivo si riscontrano anche il 15% degli elettori della Lega, l’11,8% di quelli di Fratelli d’Italia e ben un sostenitore su 3 per Forza Italia”, specifica la rilevazione.

I PARTITI DELLA DESTRA VISTI DA ALESSANDRA GHISLERI

Guardando nel dettaglio ai partiti della coalizione che guida l’esecutivo, per Euromedia Research Fratelli d’Italia si assesta al 28,2% con un calo dello 0,4% rispetto a dicembre.

Il partito più forte rimane, al 32,2%, quello degli astenuti. Invece, “la Lega di Matteo Salvini registra un calo dello 0,7%, mentre Forza Italia dello 0,8”.

LO STATO DI SALUTE DELLE OPPOSIZIONI

Se la crisi legata alla questione delle accise pesa, il Pd rimane ben distante da FdI in termini di preferenze. Pur salendo dello 0,9%, si assesta sul 16,7%. Il M5S è al 17,5% e rimane stabile, come Azione-Italia Viva all’8%, mentre Verdi e Sinistra perdono lo 0,7% sotto al 2%.

COSA DICE TERMOMETRO POLITICO

Secondo Termometro Politico, citato dal Giornale,  “a fotografia scattata dalla rilevazione mette in evidenza la crescita di Fratelli d’Italia, che rispetto alla fine di dicembre sale dello 0,1% e si porta al 28,8%. Ben distanziato, di oltre 11 punti percentuali, il Movimento 5 Stelle”. Con Pd al 16,3%, stabile, e la Lega in crescita all’8,6%. Come Forza Italia, (+0,3% al 7,1%). E così, per il quotidiano diretto da Augusto Minzolini, “la narrativa anti-Meloni è ancora una volta smentita dai fatti”.

La coalizione al governo è al 44,5%, secondo la rilevazione TP presa a riferimento dal giornale fondato da Indro Montanelli, con 0,6 punti in più sul dato di fine anno. Mentre il calo va ascritto alle opposizioni, giù di mezzo punto al 47,5% rispetto a dicembre.

RENZI CONTESTA MELONI

Nelle ultimissime ore, intanto, dal mondo politico sono arrivate nuove dichiarazioni sulle mosse del governo attorno al problema delle accise. “Questo governo non supera il 2024. Troppo disunito, troppe polemiche, troppe tensioni. Quanto a Meloni premier dipenderà molto da lei. Ha fatto una lunga marcia in dieci anni. Nelle ultime settimane mi pare abbia ingranato la retromarcia su tutto. Per lei il 2023 sarà l’anno della verità”, ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Aggiungendo, però, che le opposizioni non stanno tanto meglio. “Lo dovrà affrontare senza il suo principale alleato [il 2023, Meloni, ndr], Enrico Letta. Senza la fallimentare strategia di Letta, Meloni non sarebbe mai arrivata a Chigi. Il congresso del Pd finalmente restituirà Enrico ai suoi studi parigini ma priverà Meloni del suo alleato più solido”. Il nuovo anno ha preso il via, intanto, e tutti i partiti hanno le loro sfide da affrontare.

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