Cosa sta succedendo sul Fondo di fine carriera dei calciatori e quali sono le accuse di Assocapp ad AIC e AIAC
Nel bel mezzo della corsa (l’ennesima) per la presidenza Figc, si riaccende il caso sul Fondo di fine carriera dei calciatori, lo strumento di accantonamento destinato a garantire un sostegno economico agli atleti al termine della loro attività agonistica.
Nel mirino di Assocapp ci sono Assocalciatori e Assoallenatori, ossia le componenti federali che hanno voltato le spalle a Giovanni Malagò, decidendo di appoggiare la candidatura di Adriano Galliani ai vertici della Federcalcio.
IL NODO DEL FONDO DI FINE CARRIERA
Il nodo del contendere è dove e come vengano investite le risorse del Fondo di accantonamento di indennità di fine carriera, alimentato dai contributi obbligatori versati dalle società e dai calciatori e allenatori professionisti in base a un accordo collettivo tra AIC e AIAC: il 6,25% è a carico dei club e l’1,25% dei tesserati, entro un massimale.
Il Corriere dello Sport fa il punto sulle cifre in ballo: “Il 30 giugno del 2025 il fondo ha incassato 534 milioni e ne ha erogati 349. Quanti tra i 185,6 milioni ancora da elargire (il 34,7% del totale) riguardano chi ha smesso di giocare, dunque chi avrebbe diritto a ricevere dei soldi, non è dato saperlo”.
COSA CONTESTA ASSOCAPP AD AIC E AD AIAC
L’offensiva è guidata dalla neonata associazione Assocapp, fondata da Beppe Dossena e da ex tesserati, tra cui Emiliano Viviano, che stanno provando a spezzare il duopolio AIC/AIAC. Assocapp punta il dito contro il modello di gestione del Fondo e la concentrazione di potere costruita nel tempo dalle due storiche sigle sindacali, accusate di scarsa trasparenza.
Prosegue il Corriere dello Sport, sintetizzando efficacemente il cuore delle contestazioni di Assocapp: “quante posizioni mai liquidate hanno l’ultimo contributo oltre 10, 20 o 30 anni fa, e per quale importo? Il fondo avvisa chi smette? Che cosa significano le righe di importo negativo in alcuni estratti (versamenti entrati e poi usciti dal conto)? E ancora: con quali criteri il Consiglio decide gli avanzi da attribuire? A conti fatti, il fondo avrebbe destinato agli iscritti 34 centesimi ogni 100 euro. I costi netti, tra l’altro, sfiorerebbero il 50% sempre secondo le valutazioni di Assocapp. Da queste ricostruzioni inoltre emergerebbe come dal 2011 l’accredito medio sul saldo sia sceso dal 2,2% allo 0,37%”.
Un dato concreto riguarda le verifiche sulle singole posizioni. Secondo i dati forniti da Assocapp e riportati da Tuttomercatoweb, dopo avere esaminato 627 posizioni, il Fondo avrebbe comunicato a 95 iscritti l’importo netto delle indennità spettanti, per un totale di circa 1,2 milioni di euro ancora da versare. Su 612 richieste censite dall’associazione, 232 risultavano inoltre ancora senza risposta. Una ricostruzione che AIC ridimensiona, sostenendo che quasi tutti gli interessati avevano già riscosso almeno una volta l’indennità.
Inoltre, l’associazione guidata da Dossena critica la concentrazione di potere all’interno dell’ordinamento federale. Secondo l’associazione, AIC e AIAC, anche in virtù del riconoscimento come componenti della FIGC e del peso che ne deriva negli organi federali, finirebbero per ostacolare la nascita di una rappresentanza alternativa e una tutela realmente indipendente degli interessi dei calciatori e degli allenatori.
All’orizzonte si profila inoltre un altro terreno di confronto: quello dei diritti d’immagine, anche in relazione ai ricavi derivanti dal loro sfruttamento commerciale, per esempio nei videogiochi.
CHI C’È NEI CDA DEL FONDO DI FINE CARRIERA E DI SPORT INVEST: TUTTI I NOMI
La vicenda, piuttosto articolata, viene snocciolata con dovizia di particolari da Michele Spiezia per Storiesport. L’articolo mette a fuoco, tra le altre cose, la sovrapposizione sollevata da Assocapp di cariche tra i vertici delle due sigle sindacali negli organi di governance del Fondo di fine carriera, di AIC Service e di Sport Invest 2000.
Quest’ultima società, di cui il Fondo è socio unico, ha un capitale di oltre 31 milioni di euro e una complessa diversificazione patrimoniale “in titoli azionari, in immobili, in fondi, in azioni, in mutui” ed è guidata da diverse figure storiche e apicali del movimento calcistico e sindacale nazionale.
Quanto al Fondo, le due associazioni di categoria, AIC e AIAC, esprimono quattro consiglieri su sei e concorrono alla designazione del presidente, nominato poi dalla FIGC.
A presiedere l’ente è l’83enne avvocato genovese Leonardo Grosso, che ricopre contemporaneamente anche la carica di presidente e legale rappresentante di Sport Invest 2000. Nel consiglio di amministrazione di quest’ultima siedono, come ricostruisce Spiezia, “il vicepresidente e consigliere d’amministrazione” Renzo Ulivieri, da vent’anni presidente dell’associazione allenatori e direttore della scuola allenatori a Coverciano. Consigliere è anche Umberto Calcagno, da sei anni presidente AIC ed ex vice-vicario di Gravina in FIGC: è anche consigliere, amministratore delegato e vicepresidente di AIC Service srl. Un altro componente è Giannantonio Grazioli, anch’egli consigliere di Sport Invest, presidente, amministratore delegato e consigliere di AIC Service srl, direttore generale di AIC e dal 2019 coordinatore delle relazioni istituzionali del Club Italia. L’ultimo componente del cda è il commercialista Guido Amico di Meane£, amministratore unico della società Serie C Immobiliare srl, che in passato era stato presidente del collegio sindacale del fondo di garanzia delle società di Lega Serie C.
COS’È ASSOCAPP E CHI NE FA PARTE
Assocapp (Associazione dei Calciatori e Calciatrici, Allenatori e Allenatrici, Preparatori e Preparatrici Patrocinati) è l’entità associativa costituita ad aprile con l’obiettivo di tutelare gli interessi economici, normativi e previdenziali degli iscritti, promuovere la parità di genere nel settore e valorizzare la gestione dei diritti d’immagine e del personal branding.
Come detto, l’associazione vede al vertice Beppe Dossena, ex centrocampista della Nazionale italiana e campione del mondo nel 1982 con una carriera da allenatore e dirigente, in qualità di presidente pro tempore. La carica di vicepresidente pro tempore è ricoperta da Lorenzo Marronaro, ex calciatore, agente sportivo e intermediario, mentre l’incarico di direttore generale è affidato ad Andrea Ferrato. Nel gruppo dei soci fondatori e promotori figurano inoltre Emiliano Viviano, ex portiere della Nazionale e di diversi club di Serie A, e Luca Pellegrini, ex difensore e campione d’Italia con la Sampdoria nella stagione 1990-1991.
LA REPLICA DI AIC: LE LIQUIDAZIONI E I CONTI DEL FONDO
Come riporta Tuttomercatoweb.com, l’Assocalciatori respinge le contestazioni, sostenendo che le somme ancora presenti nelle posizioni individuali non corrispondano necessariamente a indennità non pagate. Secondo l’AIC, meno di una decina dei calciatori ai quali sono stati comunicati gli importi disponibili avrebbe poi richiesto la liquidazione. L’associazione ricorda inoltre che, durante gli incontri con le società, illustra ai tesserati come accedere gratuitamente a questo diritto. Meno del 2% delle persone che si sono rivolte ad Assocapp, sostiene, non avrebbe mai ritirato l’indennità: la maggioranza l’avrebbe incassata una seconda o terza volta dopo aver intrapreso anche una carriera da allenatore.
L‘AIC respinge anche le critiche sulla gestione di Sport Invest 2000. Il patrimonio immobiliare ammonterebbe a circa 33 milioni di euro, su un totale di 200 milioni, ed è prevista la vendita di un immobile a Milano per 18 milioni, con una plusvalenza di un milione da reinvestire nel Fondo. L’operazione ridurrebbe il patrimonio immobiliare a circa 15 milioni. Il patrimonio finanziario è affidato, secondo l’associazione, al primo family office in Italia. Il bilancio 2025-2026 dovrebbe chiudersi con un avanzo di gestione di 1,7 milioni, di cui oltre l’80% sarebbe distribuito agli iscritti. Mentre sui diritti d’immagine, Assocalciatori risponde che la cessione riguarda soltanto una quota limitata del diritto d’immagine individuale, utilizzabile quando l’immagine richiama la categoria nel suo complesso, e serve a finanziare l’attività dell’associazione.
In foto: a sinistra, Beppe Dossena; a destra, Renzo Ulivieri

