Galliani conquista allenatori e giocatori, Malagò si prende la Serie A: la mappa delle alleanze in vista della nuova assemblea elettiva Figc
Il valzer delle alleanze in Figc . Come noto, il commissario (di se stesso) Giovanni Malagò è insidiato dalla candidatura di Adriano Galliani, nel frattempo tesseratosi come dirigente accompagnatore per l’Enotria 1908. A promuoverla è Beppe Marotta, protagonista di una giravolta per certi versi clamorosa. Il presidente dell’Inter, principale sponsor di Malagò nella campagna post-Gravina, oggi lavora insieme a Luca Percassi contro l’ex numero uno del Coni e hprovando a convincere i club di Serie A a fare altrettanto.
Galliani incassa intanto il supporto di calciatori e allenatori – AIC e AIAC – e potrà contare quindi su un solido 30% di partenza in vista dell’assemblea elettiva del 14 dicembre. Saranno decisivi i voti delle altre componenti, e in particolare quello della Lega Nazionale Dilettanti, che nella precedente conta si schierò a favore del proprio presidente, l’ex sfidante di Malagò Giancarlo Abete.
AIC E AIAC CON GALLIANI
Associazione Calciatori e Associazione Allenatori cambiano dunque schieramento, consegnando il proprio 30% a Galliani, malgrado a giugno scorso avessero fatto parte del blocco a favore di Malagò.
Secondo il Corriere della Sera, dietro il cambio di orientamento, ci sarebbero i malumori dell’AIC per alcune decisioni assunte in autonomia da Giovanni Malagò: la scelta di Diana Bianchedi e Beppe Signori come capodelegazioni (Nazionale maggiore e Nazionale under 20). Ma soprattutto il mancato incarico di segretario generale della Federcalcio a Giancarlo Viglione, ancora in sospeso dopo l’uscita di Marco Brunelli .
CON CHI SI SCHIERA LA SERIE A
Il primo terreno di scontro è stato quello della Serie A, che esprime il 18% dei voti assembleari. Nonostante il pressing di Marotta, i club sono orientati a confermare la fiducia nei confronti di Malagò, sebbene con numeri ben inferiori rispetto a giugno, quando lo appoggiarono 19 società su 20.
A schierarsi inizialmente con il commissario sono state dieci società: Napoli, Roma, Lecce, Bologna, Monza, Fiorentina, Genoa, Torino, Frosinone e Udinese. Per arrivare a quota undici, la soglia necessaria per presentare la candidatura sostenuta dalla massima serie, è stato decisivo il passaggio del Como di Mirwan Suwarso, che avrebbe abbandonato il fronte Galliani per convergere su Malagò.
Domani è in programma una nuova riunione della Lega Serie A. E anche tra le società che non hanno ancora ufficializzato la propria posizione il quadro potrebbe evolvere a favore del commissario. Sassuolo e Venezia per il momento non sciolgono la riserva. Ma per il Napolista, “anche il Parma starà con Malagò”. Quanto alla Juventus, si legge, Malagò è “cresciuto in casa Agnelli” e possiede una delle quattro concessionarie Ferrari in Italia. E persino la Lazio di Claudio Lotito, unico club a non appoggiare Malagò la volta scorsa, potrebbe schierarsi con lui. Mentre il fronte Galliani annovererebbe soltanto Inter, Atalanta, Milan e Cagliari.
CHI DECIDE LA PARTITA
La strada verso il 14 dicembre resta comunque lunga e tutt’altro che scontata. Anche con il sostegno della Serie A, che pesa per il 18% e dovrebbe trascinare con sé anche i voti della Serie B (6%), Malagò dovrà costruire una maggioranza più ampia.
Resta da conquistare il consenso della Lega Pro, che vale il 12%, mentre il passaggio più delicato potrebbe essere quello della Lega Nazionale Dilettanti. Con il suo 34%, la LND è la componente più pesante dell’assemblea elettiva e rappresenta il principale bacino di voti ancora da conquistare. A guidarla, però, è proprio Giancarlo Abete, già avversario di Malagò nella precedente corsa alla presidenza federale

