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Ilva, cos’ha comprato il governo? KPMG: bilanci incompleti

Ilva 5 Stelle

Il Gruppo franco-indiano ha nascosto numeri, dati e informazioni sull’Ilva, ma il governo di Giuseppe Conte avrebbe proceduto ugualmente all’acquisizione da parte di Invitalia

Nubi scure si addensano sull’acciaieria di Taranto e una volta tanto non sono quelle delle sue famigerate acciaierie. Fuoriescono da un report di KPMG che L’Espresso ha pubblicato e che pongono pesanti interrogativi sulla sua reale situazione finanziaria, con altrettanti inquietanti dubbi sul fatto che lo Stato, nuovo azionista di maggioranza, ne fosse realmente a conoscenza.

COME STA DAVVERO L’ILVA?

Da quanto apprende il settimanale diretto da Marco Damilano, il governo Conte, nella fretta di acquistare l’Ilva per evitare ricadute occupazionali, avrebbe comprato il pacchetto a scatola chiusa. Invitalia, che gestirà le quote di maggioranza, aveva dato mandato alla società di consulenza Kpmg di spulciarne i bilanci proprio in vista dell’acquisizione, ma gli analisti sono tornati indietro con un nulla di fatto: il report redatto segnala infatti “forti limitazioni” nell’accesso ai dati di bilancio.

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I pochi dati che Arcelor Mittal non è riuscita a secretare al governo italiano non sono particolarmente ottimistici sulle condizioni di salute dell’Ilva: “Si scopre così – scrivono i giornalisti Vittorio Malagutti e Gloria Riva – che il 2020 dovrebbe essersi concluso in perdita di 314 milioni al lordo di interessi, ammortamenti e tasse. Una cifra che va confrontata con il risultato del 2019, che era andato in rosso di 941 milioni, prima delle partite fiscali e finanziarie”.

E, ancora: Arcelor Mittal, segnala il report di Kpmg, è in grave ritardo nel programma di investimenti a cui si era impegnato con il governo quando a novembre del 2018 prese in gestione il gruppo siderurgico. Era stata prevista una spesa per migliorie negli impianti, soprattutto di carattere ambientale, per almeno 2,5 miliardi. A giugno 2020 l’investimento effettivo non supera i 520 milioni. A fine 2020, la multinazionale controllata dalla famiglia Mittal aveva anche 1,5 miliardi di arretrato con l’amministrazione straordinaria di Ilva per l’affitto degli impianti.

Viene da chiedersi se l’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte (e Domenico Arcuri sul fronte Invitalia) fossero a conoscenza del reale stato di salute dell’acciaieria pugliese. Ricordiamo che Invitalia, su incarico del Governo italiano, ha sottoscritto, con i contributi in conto capitale assegnati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, azioni ordinarie per un importo di 400 milioni e, a seguito dell’adesione all’aumento di capitale, ha acquisito il 50% dei diritti di voto di AM InvestCo Italy che ha assunto la denominazione “Acciaierie d’Italia Holding S.p.A.”.

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