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Gli italiani resistono al Covid-19 ma sono scontenti di governo e regioni

zona bianca

La seconda ondata di Covid-19 indebolisce le speranze degli italiani di fronte alla pandemia, preoccupa il lavoro ma un cauto ottimismo resiste, seppur accompagnato da una critica netta verso Dpcm e gestione della pandemia da parte del governo. I dati del sondaggio di Swg

Secondo l’ultimo sondaggio realizzato da Swg nella scorsa settimana (26 ottobre – 1° novembre), tra gli italiani circola un’ulteriore perdita di speranza di fronte alla pandemia. Quasi due intervistati su tre ritengono probabile essere contagiati, ma la paura di avere conseguenze gravi dal contagio è ridotta.

COSA PENSANO GLI ITALIANI DELLA SANITÀ

Sulla percezione della situazione sanitaria gli intervistati si dividono a metà tra chi la ritiene già fuori controllo e chi guarda le cose in maniera più positiva. La maggioranza concorda però sul ritenere inefficaci le misure del Dpcm del 25 ottobre.

CONTRO CHI SI PUNTA IL DITO

Gli italiani attribuiscono la maggior parte delle colpe alla cattiva gestione del trasporto pubblico, segue l’eccessiva leggerezza con cui è stata affrontata la scorsa estate e al terzo posto troviamo le accuse nei confronti di governo e Regioni che non hanno pianificato come avrebbero dovuto gli interventi sanitari. Si attribuiscono poi le responsabilità ai giovani che hanno iniziato a sottovalutare il rischio, alla riapertura delle scuole e solo in fondo il malfunzionamento del contact tracing.

COSA SI PENSA DEL BLOCCO LICENZIAMENTI

Gli italiani sono generalmente d’accordo sul blocco dei licenziamenti, ma una parte non trascurabile sostiene che non è il caso di protrarlo per troppo tempo. Sono soprattutto gli elettori del centrodestra a esprimere perplessità su questa misura. Sulla fine del blocco il 30% dei lavoratori dipendenti si ritiene a rischio licenziamento. A correre maggiori rischi si dimostrano essere i giovani e i lavoratori del Sud. Tra i dati emersi si rafforza inoltre l’idea che i dipendenti pubblici siano privilegiati rispetto a quelli privati.

ANCHE LA CHIESA STA CAMBIANDO

Come descritto nell’analisi di Swg, “In un contesto di grandi mutamenti storici e culturali, anche la Chiesa Cattolica è percepita in movimento, e all’interno del mondo cattolico si fa sempre più manifesta la frattura tra due diversi modi di intendere la fede che si scontrano di fronte alle iniziative e alle prese di posizione di Papa Bergoglio. L’aspetto interessante è che la valutazione delle azioni di Papa Francesco sembra affondare le radici più che sul terreno religioso su una significativa differenza di visione politica e antropologica che divide sostenitori e oppositori”.

CATTOLICI PROGRESSISTI E CATTOLICI TRADIZIONALISTI

I cattolici progressisti sostengono Papa Francesco per svariati motivi: la sua enciclica sull’ambiente è un manifesto di come dovrebbe essere il mondo del futuro, il Papa sta mettendo ordine alle finanze vaticane, eliminando le forme di corruzione e di mala gestione che c’erano prima e si sta battendo più degli altri papi per combattere la pedofilia. Per i cattolici tradizionalisti, invece, Papa Francesco si cura troppo delle questioni sociali e troppo poco della cura delle anime e reputa la recente dichiarazione verso gli omosessuali non accettabile.

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