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Le coperture del Decretone? In parte dai giochi, che il Governo avversa

Il paradosso del rapporto tra Governo e industria dei giochi: dal divieto della pubblicità all’aumento della tassazione per pagare “Quota 100” e reddito di cittadinanza. In attesa di un riordino, per ora solo annunciato

Approda ufficialmente alla Camera in questi giorni il cosiddetto “Decretone”, ovvero il decreto su Reddito di Cittadinanza e “quota 100”, le due misure di politica economica più qualificanti del Governo Lega – M5S.

Per garantire le necessarie coperture economiche il Governo Lega-M5S guarda (tra gli altri) al settore dei giochi. Secondo la relazione tecnica che accompagna il “Decretone”, dal prelievo sui giochi arriveranno almeno 400 milioni di euro.

LA POSIZIONE DEL GOVERNO GIALLOVERDE SUI GIOCHI

Quello dei giochi è un settore con il quale il governo Lega-M5S ha un rapporto duplice: continui rincari del prelievo fiscale per assicurarsi risorse difficilmente reperibili altrove, e una dichiarata ostilità che ha portato (tra le altre cose) al divieto di pubblicità, introdotto con il decreto dignità. Divieto che, stando alle previsioni del servizio parlamentare di bilancio, porterà ad una diminuzione del gettito fiscale. Da compensarsi con un aumento del PREU, il Prelievo Erariale Unico, ovvero la tassa principale su videolottery e slot machine (in gergo tecnico VLT e AWP). E quindi sempre dai giochi.

Quello introdotto con il decreto dignità è stato il primo di 3 aumenti della tassazione su VLT e AWP che si sono susseguiti in poco più di 4 mesi. Gli altri due sono stati inseriti nella legge finanziaria e, appunto, con il “decretone”.

L’AUMENTO DEL GETTITO FISCALE

E gli effetti (positivi per le casse dello Stato) non dovrebbero farsi attendere. Infatti, nella relazione tecnica del servizio parlamentare di bilancio che accompagna il Decretone si stima, da tutte le misure dei giochi contenute nello stesso, un aumento di gettito pari a 407 milioni di euro per quest’anno, di 307 milioni di euro per il 2020 e di 356 milioni di euro per il 2021. Cifre che si sommano alle stime contenute nelle relazioni tecniche che accompagnano gli altri due aumenti: il decreto Dignità, secondo la relazione al provvedimento, avrebbero determinato aumento pari a 147 milioni di euro per l’anno 2019 e 198 milioni a decorrere dall’anno 2020 derivanti da un aumento del Preu. La relazione alla manovra ipotizzava un maggior gettito stimato in 319,9 milioni per le AWP e di 297 milioni per il 2019 e 295 per gli anni 2020 e successivi per le VLT pari in totale a 661 milioni quest’anno e 614 quelli successivi.

Insomma, somme importanti, alle quale appare molto difficile rinunciare. E nonostante le continue prese di posizione contro il gioco e iniziative restrittive come il divieto di pubblicità (che secondo uno studio I-com favorirebbe il gioco illegale, più che combattere le ludopatie) è davvero difficile immaginare che le concessioni per VLT e AWP, che scadranno nel 2022, non vengano rinnovate. Tanto è vero che nei dossier sulla legge di bilancio 2019, curati dal Servizio di Bilancio dello Stato, ci si è preoccupati di calcolare a quanto ammonterà il PREU nel 2023, e di quanto calerà rispetto al 2022.

RIORDINO DELLA NORMATIVA PER I GRILLINI

D’altra parte, il Vice premier Di Maio aveva già dichiarato, a giugno del 2018 «Il gioco d’azzardo non lo possiamo rendere del tutto illegale, finirebbe in mano alle organizzazioni criminali”, spingendo il Sottosegretario all’Economia Laura Castelli ad impegnarsi per un riordino della normativa che il settore aspetta da tanto.

«Faremo ordine sulla normativa del gioco d’azzardo – ha dichiarato la Castelli – anche in collaborazione con gli enti locali a cui sta a cuore tutelare le persone che finiscono in questo vortice. Una cosa che il governo precedente non ha fatto. In questi cinque anni il Movimento 5 stelle, ma anche la Lega, hanno lavorato su questo tema». Tuttavia dell’attuazione di questo provvedimento non c’è traccia, né sembra essere all’orizzonte.

INASPRIMENTO DELLA TASSAZIONE NON INCIDE SUI GIOCATORI

Non mancano i dubbi sull’efficacia delle misure restrittive e dell’aggravio del carico fiscale: Il sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia, intervenendo due settimane fa in commissione Bilancio al Senato ha spiegato come l’inasprimento della tassazione non ha alcun effetto sui giocatori, che sono sensibili solo all’aumento o alla diminuzione del payout, ovvero le potenziali vincite (cosa che anche il MEF ha sostenuto nel corso della stessa discussione), e che esiste un effetto sostitutivo tra mercato legale ed illegale: ovvero se si contrae il gioco legale si finisce per ingrossare le fila di quello illegale.

Il dibattito continua, anche con iniziative eccentriche: secondo il senatore grillino Giovanni Endrizzi, il Governo dovrebbe valutare un “tesserino dedicato per i servizi di gioco d’azzardo, ottenibile su richiesta, dotato di fotografia”. Insomma una sorta di tessera del giocatore, per cui anche solo per una puntata alle slot machine si finirebbe per essere schedati.

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