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Per quale età funziona il vaccino AstraZeneca?

astrazeneca

Il vaccino anti Covid AstraZeneca può essere somministrato anche agli over 55? Continua il ping pong tra l’azienda biofarmaceutica e l’Aifa, ecco cosa dicono le due parti

Il vaccino anti Covid AstraZeneca, approvato pochi giorni fa dall’Ema e che si va ad aggiungere a quelli Pfizer-BioNtech e Moderna continua a sollevare dubbi sull’efficacia tra gli adulti over 55. Facciamo il punto sulle varie posizioni.

COSA HA DETTO L’UNIVERSITÀ DI OXFORD

Il professor Andrew Pollard, direttore del gruppo di ricerca di Oxford, ha ribadito oggi che il vaccino anti Covid Astrazeneca “non presenta al momento differenze rilevanti nei risultati relativi alla copertura immunitaria tra adulti sotto i 55 o i 65 anni e pazienti più anziani”. Non solo, Pollard ha aggiunto che il siero si è rivelato finora “di enorme impatto” contro la trasmissione del ceppo originario del virus – “riduce del 67% la trasmissione dopo la prima dose” – e si sono riscontrati risultati significativi anche contro la variante inglese.

COSA HA DETTO L’EMA

Pollard, rispondendo a una domanda sulle limitazioni imposte per ora da Paesi come Italia, Francia o Germania alla somministrazione del vaccino AstraZeneca sugli over 55 o 65, ha ricordato che “tutte le principali autorità di regolazione sui farmaci che hanno finora espresso un giudizio – inclusa quella dell’Ue (Ema) – ne hanno in realtà autorizzato l’uso senza restrizioni di età”.

Leggi anche: Quanti sono i vaccini anti Covid e a che punto stanno

“È vero che al momento – ha riconosciuto Pollard – abbiamo meno dati relativi alle persone più anziane, e che la gente può quindi avere meno certezza sul livello di protezione (per quella fascia di età). Ma i dati che abbiamo ci danno tutti una risposta immunitaria buona sugli anziani, analoga a quella degli adulti più giovani”.

Lancet Sputnik V

COSA HA DETTO L’AIFA

Il 30 gennaio, giorno dell’approvazione del vaccino AstraZeneca da parte dell’Ema, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) aveva parlato di “utilizzo preferenziale del vaccino AstraZeneca, in attesa di acquisire ulteriori dati, in soggetti tra i 18 e i 55 anni, per i quali sono disponibili evidenze maggiormente solide”.

Ieri mattina poi, pur ribadendo un “utilizzo preferenziale [del vaccino AstraZeneca, ndr] tra i 18 e 55 anni”, una nota della Commissione Tecnico Scientifica dell’Aifa, riportata da La Presse, aveva precisato che “sulla base dei risultati di immunogenicità e dei dati di sicurezza, il rapporto beneficio/rischio di tale vaccino risulta favorevole anche nei soggetti di età più avanzata che non presentino specifici fattori di rischio”.

Leggi anche: Vaccini e ritardi: quando arriveremo all’immunità di gregge?

Ma in serata l’Aifa ci ha ripensato di nuovo e, attraverso un’altra nota, ha fatto sapere che “a seguito delle numerose interpretazioni di stampa delle ultime ore, Aifa precisa che la posizione della Commissione tecnico scientifica è rimasta invariata rispetto a quella espressa nella riunione del 30 gennaio. In attesa di ulteriori studi, l’indicazione per il vaccino AstraZeneca resta preferenzialmente per la popolazione tra i 18 e 55 anni e senza patologie gravi, per la quale sono disponibili dati più solidi. Si attendono maggiori evidenze sul rapporto beneficio/rischio del vaccino prima di suggerirne la somministrazione nei soggetti di età più avanzata”.

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