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Quali sono le aziende che pagano i tamponi ai lavoratori?

Aziende Tamponi Lavoratori

Confindustria vuole chiedere i danni ai dipendenti senza green pass, ma sempre più aziende pagano i tamponi ai lavoratori

La linea dura, di Confindustria, di chiedere i danni ai lavoratori che, sprovvisti di green pass, dovessero rallentare la produzione, è sconfessata da un numero crescente di aziende che preferiscono invece far pagare i tamponi ai lavoratori. «L’obbligo di Green pass in corso di validità», scrivono da Viale dell’Astronomia nella circolare riportata da Il Mattino, «è essenziale per evitare il blocco delle attività. Il mancato possesso del documento rischia di incidere sulla vita aziendale oltre che sulla posizione dei singoli lavoratori. È evidente che ogni comportamento che dovesse arrecare danno all’impresa ricadendo negativamente sull’organizzazione o sulla possibilità per l’azienda di fare fronte ai propri obblighi contrattuali legittima in ogni caso la reazione aziendale sul piano della richiesta di risarcimento danni».

LE AZIENDE CHE PAGANO I TAMPONI AI LAVORATORI

Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, ha comunicato che sosterrà il costo dei tamponi per i 1.600 lavoratori (su un totale di 8.200)  che dovranno munirsi di green pass temporaneo perché non vaccinati. In Emilia Romagna la medesima decisione è stata presa da Piquadro (The Bridge e Lancel), attiva nel comparto degli accessori in pelle. Seguono a ruota Lamborghini, Ima, Ducati Motor,  Bonfiglioli riduttori e Toyota Material Handling.

Leggi anche: Chi vuole il tampone di cittadinanza?

NaturaSì aveva fatto da apripista, scatenando diverse polemiche, ma in vista del 15 ottobre sempre più gruppi industriali hanno ritenuto fosse meglio scendere a compromessi con i dipendenti non vaccinati. E infatti è cresciuto il numero delle aziende che pagheranno i tamponi ai propri lavoratori per evitare gli scioperi attesi invece sul fronte del trasporto di merci e persone. In questo modo, si stima che ben 10 mila persone potranno continuare a lavorare in sicurezza senza dover sostenere la spesa di 1.125 euro a testa da qui a fine anno per gli esami necessari a ottenere il certificato verde temporaneo.

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