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Scuola e ricerca, senza di loro l’Italia muore

scuola ricerca

Senza un rinascimento di scuola e ricerca l’Italia non ha speranze. Troppi giovani abbandonano gli studi, troppe scuole obsolete, mancano investimenti nell’università e laureati, soprattutto nelle discipline scientifiche. Dati, problemi e proposte nello studio di The European House Ambrosetti

In Italia il vero problema non è il Covid-19, ma la scuola e la ricerca. Tra i Paesi Ocse, l’Italia è penultima per popolazione adulta senza istruzione secondaria superiore ed è quarta per adulti con problemi di corretta comprensione delle informazioni. Lo studio realizzato da Ambrosetti mette in ordine i problemi principali ed elabora alcune proposte per risolverli.

IN TROPPI ABBANDONANO GLI STUDI

Il primo problema che rivelano i dati forniti da The European House Ambrosetti 2020 (dati commissione Ue, Ocse, Eurostat) è che il tasso di uscita precoce dai licei e dagli istituti tecnici o professionali (18-24 anni), in Italia, supera la media Ue (10%). L’Italia – tra i più importanti Paesi europei – con il 14% è dietro alla Spagna (17%) ed è seguita dal Regno Unito (11%), Germania (10%) e Francia (8%).

SCUOLE OBSOLETE

Il secondo problema riguarda le scuole, che sono obsolete. Il livello di dotazione di tecnologia, per l’insegnamento, nelle scuole statali, è impietoso. Per la scuola primaria solo il 7% ha connessione a internet. Il numero di pc e tablet per classe è di 0,75 e 0,73. Per la scuola secondaria di primo grado, solo il 10% possiede connessione e il numero di pc sale a 0,87, mentre il tablet scende a 0,59. Nella scuola secondaria di secondo grado, la connessione a internet sale al 24% e il numero di pc e tablet allo 0,89 e 0,92.

POCHI INVESTIMENTI NELL’UNIVERSITÀ

Il terzo problema è che ci sono pochi investimenti negli atenei italiani. La spesa pubblica per i sistemi universitari, espressa in valore percentuale sul Pil, boccia l’Italia. Se la media Ue è dello 0,9%, l’Italia è ultima con 0,4% rispetto al Regno Unito 0,6%, Spagna 0,8%, Germania 1% e Francia 1,1%.

POCHE COMPETENZE, POCHI SPECIALISTI

Il quarto dato negativo per l’Italia riguarda il numero di medici e infermieri ogni 1.000 abitanti. La media Ocse è di 4 medici e 10 infermieri. La Germania guida la classifica con 4 medici e 12 infermieri, segue la Francia con 3 medici e 10 infermieri, poi Regno Unito 3 e 8 e Spagna 4 e 6. Ultima l’Italia con 4 medici e 5 infermieri.

LO STUDIO DI THE EUROPEAN HOUSE AMBROSETTI

Scuola e ricerca sono i due temi dello studio “Rilanciare l’Italia” realizzato da The European House Ambrosetti. Presentato il 12 ottobre sul Corriere della Sera, la ricerca è così strutturata: capitolo scuola, capitolo due ricerca. Sulla scuola, la principale proposta è di interrompere il circolo vizioso indotto dall’analfabetismo funzionale. Come? Arricchendo il capitale umano disponibile. Sul capitolo ricerca, la proposta è di attuare una vera strategia industriale e spingere sull’acceleratore della trasformazione digitale.

LE 8 PROPOSTE DI AMBROSETTI

La prima proposta avanzata dallo studio è dunque di “interrompere il circolo vizioso indotto dall’analfabetismo funzionale”. La seconda è di “definire una visione strategica inclusiva che possa fertilizzare la stragrande maggioranza dei settori italiani”. La terza è “trattare con l’Europa da pari e con proposte per migliorarla”. La quarta proposta è “riprogettare la P.A. italiana attorno a cittadini e imprese”. La quinta è “decidere e attuare una strategia industriale del Paese per il nuovo contesto”. La sesta “rafforzare la struttura industriale del Paese”, la settima “investire nella Ricerca Scientifica in alcuni ambiti a grande potenziale per il rilancio dell’Italia e per ‘far vivere meglio il mondo’; infine l’ottava è “garantire una esecuzione operativa di qualità ai progetti strategici che verranno lanciati”.

IL PROBLEMA DELLE COMPETENZE

Nello studio si sottolinea in più occasioni che il problema italiano di fondo nasce dalle basse competenze della popolazione. In Italia ci sono troppo pochi laureati, in particolare nelle discipline di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. È per questo – racconta il documento – che Confindustria e Assolombarda stanno provando a rielaborare l’offerta formativa insieme alle aziende. Tra i Paesi Ocse, l’Italia è penultima per popolazione adulta senza istruzione secondaria superiore, il 28% fra i 25-34enni contro una media del 15%. Inoltre, l’Italia è quarta per adulti con problemi di corretta comprensione delle informazioni (anche qui 28%, la media è 19%).

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