Fact Checking

Una Pasqua intens…iva. La pressione sugli ospedali non diminuisce

ospedali

La numero 1 del sindacato dei rianimatori: “L’unico modo per contenere il dilagare del virus è rispettare misure che non corrispondono al colore giallo. Pazienza se faremo una seconda Pasqua rossa”. Gimbe: “Negli ospedali soglia di guardia superata”

A leggere i numeri dei report e a sentire la diretta testimonianza di chi lavora nelle terapie intensive si spiega perché, nonostante le spinte di Lega, Forza Italia e parte di Movimento 5 Stelle Mario Draghi abbia comunque preferito evitare di introdurre alleggerimenti con il decreto varato l’altroieri. “Sul versante ospedaliero entrambe le soglie di allerta di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid in area medica (sopra il 40%) e in terapia intensiva (sopra il 30%) sono superate a livello nazionale, attestandosi rispettivamente al 44% e al 41%: 10 le Regioni sopra soglia per l’area medica e 13 quelle per le terapie intensive”. È quanto affermato da Renata Gili, responsabile ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe, commentando il monitoraggio indipendente relativo alla settimana 24-30 marzo.

GLI OSPEDALI CHE STANNO PEGGIO

Dall’ultimo report emerge che l’occupazione di pazienti Covid in terapia intensiva supera il 40% in Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Toscana, Molise, Lazio e il 50% in Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Emilia-Romagna, con valori superiori al 60% in Lombardia e nelle Marche. “Sul fronte dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe – dopo la frenata registrata la scorsa settimana, il dato si è stabilizzato”.

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Medesima preoccupazione è stata espressa da Flavia Petrini, presidente di Siaarti (Società italiana anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva), intervenendo a ‘Timeline’ su Sky Tg24: “Credo di far parte dell’ala rigorista, perché sono un medico a contatto con la realtà clinica dell’area ospedaliera più colpita per numero di decessi e gravi ricoveri: le terapie intensive sono ancora fortemente sotto pressione”.

“Ho visto gli sforzi dei centri vaccinali e sono certa che questa sia la strada giusta, ma purtroppo abbiamo bisogno di tempo e l’unico modo per contenere il dilagare del virus è rispettare misure che non corrispondono al colore giallo. Pazienza se faremo una seconda Pasqua rossa”, ha spiegato. Quindi Petrini ha concluso: “Ho criticato chi chiedeva di aumentare il numero dei partecipanti al cenone di Natale visto cosa ha prodotto quella libertà durante le feste di Natale: un aumento dell’onda che abbiamo in rianimazione”.

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