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A rischio la nomina di Chelli alla guida dell’Istat?

Chelli Istat

In bilico il  voto in Parlamento sulla nomina di Chelli alla guida dell’Istat. Serve una maggioranza dei due terzi, secondo il Corriere della Sera l’esito “non è scontato”. Ecco perché

Non c’è pace all’Istat. Sembrava ormai una formalità per Francesco Maria Chelli, già presidente facente funzioni, l’insediamento nel pieno dei poteri alla guida dell’Istituto di statistica. L’indicazione da parte del Consiglio dei Ministri, ad aprile, c’era stata con l’avvio della procedura di nomina. A cui deve seguire il necessario il passaggio in Parlamento. Ma, come scrive Federico Fubini sul Corriere della Sera, “l’esito del voto che lo attende domani nelle commissioni riunite – serve una maggioranza dei due terzi – non è scontato”.

Esattamente un anno fa, il 15 maggio 2023, Chelli, in quanto consigliere anziano, venne indicato presidente facente funzioni dell’Istat, con l’obiettivo – come abbiamo scritto più volte su PolicyMakerMag – di creare i presupposti per il bis del presidente uscente Gian Carlo Blangiardo. Lo stesso Blangiardo, però, si era scontrato con lo scoglio della maggioranza dei due terzi in Parlamento, necessaria a ratificare la nomina proposta di Palazzo Chigi. Maggioranza mai raggiunta dall’ex professore.

Per questo in queste ore si registra grande tensione ai piani alti dell’Istituto. Chelli dovrà essere sentito in audizione alle commissioni riunite Affari costituzionali della Camera e del Senato. “A stendere un’ombra sulle prossime ore non è tanto il profilo di Chelli” scrive Fubini, “ciò che crea tensione in Parlamento e fra gli esperti è soprattutto la procedura di selezione scelta dal governo. Da più parti si sostiene che non sarebbe stata trasparente, come previsto invece dalla legislazione italiana e dal regolamento europeo del 2009 su cui essa di basa”.

L’ITER DELLA NOMINA SAREBBE “PRIVA DELLA TRASPARENZA NECESSARIA”

Tutto è partito il1 22 febbraio con un bando del ministero della Pubblica amministrazione: la procedura prevede la nomina di una commissione incaricata di valutare le candidature e sottoporre al ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, i tre nomi ritenuti più forti.

“Da questa terna – ricostruisce il Corriere della Sera – Zangrillo ha proposto Chelli alla premier Giorgia Meloni e all’approvazione del Consiglio dei ministri. Fin qui i passaggi formali. Nella comunità degli statistici si lamenta però che la procedura non sarebbe stata regolare, perché priva della trasparenza necessaria. Non solo il ministero non ha mai comunicato all’esterno i nomi dei componenti dell’organismo di selezione: non ha neppure fatto conoscere i profili della terna dei finalisti e il ministro Zangrillo non ha incontrato i tre per sentirli di persona in vista della sua proposta finale a Meloni. In sostanza, la procedura è stata pubblica solo al momento iniziale del bando e in quello finale dell’annuncio del prescelto del governo. Niente di ciò che è avvenuto in mezzo è, al momento, verificabile”.

I PRECEDENTI DI ALLEVA E BLANGIARDO

In occasione delle ultime due nomine al vertice dell’Istat, di Giorgio Alleva e di Blangiardo stesso, il ministero aveva pubblicato i nomi dei selezionatori e la terna di finalisti, mentre il ministro della Funzione pubblica li aveva incontrati uno ad uno. Chelli guida l’Istat ad interim da un anno in quanto membro anziano del Consiglio dell’istituto dopo lo stallo nella conferma di Blangiardo, nominato con il sostegno della Lega nel 2019.

“I critici di Chelli – prosegue il Corriere della Sera – sostengono che non avrebbe neppure l’«esperienza internazionale», anche quella fra i criteri di selezione per la guida dell’Istat: il suo curriculum mostra solo una partecipazione a due progetti europei e una conoscenza dell’inglese a livello «intermedio». Altri due candidati con forti qualifiche, la capa del dipartimento statistico dell’Istat Monica Pratesi e il docente di Statistica della Sapienza Maurizio Vichi, non sono mai stati sentiti né informati sulla procedura. Il ministero della Pubblica amministrazione ieri non era immediatamente disponibile per dare il proprio punto di vista”.

CHI E’ FRANCESCO MARIA CHELLI

Il prof. Francesco Maria Chelli è ordinario di Statistica Economica dall’anno accademico 2006/07 presso il Dipartimento di Scienze economiche e sociali, della Facoltà di Economia “Giorgio Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche. È vicerettore delegato per le relazioni con il territorio Univpm e presidente del Consiglio di corso di studio in “Data Science per l’Economia e le Imprese” nel triennio accademico 2020/2023. Presidente dell’associazione “Alumni” Univpm e presidente onorario della Società italiana di Economia Demografia e Statistica, il prof. Chelli è autore di più di cento pubblicazioni scientifiche nel campo della statistica economica.

A maggio dello scorso anno, come detto, ha assunto l’incarico di presidente facente funzioni dell’Istat. Da componente più anziano del Consiglio dell’Istituto, già garantiva l’operatività degli atti di ordinaria amministrazione nonché la legale rappresentanza dell’Istituto. Con l’uscita di scena di Blangiardo, Chelli ha guidato con professionalità l’Istituto facendosi apprezzare trasversalmente, tanto da arrivare al formale avvio della procedura di nomina alla guida dell’Istat.

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