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Che fine ha fatto Domenico Arcuri (finito nel mirino dei pm)?

Domenico Arcuri

Nei confronti di Domenico Arcuri la Procura ha chiesto 1 e 4 mesi di condanna. Ecco cosa fa oggi l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid

In tanti alla lettura della notizia che la Procura di Roma ha chiesto una condanna ad 1 anno e 4 mesi per l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, si saranno chiesti: “ma che fine ha fatto Arcuri?”.

L’ACCUSA DELLA PROCURA RIVOLTA AD ARCURI E’ DI ABUSO D’UFFICIO

Prima di rispondere è doveroso fornire i dettagli della richiesta della Procura, nell’ambito di un processo svolto con il rito abbreviato e riferito all’indagine su una fornitura di mascherine dalla Cina commissionata nella prima fase dell’emergenza Covid. L’accusa rivolta ad Arcuri è di abuso d’ufficio. I pm hanno, inoltre, chiesto una decina di rinvii a giudizio per gli imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario.

Gli imputati, secondo quanto emerge dal capo di imputazione, in “concorso” avrebbero sfruttato relazioni personali e occulte con Arcuri, ottenendo che quest’ultimo assicurasse ai partner dell’imprenditore Mario Benotti (poi deceduto ndr) un’esclusiva in via di fatto nell’intermediazione delle forniture di maschere chirurgiche e dispositivi di protezione individuali”.

COSA FA OGGI DOMENICO ARCURI

A ricostruire le novità lavorative e professionali di Domenico Arcuri ci ha pensato qualche mese fa Start magazine, svelando la “svolta culturale con business nella formazione” dell’ex amministratore delegato della holding statale Invitalia. Arcuri, infatti, “è entrato nel consiglio di amministrazione di Digit’Ed, società attiva nel settore, sempre più effervescente, della formazione ad alto livello”.

LE RETI TRA TRECCANI, INVITALIA E DIGIT’ED

“Arcuri è già presidente di Treccani Reti, e tra Treccani (di cui Arcuri è vicepresidente) e Digit’Ed è in corso una “partnership strategica” da circa un anno che ha per oggetto lo sviluppo di percorsi formativi “altamente qualificanti dedicati a neolaureati, professionisti, manager e aziende” connessi ai servizi proposti da Intesa Sanpaolo Formazione e AltaFormazione, con l’obiettivo di fare di Digit’Ed “la piattaforma di riferimento in Italia per il reskilling e l’upskilling strategico a supporto del Sistema Paese”.

L’INGRESSO DI INVITALIA IN TRECCANI

Come ricostruiva sempre Start Magazine “Treccani ha tra i propri soci non solo Digit’Ed, ma pure Invitalia di cui Domenico Arcuri è stato amministratore delegato dal 2007 al 2022. E proprio durante gli anni della sua guida, Invitalia aiutò Treccani con una rilevante iniezione di liquidità, come ricorda un articolo del 2015 di Repubblica: “L’Agenzia di proprietà del ministero dell’Economia entra nel capitale dello storico istituto culturale presieduto da Franco Gallo e guidato dall’ex ministro Massimo Bray iniettando nelle casse risorse per 3,44 milioni e con una partecipazione del 7,7%. La società nel 2014 ha realizzato perdite per 4,45 milioni contro l’utile di 572mila euro del 2013 e il rosso di 8,35 milioni del 2012, quando alla guida c’era Franco Tatò”. Ovviamente con l’ingresso di Invitalia, Arcuri entrava nel cda di Treccani.

“Invitalia – proseguiva l’articolo di Repubblica -, sotto la guida dell’amministratore delegato Domenico Arcuri, inietterà risorse nelle casse dell’enciclopedia Treccani per 3,44 milioni portando così il capitale complessivo da 41,25 a 44,49 milioni. L’operazione, si legge nel verbale dell’assemblea straordinaria del 29 aprile che l’ha varata, ha l’obiettivo di sfruttare la “specifica competenza tecnica e relazionale” di Invitalia “nel settore dell’innovazione tecnologica e multimediale”, nel quale la Treccani “ha intenzione e interesse di sviluppare la propria attività istituzionale, per meglio radicare e diffondere i propri contenuti anche sul mercato non cartaceo”. L’obiettivo della mossa è dunque quello di salire sul treno del digitale”. Arcuri, invece, sceso con polemiche dal treno di Invitalia è salito su quello della formazione”, chiosava Start Magazine.

E adesso, suo malgrado, è tornato nuovamente al centro delle cronache a causa delle inchieste sul Covid, il suo incubo.

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