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Corte dei Conti, chi era Luigi Giampaolino

Luigi Giampaolino

Chi era Luigi Giampaolino, l’ex presidente della Corte dei Conti dal 2010 al 2013

Luigi Giampaolino, si è spento questa notte a Roma, all’età di 82 anni. Era entrato a far parte della magistratura della Corte nel 1968 ed è stato Presidente della Corte dei Conti dal 2010 al 2013.

CHI ERA LUIGI GIAMPAOLINO

Luigi Giampaolino, nato a Pomigliano D’Arco nel 1938, è stato pretore e giudice presso il tribunale di Paola, in provincia di Cosenza, dal 1964 al 1968. Dalla magistratura ordinaria è poi entrato a far parte della magistratura della Corte nel 1968 e l’anno seguente è vincitore del concorso di sostituto avvocato dello Stato e destinato all’Avvocatura Distrettuale di Brescia. È stato Presidente di Sezione della Corte dei Conti dal 1999 svolgendo le funzioni di Presidente della Sezione giurisdizionale della Puglia e di Presidente della Sezione giurisdizionale della Lombardia. Il 3 luglio 2010 viene nominato Presidente della Corte dei Conti.

OLTRE LA CORTE DEI CONTI

Giampaolino ha ricoperto numerosi e prestigiosi incarichi istituzionali fra i quali Presidente dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture nominato, Capo di Gabinetto del Ministero delle attività produttive, Capo dell’Ufficio legislativo del Ministero dell’industria del commercio e dell’artigianato, Capo Ufficio legislativo del Ministro dei lavori pubblici e Capo servizio coordinamento giuridico e legislativo del Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie. È stato inoltre insignito dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica. Dal 2019 era presidente dell’Istituto Grandi Infrastrutture.

È autore di numerose pubblicazioni in tema di controllo e giurisdizione della Corte dei Conti, nonché di varie pubblicazioni su lavori pubblici, pubblico impiego, diritto penale e contabilità di Stato.

LA CORRUZIONE SISTEMICA IN ITALIA

In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2013, Giampaolino aveva affermato che in Italia la “corruzione sistemica” pregiudica sia la legittimazione delle pubbliche amministrazioni che la stessa economia del Paese: “La natura sistemica della corruzione ha comportato un ingigantimento del bene giuridico offeso e una rarefazione del contenuto di disvalore dei singoli comportamenti di corruzione. In effetti, la corruzione sistemica, oltre al prestigio, all’imparzialità e al buon andamento della pubblica amministrazione, pregiudica, da un lato, la legittimazione stessa delle pubbliche amministrazioni e dall’altro, l’economia della Nazione”.

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