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Cosa ha detto Renzi su Mohammed Bin Salman in Arabia Saudita

Renzi Arabia Saudita

Sorrisoni e grande confidenza tra Matteo Renzi e il principe dell’Arabia Saudita Mohammed Bin Salman al Future Investment Initiative organizzato a Riad

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nel bel mezzo della crisi di governo – aperta da lui stesso – è volato in Arabia Saudita per presenziare al Future Investment Initiative di cui è membro del board.

“Renzi è capo di un partito di un altro Stato. E in Italia è senatore, membro della commissione Difesa oggi ed Esteri fino a qualche mese fa. Può incassare denaro, lecitamente, per la sua attività di conferenziere da una fondazione che fa capo a un altro Stato?” si è chiesta Repubblica in un articolo.

“Non c’è nessun conflitto di interessi, è tutto regolare perché si tratta di una no profit, e la legge lo consente” ha risposto Renzi. Ma i motivi di imbarazzo non mancano e iniziano a diffondersi ovunque i video dell’evento.

FUTURE INVESTMENT INITIATIVE

La Future Investment Initiative, ribattezzata anche la Davos del deserto, è un summit internazionale ideato nel 2017 dal principe ereditario saudita, Mohammed Bin Salman, per attrarre investimenti stranieri nel Golfo ed è quindi controllato dalla famiglia reale. Tra i partecipanti di quest’anno il ceo di Goldman Sachs, David Solomon, il ceo della società americana Blackrock, Larry Fink, e il direttore del fondo di investimento Blackstone, Stephen Schwarzman.

Leggi anche: Politica estera. Tutti gli appuntamenti della settimana (25-31 gennaio)

RENZI E L’ARABIA SAUDITA

L’ex presidente del Consiglio non è nuovo a questo genere di viaggi, è andato spesso infatti in Arabia Saudita per tenere conferenze dato che è membro del comitato consultivo del Future Investment Initiative Institute.

Un impegno che, secondo quanto riportato dal quotidiano Domani, potrebbe far guadagnare a Renzi fino a 80 mila dollari l’anno. E aggiunge che, se si considerano lo stipendio di parlamentare e le conferenze e consulenze in Europa, Cina, Medio Oriente e Usa, il senatore di Scandicci negli ultimi due anni ha guadagnato quasi due milioni di euro.

RIAD COME LA FIRENZE DEL RINASCIMENTO?

Il tema dell’evento era l’innovazione e la nascita di un nuovo Rinascimento. Da qui il parallelismo di Renzi tra Firenze, culla del luminoso periodo storico e città di cui è stato sindaco (come ha voluto sottolineare), e l’Arabia Saudita definita da lui stesso “il luogo per un nuovo Rinascimento”. “Penso che con la tua leadership e quella di re Salman – ha detto Renzi – il regno possa svolgere un ruolo cruciale e per me come ex sindaco è molto bello comprendere il ruolo delle città in questo progetto”.

LE OMBRE SULL’ARABIA SAUDITA

Durante il colloquio Renzi ha fatto a più riprese i suoi complimenti al principe sia per l’impegno del suo governo sul tema della sostenibilità che per gli investimenti nell’istruzione di giovani e donne. Complimenti che hanno sollevato non poche critiche se si pensa che proprio Bin Salman è stato oggetto di accuse per l’omicidio del giornalista del Washington Post, Jamal Kashoggi, da parte dei servizi segreti sauditi ma anche per la repressione del dissenso interno. Senza dimenticare la limitazione dei diritti delle donne nel Paese e lo sfruttamento dei lavoratori, soprattutto di origine straniera. E lasciando perdere anche le ombre che coprono Riad per la guerra in Yemen e i noti legami con i movimenti radicali islamici sunniti in varie regioni del mondo.

Leggi anche: Il paradosso dei regimi dittatoriali all’interno del Consiglio per i diritti umani dell’ONU

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