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Decreto Legge coronavirus: più sanitari e giustizia ferma fino al 31 maggio

decreto rilancio

Approvato un nuovo Decreto Legge per far fronte all’emergenza coronavirus, dopo un Consiglio dei Ministri di circa tre ore. I testi dei provvedimenti discussi in CdM

Le misure sulla Sanità

Le misure contenute nel decreto legge contro il coronavirus che riguardano la Sanità mirano in particolare a rinforzare la presenza di personale nelle corsie degli ospedali. Salta, rispetto alle prime bozze, la possibilità per lo Stato di commissariare le Regioni inadempienti rispetto alle nuove misure mentre spunta, oltre alla possibilità di requisire gli alberghi, un potere più ampio alla Protezione civile per disporre, fino al 31 luglio (se necessario), requisizioni di altri immobili.

Potrà anche essere requisito il materiale sanitario dai presidi sanitari, medici e chirurgici, per assicurare agli ospedali le forniture adeguate a gestire i contagi e i posti letto “specializzati” necessari a ricoverare i malati. Per potenziare i reparti di terapia intensiva il decreto legge prevede l’arrivo di 5mila impianti di ventilazione assistita, che saranno acquistati dalla Protezione Civile con una procedura speciale.

Cosa prevede il dl sulla Giustizia

La giustizia si ferma fino al 31 maggio. Uno stop di due mesi e mezzo è il più lungo deciso finora dal governo e impone restrizioni a tribunali e procure in tutt’Italia.

La sospensione prevista dal decreto legge può essere decisa dal capo dell’ufficio giudiziario e scatta – si legge nel testo – in caso di “emergenze epidemiologiche certificate”. Slitterebbero così a giugno le udienze civili e penali, tranne alcune eccezioni.

“Salvi” in particolare i procedimenti urgenti, le udienze su misure cautelari, quelle sulla convalida di arresti o fermi nei procedimenti che riguardano detenuti e imputati minorenni, le convalide di espulsioni dei migranti. Non si fermano nemmeno le cause di competenza del tribunale dei minori, le udienze sulla possibilità di adottare bambini o quelle riguardanti minori stranieri non accompagnati o bambini allontanati dalle famiglie.

Inoltre, saranno celebrati a porte chiuse i processi normalmente pubblici. Altra novità è sulle udienze in videoconferenza: non più in aula, per chi sta in carcere o in custodia cautelare. Il decreto legge limita al massimo la presenza umana nelle cittadelle giudiziarie o agli sportelli, chiedendo ad esempio di ricorrere alla tecnologia per garantire il contraddittorio nelle udienze a cui partecipano solo gli avvocati. O di scambiarsi note scritte e mandarle via mail nei casi di richieste istruttorie.

Il testo del decreto sulla sanità discusso in CdM, il testo del decreto sulla Giustizia.

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