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Chi sarà il prossimo presidente della Corte Costituzionale

Corte Costituzionale

La prossima settimana scade il mandato di Silvana Sciarra alla guida della Corte Costituzionale. Indicato già Augusto Barbera come presidente pro tempore

Augusto Barbera sarà il prossimo presidente pro tempore della Corte costituzionale, indicato all’unanimità il collegio dei giudici. E’ solo il primo tassello di un marcato rinnovamento che cambierà il volto della Consulta a partire già dalle prossime settimane.

L’11 novembre scade infatti il mandato della presidente Silvana Sciarra e dei suoi due vice Daria De Pretis e Nicolò Zanon. E per la fine dell’anno prossimo dovranno lasciare altri tre giudici costituzionali, tutti eletti dal Parlamento nel 2015.

Con la fine del mandato dei vicepresidenti, il professore di diritto costituzionale Barbera, eletto nel 2015 dal Parlamento su indicazione del Pd, è uno dei due componenti più anziani, condizione che condivide con il collega Franco Modugno. Il percorso che sembra ormai tracciato è quello di un traghettamento in armonia.

LA PROSSIMA SETTIMANA MATTARELLA NOMINERA’ DUE GIUDICI DELLA CORTE COSTITUZIONALE

La prossima settimana, martedì 7, è in calendario l’ultima udienza a cui parteciperanno Sciarra e i due vicepresidenti. E nella stessa settimana Sergio Mattarella comunicherà i due nuovi giudici di nomina presidenziale, che dovranno subentrare a De Pretis e Zanon.

Visto che con le prossime uscite la componente femminile alla Consulta sarà dimezzata, è probabile che il capo dello Stato indichi tra i due nomi quello di una donna. Solo ipotesi – riferisce l’Ansa – sui curriculum che il presidente potrebbe prendere in considerazione: tra gli altri quelli di Ida Angela Nicotra, professoressa di diritto costituzionale all’università di Catania e moglie del consigliere del Csm Felice Giuffrè o di Gabriella Palmieri Sandulli, avvocata generale dello Stato, prima donna a ricoprire questo incarico.

Si tratta di nomi sui quali potrebbe orientarsi anche la politica, tra quelli più gettonati in ambienti della maggioranza parlamentare.

TEMPI PIU’ LUNGHI INVECE PER L’INDICAZIONE DEL PARLAMENTO

Tempi più lunghi sono attesi per la decisione del Parlamento, convocato per l’8 novembre in seduta comune per l’elezione del giudice che prenderà il posto di Sciarra. La ragione è l’ampia maggioranza richiesta per la fumata bianca: i 2/3 nelle prime tre votazioni, poi i 3/5, cioè l’equivalente di 363 voti. Un traguardo a cui la maggioranza potrebbe arrivare solo con l’apporto di pezzi dell’opposizione, magari dei renziani, ipotesi comunque di non facile praticabilità, considerato che adesso è solo uno il giudice costituzionale da eleggere.

Più facile che si trovi l’accordo con l’opposizione quando a dicembre 2024 si tratterà di sostituire Barbera, Modugno e il giudice Giulio Prosperetti. Il regolamento della Corte va comunque incontro alle difficoltà del Parlamento: quando il collegio dei giudici ha 14 componenti invece dei 15 previsti, per un mese non elegge il presidente; scaduti i 30 giorni, in questo caso l’11 dicembre, provvede comunque all’indicazione del nuovo vertice della Consulta.

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