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Ecco il calendario delle ultime riaperture

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Nel vertice serale il governo di Mario Draghi sarà chiamato a decidere sull’abolizione del coprifuoco e sull’indicazione di un calendario delle riaperture per tutte le attività ancora oggi rimaste in lockdown o costrette a lavorare con pesanti limitazioni

Si attende con ansia lo svolgimento del Consiglio dei ministri odierno, non solo perché verrà presa una decisione sull’abolizione del coprifuoco (pare mediante un percorso a tre tappe), ma anche in quanto il governo deciderà sul calendario delle ultime riaperture, ovvero sulla ripartenza di quelle attività rimaste finora nel limbo.

Da quanto si apprende da fonti vicine al governo, il calendario delle riaperture sarebbe il seguente:

  • i centri commerciali torneranno ad aprire dal fine settimana del 22 maggio;
  • le palestre dal 24 maggio;
  • i ristoranti potranno riprendere il servizio anche al chiuso dal primo giugno;
  • i parchi tematici riapriranno il 15 giugno;
  • matrimoni e feste dal 15 giugno, ma solo con il “green pass”;
  • i congressi si potranno di nuovo organizzare dal primo luglio;
  • sale giochi e bingo dal primo luglio;

Molto critica Fipe Confcommercio, l’associazione che riunisce i pubblici esercizi: “è tornata la zona gialla in quasi tutta Italia, ma non per i bar”. Nel senso che rispetto alla zona gialla “classica” stavolta non è possibile consumare al banco (salvo se il pubblico esercizio abbia tavoli all’aperto), come conferma una circolare emessa il 24 aprile dal Ministero dell’Interno.

Per Fipe-Confcommercio il divieto “sta producendo un doppio effetto negativo: i fatturati dei bar sono crollati del 40% e si sta mettendo in circolazione un mare di bicchierini di plastica, pari a 30 tonnellate di rifiuti di plastica al giorno”.

“Un motivo in più – dice la Federazione – per eliminare un divieto che non ha alcuna base scientifica e che sta distruggendo il modello stesso del bar italiano”. Quanto invece al coprifuoco, secondo l’Ufficio Studi Fipe lo slittamento alle 23 produrrebbe un beneficio per le casse dei locali pari al 10% dei fatturati giornalieri, mentre arrivare fino alle 24 aggiungerebbe un ulteriore 7%: “in totale – spiega la Federazione – queste due ore in più di lavoro garantiscono un incremento di volume di affari per i pubblici esercizi di 10 milioni di euro al giorno”.

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