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Le giostre sono ferme da troppo. I lavoratori scendono in piazza

Parchi Piazza

Oggi l’Associazione Parchi Permanenti Italiani aderente a Confindustria scende in piazza a Roma al grido di “ristori o riaperture”. Gli occupati dimenticati del settore sono più di 60.000

L’Associazione Parchi Permanenti Italiani aderente a Confindustria porta questa mattina alle 11:30 a Roma in piazza del Popolo uno spettacolo con mascotte e personaggi dei cartoni animati per farsi ascoltare dal governo.

I NUMERI DEI PARCHI DIVERTIMENTO

Il settore è composto da circa 230 strutture tra parchi a tema, faunistici, avventura e acquatici. Nel 2019 ha generato un giro d’affari superiore ai 400 milioni di euro e 25.000 posti di lavoro diretti (tra occupati fissi e stagionali).

Cifre che salgono rispettivamente a 2 miliardi di euro e 60.000 addetti considerando l’indotto composto da hotel, ristorazione, merchandising, manutenzioni e altri servizi collaterali.

Nel 2020 il 20% dei parchi ha rinunciato completamente all’apertura, 5 parchi italiani sono passati sotto il controllo di fondi di investimento stranieri e si sono persi 10.000 posti di lavoro stagionali.

#NO1LUGLIO

Secondo quanto riferito dall’Associazione, la manifestazione sarà pacifica e colorata, a misura di bambino, con tanta musica, palloncini e un palco sul quale sfileranno i personaggi dei cartoon e le mascotte dei protagonisti del comparto: i parchi del gruppo Costa Edutainment, Leolandia, MagicLand, Mirabilandia, Zoomarine, Gardaland e molti altri ancora.

L’evento di oggi fa seguito alla petizione #NO1luglio, che in pochi giorni ha già raccolto decine di migliaia di firme e che continuerà anche dopo l’evento, allo scopo di anticipare il via libera ai parchi tematici e acquatici, attualmente previsto per il 1° luglio.

L’APPELLO DEL PRESIDENTE IRA

“Il Governo sta giocando con il futuro di migliaia di lavoratori, molti dei quali sono stagionali e dal 30 aprile hanno perso ogni sussidio. Le Istituzioni non possono continuare ad ignorarci”, così Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione e di Leolandia.

“Chiediamo di poter aprire prima, come avviene all’estero e come sarebbe logico dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi riferite all’invito ai turisti stranieri di tornare in Italia a partire dal 15 maggio. Sarebbe spiacevole – prosegue Ira – che i turisti trovassero chiusi solo i parchi a tema: le nostre sono attività sicure, all’aperto e i protocolli predisposti lo scorso anno hanno dimostrato di funzionare perfettamente”.

I RISTORI E LE ISTITUZIONI

L’Associazione Parchi Permanenti Italiani ricorda inoltre che, in 14 mesi di crisi, le aziende del settore non hanno ricevuto ristori e finanziamenti, nonostante gli ingenti costi fissi. Il ministro Franceschini, che rappresenta il comparto a livello istituzionale, ad oggi non ha mai ricevuto i rappresentanti dell’Associazione.

Il ministro Garavaglia fin dal suo insediamento si è reso disponibile ad un confronto e ha confermato la sua disponibilità ad attivare l’iter funzionale al passaggio dei parchi permanenti sotto il ministero del Turismo: un passaggio che comporterebbe importanti agevolazioni.

Leggi anche: La ruota panoramica non gira più. L’ira dei gestori per le restrizioni

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